Gli stranieri nelle nostre culle vuote

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In Italia non sono mai nati così pochi bambini come nel 2015: solo 485.000. Siamo, seguiti dal Portogallo, il paese europeo con il minor tasso di natalità. Ma anche i paesi dell’Est stanno subendo gravi cali demografici. 


 Nel giro di un paio di generazioni l’Europa sarà    irriconoscibile. Sarà un’altra cosa rispetto a quella che è  stata per millenni. E ciò a causa della sostituzione della  popolazione. Essa è determinata da due cause:  ladenatalità, che ha raggiunto livelli mai visti, e l’afflusso  continuo di popolazioni africane ed asiatiche con culture  e comportamenti completamente diversi da quelli degli europei.

Questi due fattori combinati assieme costituiscono una miscela esplosiva, devastante per il futuro del continente culla della civiltà del mondo.

In Europa nel 2015 le morti hanno superato le nascite: sono nati 5.100.000 di bambini, ma le morti sono state di più, 5.200.000 ( dati Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea).
Nel 2008 erano nati 5.469.000 bambini, nel 2013 5.075.000, con un calo del 7%.
Ciò nonostante gli abitanti complessivi dell’Europa sono aumentati: da 508.300.000 a 510.100.000 per l’arrivo di 2 milioni di immigrati in un solo anno. Insomma, calano gli europei e aumentano africani ed asiatici: siamo alla sostituzione della popolazione.

In Italia non sono mai nati così pochi bambini come nel 2015: solo 485.000. Siamo, seguiti dal Portogallo, il paese europeo con il minor tasso di natalità. Ma anche i paesi dell’Est stanno subendo gravi cali demografici. E perfinoin Germania negli ultimi cinque anni le nascite sono calate del 2,3%, oppure in Norvegia, paesi che non sono stati toccati dalla crisi finanziaria, a dimostrazione che la denatalità è legata, a fattori culturali più che economici. E qui va chiamata in causa una certa cultura libertaria e consumista connaturata al sistema turbo-capitalista globalizzato.

Case produttrici di pannolini, come la Kimberly-Clark e la Procter&Gamble che produce i Pampers, stanno convertendo la produzione sui pannoloni per vecchi. Il che significa che l’Europa, non rinnovando le sue generazioni, sta diventando un continente di vecchi, e perciò debole, preda per popolazioni più giovani e più povere. Questo processo è già cominciato. Pacificamente, per ora. Ma non è detto che possa trasformarsi in un processo violento. E un primo assaggio lo abbiamo con vari episodi di violenza di matrice islamica.

Mentre tutta la destra europea ha capito il pericolo che stiamo correndo, la sinistra, in nome del progressismo e del cosmopolitismo, ignora le conseguenze che denatalità e immigrazione avranno sulla nostra società e sulla vita nostra e dei nostri figli e sostiene scelte politiche che vanno ad intaccare tutti quei legami forti che determinano la forza di coesione di una società: dalla famiglia all’identità etnica, culturale, religiosa e finanche sessuale.
Il mondo cattolico, anziché costituire un baluardo contro l’invadenza musulmana, ha in merito posizioni diverse. Ci sono quelli, come il Papa, la Caritas e varie organizzazioni ecclesiali che sono favorevoli all’accoglienza indiscriminata e quelli che sono preoccupati. E’ il caso di un missionario, Piero Gheddo che prevede la conquista dell’Europa da parte dell’Islam a causa della denatalità e dell’apatia religiosa degli europei. O quello del cardinale libanese Bechara Rai o del cardinale Raymond Leo Burke che pure prevedono che i musulmani si prenderanno l’Europa con la fede e con la natalità.

Al di là delle diverse sfumature che caratterizzano le destre europee è, oggi più che mai, necessaria una presa di coscienza che individui nella grande battaglia per la natalità ed il blocco dell’immigrazione incontrollata il punto d’incontro e di partenza per la raccolta del consenso e la presa del potere in tutti gli stati europei.

