Golpe in Turchia

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Più che un golpe, è stato una parodia di golpe : dilettanti allo sbaraglio o polpetta avvelenata di Erdogan?

Il tentativo di colpo di stato tentato dall’esercito turco, tra la sera di venerdì e sabato scorso, ha molti lati oscuri. Più che un golpe, è stato una parodia di golpe. Sarebbe bastato ai generali turchi guardare il film Il gioco del potere o leggere i rapporti di ciò che era avvenuto in Grecia nella notte fra il 20 e il 21 aprile 1967, per farlo riuscire. Eppure, i generali turchi hanno una certa esperienza, visti i precedenti, su come si deve assumere il potere. Mentre scorrevano le immagini mi sono reso conto che non ci voleva un genio dal punto di vista militare per capire che qualcosa non andava per il verso giusto. Troppi errori da parte di chi aveva il compito di dirigere sulla carta i movimenti da far compiere ai reparti dell’esercito mandati per le strade. Alcuni di questi si sono rivelati fatali per il fallimento del golpe. Prima di tutto il non essere riusciti a mettere sotto chiave il presidente Erdogan e i suoi più stretti collaboratori oltre a non avere impedito la messa in onda dell’appello ai suoi seguaci a scendere in piazza a manifestare. Altro errore è quello di non avere messo fuori uso le caserme della polizia e l’apparato dei servizi  segreti, il vero braccio armato del potere del presidente. Infine, avere permesso che la folla dei manifestanti pro Erdogan arrivasse, come si è visto dalle immagini, a contatto con i militari senza che questi reagissero se non sparando delle inutili raffiche di mitra in alto. Questi, sono solo alcuni palesi esempi. Nei prossimi giorni, forse, ne sapremo di più. Si svelerà, così, il mistero di come effettivamente sono andati gli eventi. Dalla mancata partecipazione dei corpi speciali che sarebbe stato meglio schierare suoi ponti, anziché povere reclute che molto probabilmente non sapevano cosa fare, alla scarsa partecipazione dell’aeronautica e alla totale assenza, a quanto sembra, della marina militare. Da questa, se pur succinta esposizione di quanto avvenuto, mi sorge spontaneo il pensiero che qualcuno abbia voluto somministrare ad alcuni generali e colonnelli la classica polpetta avvelenata. Ovvero, che il golpe così, ripetiamo, mal gestito, sia dovuto a un machiavellico piano a cui le menti medio orientali sono ben avvezze. In effetti, chi ne trae il maggior vantaggio da questo insuccesso se non Erdogan? Un Erdogan che invece di buttare acqua sul fuoco in un paese diviso a metà, riempie le carceri di tutti i suoi oppositori, siano essi militari, magistrati o giornalisti. La prima cosa detta dal sultano é stata quella di voler ripristinare la pena di morte. Ha lo stesso atteggiamento, e con lui i suoi sodali (lo ricordiamo per gli smemori), di Khomeyni quando rientrò in Iran. Immediatamente partirono i massacri contro chi si opponeva, mentre i più fortunati andarono a riempire la prigione di Evian. Mi domando: è questo l’Islam moderato? Aperto alle scelte di religione e del libero diritto di scegliere come vivere? Vi sembra questo uno stato civile paragonabile alle più antiche democrazie europee? Lascia, inoltre, sbalorditi le prese di posizione che arrivano da Bruxelles e dall’America che si limitano a dichiarazioni di facciata.

Mi chiedo cosa possono dire le persone che hanno lamentato il voto a destra in Austria se all’interno dell’UE dovesse essere accettato uno stato di stampo religioso in cui le libertà individuali sono calpestate in maniera così palese. Sorge spontanea una domanda.

Forse, non era meglio che il golpe riuscisse? 

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