Ha da passà ‘a nuttata

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In attesa che faccia giorno al più presto, probabilmente con l’archiviazione della seconda repubblica, siamo andati ad intervistare alcuni tra le giovani avanguardie culturale e politiche, in Modena e provincia, rigorosamente under 30. Questa settimana Bice vi propone dei giovanissimi militanti in Alleanza Nazionale

Nostro interesse è conoscere, scoprire, evidenziare, dialogare, mettere a confronto e comunque valorizzare coloro che dovranno rappresentarci nei Governi di domani.

Ci  siamo rivolti ponendo a tutti le stesse domande trovando comunque una loro diffusa consapevolezza della serietà della posta in gioco: atteggiamento che li rende credibili.

Tutti molto coscienti delle grandi tematiche dell’oggi (ambiente, salute, energia, sviluppo sostenibile) abbiamo preferito porre loro questioni semplici riguardanti i rapporti con e tra le forze politiche e i temi dell’attualità giornaliera.

Tra i giovani di Alleanza Nazionale vi proponiamo le valutazioni di tre militanti.

 

Giovanni Gidari , 24 anni, da Catanzaro ora abitante a Castelfranco Emilia dall’età di 6 anni. Imprenditore agricolo nel settore della vivaistica, acquisisce la passione per la politica dalla famiglia e da una propria propensione personale. Da alcuni anni è il presidente del locale circolo di Alleanza Nazionale nominato “San Nicola”. Così ha risposto alle nostre domande:

 

Giovanni, secondo Lei, nell’attuale sistema politico italiano, quanta “panchina” è obbligatorio fare a bordo campo dei partiti prima di divenire titolari? Come mai? Voi giovani di fronte a questo problema siete rassegnati ( perché così fan tutti) ?, ottimisti ( speriamo che cambi) ? o decisi al cambiamento (adesso diciamo basta)?

 

Il sistema politico italiano è molto complesso, per farne parte bisogna fare molta gavetta. La durata di quest’ultima però dipende molto dalla passione, dalla voglia e dalla convinzione con cui un giovane affronta questa strada. Maggiori sono questi fattori, minore è il tempo che occorre nel passare dalla panchina alla tribuna politica. Non mi sento assolutamente rassegnato, anzi questo è uno stimolo per dare di più.

 

Teme di più, in quanto fenomeno più difficile da arginare o da governare in modo virtuoso, il clandestino semi nudo che sbarca dalla carretta del mare o il giovane extracomunitario , brillante architetto sud coreano, o giovane ingegnere Moscovita, lo specialista indiano o cinese o comunque extraeuropeo? La Mondializzazione per noi italiani, quindi, si sta rivelando più una salutare contesa o più un incubo?

 

Naturalmente il problema più difficile da arginare è l’immigrazione clandestina. Anni di totale buonismo da parte della sinistra italiana e di confusione in ambito legislativo,  hanno provocato un afflusso incontrollato di migliaia di disperati pronti a tutto, che per poter sopravvivere sono disposti a commettere ogni tipo di reato. Con questo non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma i fatti di tutti i giorni riportati dai media dimostrano quanto ho appena detto. Al contrario il brillante architetto sud coreano o giovane ingegnere Moscovita non sono un problema, ma una risorsa importante da sfruttare  per il nostro paese, potrebbe essere quel  qualcosa in più per accrescere quel grado di competitività utile al paese per rimanere competitivi sui mercati mondiali.

 

Chi sono gli avversari politicamente più ostici da affrontare per chi vuole un vero cambiamento: voi giovani? La nomenclatura o la casta politica che si annida e ha fatto radici ovunque? il centro sinistra? Certo popolo italiano anarchico individualista che non vuole maturare? O chi o cos’altro?

