Guardarsi dal “fuoco amico”

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I modenesi si lamentano per i rifiuti sparsi per la strada ma vedrete che torneranno a votare a sinistra. L’uscita infelice di La Russa sull’attentato di via Rasella e la successiva rappresaglia, avvalorano quanto già detto sulla vittoria della Meloni. Guardarsi, come si dice in gergo militare, dal fuoco amico”.

Gioite, cari lettori di Da Bice si Dice, perché il Resto del Carlino si è svegliato e ha pubblicato due interessanti articoli che riassumo in breve.

Il primo riguarda le lamentele dei modenesi dopo essersi accorti di come il nuovo modo di gestire la raccolta differenziata non funzioni. Noi l’avevamo già detto e ampiamente documentato con numerose foto. La seconda è relativa al fatto che molti concittadini cominciano a percepire che ci sono troppi stranieri “erranti”, cosa per altro anch’essa già evidenziata in tempi non sospetti.

Mi sento solo di aggiungere che nell’arco di due giorni ho potuto ascoltare, senza intervenire, il “grido di dolore” (mi perdoni Vittorio Emanuelle II Re di Sardegna se approfitto di una sua frase storica) proveniente da commercianti e cittadini sul modo di fare raccolta rifiuti. Sotto sotto mi veniva da sorridere in  quanto conoscendo alcune di queste persone, so benissimo che alle prossime elezioni continueranno a mettere la crocetta sul simbolo sbagliato. Infondo, sono nati rossi e moriranno tali. Termino su quanto detto da Ignazio La Russa sull’attentato di Via Rasella e la successiva rappresaglia delle Fosse Ardeatine. La sua infelice descrizione degli eventi ha scatenato un mare di polemiche, in cui sono state dette anche delle castronerie. Comunque, non perderò tempo a spiegare i fatti perché trovo stucchevole come l’informazione passi le notizie, credendo che il lettore o l’ascoltatore sia un bamboccione da fare digerire tutto.

Mi limito a dire che chi volesse approfondire l’argomento, può andarsi a leggere il numero speciale di Storia in rete n. 6 del 21-4 -2020 dal titolo La storia nascosta della Resistenza e l’articolo di Gian Paolo Pelizzaro a pag. 114, dal titolo Un pugno di morti per salvarsi dal Migliore. Quest’ultimo, articolo di una chiarezza inconfutabile e che difficilmente un attento lettore potrà confutare. Se poi avete nella vostra biblioteca l’ormai rarissimo libro Roma nazista, datato 1951 e scritto da Eugenio Dollmann potrà avere una chiara idea di come fu vissuto l’evento dall’altra parte.

Personalmente, mi limito solo a dire una cosa: non si è quasi mai citato Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, comandante del Fronte Militare Clandestino fedele alla Monarchia e fermamente anticomunista convinto che non aveva mai approvato le azioni dei Gap rossi che davano così la possibilità ai tedeschi di attuare delle rappresaglie. Forse, proprio per tale motivo, in questa polemica il suo nome è stato dimenticato.

Buona Pasqua a tutti.

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