Governo nuovo,  vitalizi vecchi

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“Misure contro il carovita, l’aumento di mutui e degli affitti? Macché. I patrioti di Giorgia Meloni evidentemente hanno altre priorità: il ripristino dei privilegi per i parlamentari. (Giuseppe Conte)

La classe politica italiana si dimostra per quello che è: una invasione di cavallette.

Con una delibera del Senato sono stati ripristinati i vitalizi per gli ex senatori, annullando il taglio voluto dai 5 Stelle nel 2018.

Per fare la mossa, hanno aspettato il giorno dell’intervento della Santanchè in aula, con tutti i riflettori puntati sul suo caso.  Il provvedimento è passato nel Consiglio di Garanzia con il voto del presidente forzista Vitali, di Ugo Grassi del Gruppo Misto e l’astensione della senatrice Valente del Pd. Contrari invece Balboni di FdI e Pepe della Lega.

Giuseppe Conte se la prende con la maggioranza: “Misure contro il carovita, l’aumento di mutui e degli affitti? Macché. I patrioti di Giorgia Meloni evidentemente hanno altre priorità: il ripristino dei privilegi per i parlamentari. Il Consiglio di Garanzia del Senato – composto per quattro membri su cinque da esponenti del centrodestra e purtroppo senza nessun rappresentante dei 5 Stelle – ha ripristinato alla chetichella i vitalizi per i senatori delle passate legislature. Proprio nell’ultimo giorno utile il centrodestra ha messo a punto questo colpo di mano, confezionando un regalo a chi già gode di vantaggi e trattamenti di favore, dimenticando cittadini e imprese che ogni giorno si sacrificano per sbarcare il lunario”.

Ma stavolta i veri protagonisti negativi sono stati il Pd con un’astensione (ma che cavolo significa l’astensione in un caso come questo!!!) e soprattutto Forza Italia perché il voto del suo rappresentante, quale presidente, vale doppio.

Si torna così agli assegni tradizionali, di cui usufruiranno 851 ex senatori e per la reversibilità 444 famigliari di senatori scomparsi.

Il presidente Vitali è convinto di avere fatto la cosa giusta: “Abbiamo rimesso le cose in regola. La delibera del 2018 era strampalata e lo dicono sia il presidente dell’Inps che un parere del Consiglio di Stato”. Sì però non è che la situazione di prima (e d’adesso) fosse più giusta, anzi.

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Una risposta

  1. La casta rialza la testa

    Il Senato ripristina i vitalizi per i vecchi senatori.
    In tutto erano stati presentati oltre 800 ricorsi: «Ma adesso ne sono morti oltre 300», dice Paniz.
    I viventi e chi ha diritto alla reversibilità non prenderà gli arretrati, ma per loro la super pensione andrà da 2000 ai 5000 euro. A Montecitorio aspettano il verdetto altri mille ricorsi.
    Tra i destinati a riacquistare il vitalizio pieno, nomi della politica e dello spettacolo. Da Nicola Mancino a Ombretta Colli, e Dell’Utri ( beneficiario, come è noto, di un legato testamentario di 30
    milioni ).
    Il consiglio di garanzia del Senato, un organo che ha il compito di decidere in merito ai contenziosi che riguardano i senatori, ha approvato una delibera per ripristinare i vitalizi tagliati agli ex senatori eletti prima del 2012. Il taglio avvenne nel 2018, quando il Parlamento decise di applicare anche ai parlamentari il sistema contributivo, basato sui contributi effettivamente versati, e non più quello retributivo basato sullo stipendio da senatori.
    I parlamentari avevano presentato un ricorso, poi accolto, contro il taglio. Il Senato si era opposto al ricorso, respinto per l’ultima volta dal consiglio di garanzia non ancora rinnovato dopo le ultime elezioni: i cinque componenti erano ancora in carica dalla precedente legislatura. Hanno votato contro il ripristino Alberto Balboni di Fratelli d’Italia e Pasquale Pepe della Lega, mentre hanno espresso un voto favorevole il presidente del consiglio di garanzia, Luigi Vitali di Forza Italia e Ugo Grassi, ex esponente del Movimento 5 Stelle. Valeria Valente del PD si è astenuta. Per la rimozione del taglio è stato decisivo il voto di Vitali, che valeva doppio perché espresso dal presidente.
    Secondo Repubblica, il taglio consentiva al Senato di risparmiare circa 40 milioni all’anno, una stima contestata dall’associazione degli ex parlamentari guidata da Giuseppe Gargani, più volte deputato con vari partiti di centro e centrodestra. «Negli anni di vigenza della delibera (dal gennaio 2019 all’ottobre 2023) sono stati risparmiati poco meno di 6 milioni l’anno, vale a dire poco più dell’8% del monte vitalizi», ha detto Gargani. Una delibera simile, scrive Repubblica, è in discussione alla Camera e se anche in questo caso venisse rimosso il taglio si annullerebbe un risparmio di 100 milioni di euro all’anno.
    La decisione è stata molto criticata da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, il partito che ha introdotto e sostenuto i tagli ai vitalizi. Secondo Conte, il voto del consiglio di garanzia del Senato è stato un «colpo di mano, un regalo a chi già gode di vantaggi e trattamenti di favore, dimenticando cittadini e imprese che ogni giorno si sacrificano per sbarcare il lunario».
    Non mi pare che i media ne stiano parlando con la giusta evidenza.
    Chissà perchè ?

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