 

Tra tutte le variabili indicate la più pericolosa per un futuro cambiamento è la cosiddetta “”casta politica””. Nella politica odierna si parte sempre con i migliori presupposti possibili, ma spesso questi presupposti vengono in parte traditi. La causa è da ricercare nel sistema troppo contorto. La burocrazia troppo spesso ostacola le buone intenzioni, con il risultato di favorire gli interessi personali di pochi all’interesse della collettività. Un altra causa possibile è l’attaccamento alle poltrone da parte della classe politica, che non consente un ricambio generazionale come in altre realtà mondiali.

Non sono solo queste le cause per un mancato cambiamento, una certa percentuale della popolazione si rifà a “politiche e miti”” passati che hanno fatto il loro tempo, ma che non sono più applicabili in un moderno sistema politico.

 

Droga e prostituzione : è più una piaga che subiamo per colpa di spacciatori o sfruttatori oppure sono fenomeni in crescita perché è in aumento la nostra domanda come consumatori di quei particolari beni e servizi? Secondo Lei come se ne esce? Cosa è meglio? Droga libera? Quartieri a luci rosse o che altro?

 

Questi sono due fenomeni abbastanza complessi, penso che il problema sia sicuramente un aumento della domanda più che una piaga che i cittadini devono subire, le cause di tali problemi sono da ricercare nel disfattismo e nella mancanza di valori della società moderna. La gente cerca sempre di più un modo per evadere dai problemi quotidiani e sceglie la strada più facile da percorrere.

La soluzione a questo problema non è facile, credo che anche la politica possa essere una delle cause oltre che fonte di soluzioni. Il problema della droga potrebbe risolversi con il miglioramento dell’ attuale legislazione:

1. garantire una pena certa allo spacciatore,  punendo con severità chi utilizza sostanze stupefacenti, contestualmente promuoverne il recupero fisico e sociale;

2. facendo una migliore campagna di informazione e sensibilizzazione a partire dalle scuole;

anche se non bisogna dimenticare la Famiglia, che nell’istruzione dei figli ricopre un ruolo di fondamentale importanza.

Per quanto riguarda la prostituzione sono più che d’accordo nella creazione di quartieri a luci rosse e nella regolarizzazione di tale fenomeno, soprattutto per evitare come accade in alcune città di vedere delle zone lasciate nell’abbandono ed il degrado assoluto, ci sarebbe un maggior controllo dal punto di vista sanitario soprattutto considerando la grave pericolosità delle malattie sessualmente trasmissibili, alle ragazze che si prostituiscono occorre dare una possibilità di riscatto a questo proposito non possiamo dimenticare l’opera meritoria di Don Benzi autentico eroe dei nostri tempi che ha tolto dalle strade tante ragazze restituendole alla VITA, quella vera però.

 

Crede che al nostro paese si sia buscato una forte influenza che si cura con meno tasse e qualche simil aspirina veltro/ berlusco-niana o siamo giunti ad un giro di boa che chiede anche fastidiose terapie d’urto?

Seconda Lei la prossima legislatura che sarà gestita comunque da uomini già visti ad una opera non proprio esaltante, potrebbe essere innovativa?

 

Credo che si sia realmente giunti ad un giro di boa,è arrivato il momento che la politica realmente sia più vicina ai cittadini e si sforzi di risolvere i problemi della gente affrontando le questioni più calde come la riduzione delle tasse e l’aumento del potere d’acquisto dei salari per i lavoratori dipendenti nonché si curi di promuovere chi decide di intraprendere una piccola attività in proprio. La creazione di due grandi formazioni politiche come il partito delle libertà ed il partito democratico che si contrapporranno alla prossima tornata elettorale sia un grande passo in avanti per l’ammodernamento del nostro sistema politico, nonostante sulla scena rimangano i soliti volti noti, ma è un primo passo.

 

  Claudio Manzoni , 24 anni, di Castelfranco Emilia dove vive da sempre. Elettricista di
provata esperienza ha assunto la responsabilità di Capo Cantiere nell’azienda in cui lavora, è il responsabile “web e faccende informatiche” del circolo San Nicola. Si prende  cura anche di siti web di altre realtà politiche in Alleanza nazionale.

