I blitz annunciati non sono blitz

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Anticiparli azzera la sorpresa e l’operazione nel suo complesso. Sono dimostrazione di  efficienza e decisionismo ma a Caivano, più dei poliziotti, servono imprenditori, maestri elementari, assistenti sociali e lavoro.

Il 5 settembre 400 uomini delle forze dell’ordine hanno eseguito una vasta operazione a Caivano, una delle aree più malfamate in Campania, diventata  famosa per l’ennesimo episodio di criminalità. Il blitz è stato preceduto da una conferenza stampa con cui la Meloni e Piantedosi lo hanno anticipato.

Il blitz è stato Il termine blitz, tedesco, significa ‘lampo’ e indica un’operazione militare che si caratterizza per la rapidità e la sorpresa. Anticiparlo azzera la sorpresa e l’operazione nel suo complesso. In compenso è sempre un ottimo passe-partout per esibire efficienza e decisionismo.

Se fosse stato sufficiente predisporre da parte dei governi passati qualche blitz e aumentare gli organici delle forze di polizia in zone dove la criminalità la fa da padrona, oggi non si parlerebbe di Caivano, della situazione fuori controllo nel foggiano, dove alla ‘sacra corona unita’ si è unita la criminalità locale.

In Sicilia, Calabria, Campania, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna di blitz ne sono stati compiuti a centinaia. E sono anche stati aumentati gli organici delle forze di polizia in Sicilia e Calabria. Ma non è servito a nulla. In più queste operazioni quando sono “annunciate”, sono molto mal digerite dalle forze di polizia. Il blitz si è concluso con il sequestro di alcune armi, denaro e droga. 

Don Patricello, parroco di Caivano, ha chiesto alla Meloni più maestri elementari, più assistenti sociali, ma soprattutto più lavoro. Poco prima della mezzanotte di ieri è stato oggetto di un attentato intimidatorio della camorra. Ecco il punto: la Meloni invece di fare l’ennesimo proclama, di cui si pentirà, avrebbe dovuto invitare 400 imprenditori e dare loro assicurazioni che se investiranno a Caivano, il Governo darà loro grandi opportunità con bonus e agevolazioni fiscali. Non dovrebbe essere difficile seguire questa strada.

Ho conosciuto molti grandi e coraggiosi imprenditori: Luigi Cremonini, leader mondiale della carne e non solo, Sandro Boscaini, Gian Luca Rana, Luigi Mion, Bauli ed altri ancora. Con le dovute garanzie, non si tirerebbero indietro.

Ecco,  di questo Caivano ha bisogno. La criminalità organizzata è flessibile, si adatta facilmente ai cambiamenti. Non teme un blitz, né una o più pattuglie che girano per strada. Queste misure incidono sulla piccola criminalità, sul borseggiatore, sul piccolo spacciatore, sul truffatore. Sul fronte della repressione per le grandi organizzazioni criminali le strategie da adottare sono diverse.
Mario Marino

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Una risposta

  1. Le forze dell’ordine cercano sempre di evitare scontri con la malavita, conflitto a fuoco in strada rappresenta un grande pericolo per i cittadini.
    Giusto comportamento ! Anticipare gli interventi della polizia con annunci pubblici, questo mi sembra troppo, e le conseguenze si vedono.

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