Guerra privata

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In Iraq opera anche un esercito composto da più di 126 mila contractors, in pratica mercenari a tutti gli effetti.Il governo di Al Maliki decide di espellere la Blackwater e gli USA rivedono l'impiego delle compagnie militari private.

Quella del soldato di ventura è una professione vecchia come il mondo, truppe mercenarie venivano impiegate già dall´antichità da parte di numerosi popoli: come non ricordare ad esempio l´antica Cartagine la cui forza militare era per larghissima parte costituita da truppe straniere prezzolate.

Ma i mercenari hanno accompagnato la storia bellica in ogni epoca e spesso ne sono stati protagonisti assoluti, come le compagnie di ventura del rinascimento, al centro di una vera e propria rivoluzione militare, che ha visto il mestiere delle armi evolversi dalla figura  di nobile e oneroso cavaliere feudale a quella di versatile mercenario reclutabile solo per l´effettiva durata del conflitto. Fino all´epoca moderna, dove la figura del mercenario ha acquisito un alone avventuroso e romantico con la decolonizzazione d´Africa ,  quando fu creato il mito del volontario europeo o sudafricano che spinto più dall´idealismo che dal denaro andava a combattere guerre in terre lontane, ed il mito alimentò se stesso con figure pittoresche come il francese Bob Denard, ex soldato che dopo aver combattuto in ogni angolo d´Africa negli anni `60 fu protagonista di un colpo di stato alle isole Comore nel 1977, dove fu poi per dieci anni la potentissima eminenza grigia del presidente Ahmed Abdallah e governò in prima persona queste isole dell´Oceano Indiano come una proprietà privata.

Oggi a riportare agli onori delle cronache i moderni mercenari, è la decisione del governo iracheno presieduto da Al Maliki di sospendere la licenza di operare entro i confini del suo Paese alla Blackwater USA, potentissima PMC (acronimo inglese di private military company) i cui operatori sono stati protagonisti della carneficina di domenica 16 settembre  a Bagdad. Il triste bilancio della strage  è stato di 11 morti tra cui un poliziotto e 18 feriti. I contractors in servizio per il Dipartimento di Stato Usa, che hanno aperto il fuoco mentre scortavano un convoglio di sei Suv. Secondo la ricostruzione della polizia irachena i veicoli erano di passaggio sulla piazza Nisoor, situata nel quartiere a maggioranza sunnita di Mansour, quando forse in seguito ad una esplosione hanno sparato alcune raffiche di proiettili e si sono poi allontanati in fretta.  In seguito a questo fatto di sangue il premier iracheno Nouri Al Maliki ha parlato di «un’operazione criminale condotta da una società di sicurezza straniera». Ed il ministro dell’Interno Jawad Polani, ha annunciato l’apertura di un’inchiesta per appurare le responsabilità.  I contractors d´ora in poi potranno ritrovarsi ad essere processati da tribunali iracheni che potrebbero sospendere l´applicazione del famigerato Order 17, direttiva varata 3 anni fa dalle autorità americane che conferisce di fatto l´assoluta immunità agli operatori di sicurezza, che addirittura non sono nemmeno soggetti alla giustizia militare americana.

La decisione di Al Maliki di mettere alla porta la Blackwater che in Iraq è responsabile della protezione degli stessi diplomatici americani che lavorano presso l´ambasciata a Bagadad, obbliga l´amministrazione Bush a rivedere completamente questa poltiica di esternalizzazione della guerra sicurezza che ha assunto oggi un volume d´affari incredibile non solo in Medio Oriente. Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha detto di avere ordinato una << revisione completa della gestione della sicurezza del personale diplomatico>>  ma ha aggiunto che le missioni diplomatiche in Iraq per quanto pericolose devono proseguire essendo importanti per gli obiettivi americani nel Paese. Il suo portavoce ha affermato che è già iniziata la valutazione e che potrebbero essere coinvolti esperti esterni per aiutare a correggere eventuali falle del sistema di sicurezza.

Il giro d´affari che ruota intorno alle PMC è impressionante, considerando che gli operatori privati della sicurezza  sono ufficialmente più di 126 mila (ma il numero reale potrebbe addirittura superare quello dei militari regolari che oggi è di circa 200 mila unità), e che il loro numero potrebbe ulteriormente aumentare in relazione alla diminuzione delle truppe statunitensi di 30 mila unità annunciato da Bush. Queste PMC sono delle vere e proprie multinazionali della guerra, e forniscono una vastissima gamma di servizi legati alla sicurezza e all´attività bellica: dall´addestramento di militari e polizia alla scorta di convogli commerciali, dalla sicurezza aeroportuale alla protezione di personalità di spicco.  Una professione rischiosissima, non esistono infatti cifre ufficiali di quanti contractors siano stati rimasti uccisi e feriti in Iraq, ma molto remunerativa. Un moderno mercenario può arrivare a guadagnare anche mille euro al giorno, e questi facili profitti attraggono un numero elevatissimo di personale spesso privo di esperienze militari. Le PMC più importanti sono quasi tutte concetrate tra Stati Uniti e Regno Unito: compagnie come la Blackwater, la DynCorp, la Triple Canopy, la MPRI, la Aegis, ma l´elenco è chilometrico, e alcune di queste agenzie di sicurezza sono presenti anche in Italia come è emerso in seguito al rapimento dei quattro contractors italiani nel 2004  da parte di un gruppo terroristico iracheno e alla tragica esecuzione di uno di essi.  All´indomani della decisione di espulsione della Blackwater, gli Stati Uniti ed il mondo cominciano ad interrogarsi sul ruolo PMC , perché la vita di civili innocenti non può rimanere a responsabilità limitata.

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