Ho sceso milioni di scale

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Archiviate le festività, le fantasie su doni ricevuti e doni mancati, spente le luminarie, con il ritorno alla vita normale desidero ricordare ai Lettori di Bice una poesia di Montale. Le parole sono sempre inadeguate quando si commenta una poesia, forse anche ingiuste, perchè ciascuno ha il diritto di avvicinarsi ad essa direttamente senza intermediari. Una sola cosa vorrei dire: in mezzo a tante vuote parole,amorazzi, superficialità e sciocche altre cose, fa bene leggere questa  profonda e meravigliosa dichiarazione d’amore per una moglie.Fragile all’apparenza, miope e delicata, eppure vero sostegno.

Ho sceso milioni di scale
di Eugenio Montale

Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.


Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981) è stato un poeta, giornalista e critico musicale italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975.Per approfondire, o rinverdire i ricordi scolastici, segnalo questo sito, http://scuolalieta.it/anto_ita/testi_ri/montal_1.htm

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