Gli stranieri nelle nostre culle vuote

 

Lettera Numero: 648

Nel giro di un paio di generazioni l’Europa sarà irriconoscibile. Sarà un’altra cosa rispetto a quella che è stata per millenni. E ciò a causa dellasostituzione della popolazione. Essa è determinata da due cause: ladenatalità, che ha raggiunto livelli mai visti, e l’afflusso continuo di popolazioni africane ed asiatiche con culture e comportamenti completamente diversi da quelli degli europei.
Questi due fattori combinati assieme costituiscono una miscela esplosiva, devastante per il futuro del continente culla della civiltà del mondo.

In Europa nel 2015 le morti hanno superato le nascite: sono nati 5.100.000 di bambini, ma le morti sono state di più, 5.200.000 ( dati Eurostat, l’agenzia statistica dell’Unione Europea).
Nel 2008 erano nati 5.469.000 bambini, nel 2013 5.075.000, con un calo del 7%.
Ciò nonostante gli abitanti complessivi dell’Europa sono aumentati: da 508.300.000 a 510.100.000 per l’arrivo di 2 milioni di immigrati in un solo anno. Insomma, calano gli europei e aumentano africani ed asiatici: siamo alla sostituzione della popolazione.

In Italia non sono mai nati così pochi bambini come nel 2015: solo 485.000. Siamo, seguiti dal Portogallo, il paese europeo con il minor tasso di natalità. Ma anche i paesi dell’Est stanno subendo gravi cali demografici. E perfinoin Germania negli ultimi cinque anni le nascite sono calate del 2,3%, oppure in Norvegia, paesi che non sono stati toccati dalla crisi finanziaria, a dimostrazione che la denatalità è legata, più che a fattori culturali più che economici. E qui va chiamata in causa una certa cultura libertaria e consumista connaturata al sistema turbo-capitalista globalizzato.

Case produttrici di pannolini, come la Kimberly-Clark e la Procter&Gamble che produce i Pampers, stanno convertendo la produzione sui pannoloni per vecchi. Il che significa che l’Europa, non rinnovando le sue generazioni, sta diventando un continente di vecchi, e perciò debole, preda per popolazioni più giovani e più povere. Questo processo è già cominciato. Pacificamente, per ora. Ma non è detto che possa trasformarsi in un processo violento. E un primo assaggio lo abbiamo con vari episodi di violenza di matrice islamica.

Mentre tutta la destra europea ha capito il pericolo che stiamo correndo, la sinistra, in nome del progressismo e del cosmopolitismo, ignora le conseguenze che denatalità e immigrazione avranno sulla nostra società e sulla vita nostra e dei nostri figli e sostiene scelte politiche che vanno ad intaccare tutti quei legami forti che determinano la forza di coesione di una società: dalla famiglia all’identità etnica, culturale, religiosa e finanche sessuale.
Il mondo cattolico, anziché costituire un baluardo contro l’invadenza musulmana, ha in merito posizioni diverse. Ci sono quelli, come il Papa, la Caritas e varie organizzazioni ecclesiali che sono favorevoli all’accoglienza indiscriminata e quelli che sono preoccupati. E’ il caso di un missionario, Piero Gheddo che prevede la conquista dell’Europa da parte dell’Islam a causa della denatalità e dell’apatia religiosa degli europei. O quello del cardinale libanese Bechara Rai o del cardinale Raymond Leo Burke che pure prevedono che i musulmani si prenderanno l’Europa con la fede e con la natalità.

Al di là delle diverse sfumature che caratterizzano le destre europee è, oggi più che mai, necessaria una presa di coscienza che individui nella grande battaglia per la natalità ed il blocco dell’immigrazione incontrollata il punto d’incontro e di partenza per la raccolta del
consenso e la presa del potere in tutti gli stati europei.

 

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