I balconi, lasciamoli vuoti

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Reddito di cittadinanza: il Sud non ha bisogno di soldi ma di un lavoro dignitoso. Questo servirà solo ad aumentare il divario fra il Nord produttivo e il Sud assistenzialista. Salvini, stai attento, mandando in pensione prima le persone, sei poi sicuro che le aziende italiane assumano. Io ho qualche dubbio.

 


L’esultanza degli eredi della rivoluzione francese, come mi piace definirli, dal balcone di Palazzo Chigi (chi mi legge sa che non sono un fan dell’Ancien Regime), mi fa dubitare di essere in una nazione normale. L’apparizione di LuigiDi Maio, per gli amici Giggino,  novello Masaniello, mi ha ricordato che l’uomo fece una brutta fine e, qualche secolo dopo, anche un’altra persona che amava parlare agli italiani da un altro balcone della capitale, fu assassinato. Ora, a prescindere che con la matematica sono fermo alla formula del due più due fa quattro e con me tanti altri italiani, questa manovra non mi convince per svariati motivi. Ragioni, però, che a mio avviso sono lapalissiane. Partiamo dal presupposto che il tessuto produttivo è situato nel nord dell’Italia e non so se i suoi abitanti saranno contenti di pagare il famoso reddito di cittadinanza. Dico questo perché da “indiscrezioni” i maggiori beneficiari saranno proprio gli abitanti del sud. Parliamo chiaro: già circolano barzellette e si raccontano tante urban legend su quest’area dell’Italia. Alcuni esempi. L’Istat dice che lì sono erogate il doppio delle pensioni d’invalidità, rispetto al Nord. E’ un caso? E’ possibile che al Sud siano tutte aree depresse? Sì, perché non si spendono i fondi erogati dall’Europa. Vogliamo parlare della Cassa del Mezzogiorno? Mi fermo qui. Ora, si può malignamente pensare che Giggino abbia copiato da un suo compaesano che, però, ha creato tanti posti di lavoro. Tal Achille Lauro, affettuosamente chiamato ‘O Comandante (e qui sulla rovina dell’impero marittimo, il Nord ha qualche colpa, o meglio dire, la sua classe politica. Ma questa è una ‘altra storia!). Lauro sapeva comprare il consenso, ma lo pagava di tasca sua, non con i soldi dello Stato e cioè i nostri. Caro Giggino, questa è la differenza! Azzardo una previsione: se ci sarà un calo di consensi del M5S, sarà al Nord, non certo al Sud. Aggiungo, inoltre, che questa fretta di rendere operativa tale legge potrebbe, e dico potrebbe, essere realizzata da nazioni dove c’è, un altro senso dello Stato e la macchina della Nazione funzionano perfettamente. Nazione, che non è l’Italia. E poi, ci fosse solo Di Maio. Prendiamo un altro ministro: Danilo Toninelli, un politico così talmente non voluto dagli elettori della sua circoscrizione, che prese 84 voti alle regionali del 2010 e fu non eletto, mentre totalizzo 9 voti come candidato al consiglio comunale di Crema. Anche in questo caso non fu eletto. In sostanza non se lo c… nessuno, forse perché lo conoscono! Per occupare una poltrona deve aspettare le elezioni in cui si vota il simbolo e il posto in graduatoria è stato deciso direttamente dall’alto. Così, il direttorio decide di fargli fare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Lui, che al massimo della carriera lavorativa è stato liquidatore di sinistri e ispettore tecnico presso una compagnia assicurativa. Oddio, scelta centrata! Qui, si parla di liquidare o meglio bloccare La Gronda e la costruzione del Terzo Valico, per non parlare della ricerca del Commissario alla ricostruzione per dare inizio ai lavori. I tempi, i genovesi sperano che non siano quelli della liquidazione di un sinistro di certe assicurazioni. Chiudo la parentesi Grillina parlando ancora una volta del portavoce del premier Conte. Rocco Casalino, sei veramente un fenomeno! Ti attribuiscono parole, non proprio indicate alla tragedia e che tu avresti detto a proposito del crollo del Ponte di Genova: – Così mi salta il Ferragosto -.  Però, i morti sono una cosa seria. Gli sfollati sono una cosa seria. Quelli che sono e rimarranno senza lavoro sono una cosa seria. Pensaci, quando parli, la vita non è un reality show.

 

Termino sulla proposta per l’abolizione di quella che ormai è passata alla storia come la Legge Fornero. In altre parole, l’allungamento dell’età pensionabile. Elsa, una sventurata donna che si è caricata sulle spalle un simile peso, che invece sarebbe dovuto essere condiviso da molti, a cominciare da Mario Monti. Apro una parentesi. Sapete chi pubblica l’ultimo libro della Fornero?  L’Università La Bocconi. E chi è il Presidente? To’, Mario Monti. Una fatalità? Chiusa parentesi. Assodato che tal riforma ha rovinato la vita di molte persone, sia dal punto di vista finanziario ma non dimentichiamo quelle umano, analizziamola. Matteo Salvini c’è la sta mettendo tutta, ma i defraudati non stappino le bottiglie di acqua minerale troppo presto. Passeranno molti mesi prima che tornino a non gravare sulla famiglia e, se sono già nonni, a poter dare finalmente al nipotino la paghetta. Inoltre, sull’intenzione lodevole di far occupare il posto lasciato vacante dal pensionato, ci andrei cauto. Salvini, dai, non sei uno sprovveduto! Sai bene che per un imprenditore illuminato, ci sono due imprenditori ottusi che vedono solo il risparmio di pagare una persona in meno,  e questa spesa, che si trasforma in utile. Basta fare gli straordinari o un po’ di lavoro nero. Dammi retta, tieni monitorato i nuovi pensionati e le loro aziende!

 

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