Claudio è intervenuto su questi temi:

 

Quando si farà giorno la vostra generazione sarà ancora a letto o disposta ad essere già sveglia? Secondo Lei dovrà essere “un risveglio epocale” o dovrà avvenire silenziosamente quasi inosservato?

Siete comunque pronti o non ci stavate pensando che è anormale per un paese moderno che si possa divenire premier a patto di non essere dei quarantenni o solo a condizione di essere dei politici da una vita? Quindi secondo Lei la maggioranza dei giovani italiani di oggi è consapevole del ruolo storico che le sta chiedendo il paese?

 

Quando si farà giorno sarò più sveglio che mai, e soprattutto pronto a contribuire allo sviluppo della nostra Italia, anche se credo che non tutti i giovani come me, siano disposti a sacrificarsi e a sacrificare il loro tempo per l’interesse comune e dell’Italia, spesso parlando con i miei coetanei noto un totale disinteresse nei confronti della politica, anche se sono certo che tutto ciò sia in parte colpa della politica stessa, ma è proprio per questo che da giovani non vogliamo e non dobbiamo arrenderci a tale situazione .

 

La seconda repubblica, dopo “mani pulite” è stata ovviamente guidata o rappresentata anche da ex giovani o da persone completamente nuove alla politica , ma con risultati non esaltanti rispetto alle aspettative. Cosa o chi sta frenando maggiormente il rinnovamento strutturale del paese?

 

A parer mio il rinnovamento strutturale del paese è frenato dallo stesso sistema politico Italiano che presenta al suo interno numerose frammentazioni, che spesso volentieri non garantiscono la governabilità e quindi ogni sforzo di rigenerare il paese cade nel vuoto.

 

 

Paolo Apparuti ,   23 anni, modenese, vive a Nonantola da sempre dove con i genitori conduce una storica azienda agricola. Laureando in scienze agrarie presso l’università di Bologna, è insieme al Gidari  socio di un’avviatissima azienda vivaistica. Sempre presente ad ogni iniziativa porta nella sua realtà, Nonantola, le esperienze del circolo San Nicola. A lui ci siamo rivolti con queste domande:

 

Paolo, lei è a conoscenza che oggi imperversa tra larghi settori dell’opinione pubblica una ostilità fatta di antipolitica, di un’accusa alla casta, di un riflusso nella disistima verso chi governa, di sdegno per i costi esosi della politica. Voi giovani incolpevoli, come pensate di arginare questo malcontento? Non mi dica con il partito degli onesti perché governare è anche un compito che richiede specializzazione, competenze e conoscenze che non si improvvisano e quindi vanno pagate!

 

La mia ricetta per arginare questo malcontento e semplicissima, bisogna che il nuovo politico ascolti e soprattutto si faccia carico dei problemi della gente perché solo in questo modo e più facile trovare una soluzione ai problemi di tutti giorni, il cittadino non chiede la luna ma soltanto di condurre una vita “normale” e “serena” . La riduzioni dei costi della politica potrebbe concretizzarsi con la diminuzione di parlamentari e senatori ma soprattutto riducendo gli sprechi dell’amministrazione pubblica eliminando tutti i doppioni amministrativi e diminuendo tutte quei carozzani che oggi fungono solo da cimitero degli elefanti per politici “trombati” e ancora riducendo la burocrazia che fa lievitare in modo vertiginoso i conti dello stato.

 

Dai coetanei militanti nel centro destra che cosa si sente di apprezzare? Il difetto invece più diffuso?

 

Dei coetanei del centro destra sento di apprezzare la loro vicinanza di ideali, per certi versi anche il coraggio di schierarsi a destra in una terra marcatamente di sinistra, parafrasando una famosa pubblicità, a noi non piace vincere facile, certamente però ci piace vincere.

Il difetto più diffuso, nel dirlo sarei un presuntuoso, ma certamente comprendendo anche la mia persona dovremmo tutti quanti avere più coraggio nello scardinare le incrostazioni del vecchio, dovremmo essere un po’ come l’anticalcare della politica.

 

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