Gli Stati Uniti e il debito formativo

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Diciamo questo, usando l’eufemismo del “debito formativo”…per dire che gli States, faro di  democrazia, modernità, avanguardia… qualche  volta meriterebbero di essere  rimandati, rimandati in civiltà.

Per sublimazione, potremmo dire ricorrendo a una metafora chimica, gli Stati Uniti sono arrivati al progresso, saltando il passaggio della Civiltà, e qualche volta  si vede.

Quello che rimane per me  come per milioni e milioni di persone un faro cui comunque fare riferimento, è stato rimandato, e deve assoggettarsi alle lezioni private, alle ripetizioni, come accadeva e accade, agli sfortunati studenti  che, in pagelle per altre materie belle e meritevoli, hanno un’insufficienza, più o meno grave.

E’ di questi giorni, di queste ore, la notizia delle aspre critiche, davvero impietose, fatte alla candidata presidente democratica, per il suo aspetto, per il suo volto che, segnato da rughe e precocemente sfiorito, riempie le pagine dei giornali di tutto il mondo.

Parrebbe la solita opinabile notiziola da gossip, come ce ne sono tante… E, invece, questa critica, la notizia della stroncatura della ferrea Hilary non è per le sue idee, non per le sue eventuali lacune politiche, non per le sue, sempre eventuali, colpe e limitazioni…No, è per il suo aspetto, che la mostra come una qualsiasi sessantenne, con rughe e zampette qua e là, stanchissima e tesa, alla fine di una giornata estenuante, come sanno esserlo le giornate delle campagne elettorali in USA, dove davvero il candidato incontra la gente, a volte centinaia e centinaia di persone in un solo giorno, e con tutti parla e con tutti scambia una battuta , un sorriso, o anche solo una stretta di mano.

Quanto ciò sia faticoso, al limite della sopportazione, lo dice, spiritosamente Ronald Reagan nella sua autobiografia, “Where’s the Rest of Me?” , quando afferma che, (sia quando girava per il paese con lo show della General Electric, sia nelle campagne elettorali) dopo la prima decina di persone tutti, inspiegabilmente, mettevano il loro pollice nella stessa identica posizione sulla sua mano,  ricambiando con entusiasmo doloroso( per lui) la stretta… Si ritrovava così  a fine giornata la mano destra massacrata e i muscoli buccinatori semiparalizzati nel  sorriso accattivante, sereno e franco che è quasi una divisa per i candidati d’oltre oceano, senza distinzione fra repubblicani e democratici. Quando si tratta di raggranellare voti, accattivarsi le simpatie, conquistare la gente,  il populismo e la demagogia non fanno distinzione fra parti politiche. 

Tornando a Hillary Clinton, per amore di verità, credo sia giusto dire che aveva tutto il diritto di apparire con quel volto stanco e segnato, alla impietosa luce delle innevate pianure dello Iowa…

Non in posa, colta di sorpresa, senza nessun benevolo fotoritocco, che, la accusano i maligni,  la trasforma e la imbellisce assai nelle foto ufficiali.

Fotoritocco cui ricorrono  peraltro star, starlettes e ormai anche comuni persone, semplicemente vanitose.

Si parla sempre delle casalinghe di Voghera, anche in altri contesti… e allora piazziamole anche qui e diciamo che le signore in questione, magari alla Cresima del figlio, al matrimonio della cugina o al loro venticinquesimo anniversario… chiedono molto alla fotografia digitale … togliere  una goccia di sudore dalla fronte, un rotolino antiestetico dalle braccia, risollevare un decolletè in caduta libera, sgonfiare una pappagorgia…per restare immortalate in una fasulla, ma appagante immagine artefatta e imbellita. Contente loro…ma perché non dovrebbe farlo chi, come la signora Clinton, è un personaggio pubblico, che, nel mondo dell’apparire ha il dovere di curare la propria immagine.

Stupisce,tuttavia, leggere frasi che addirittura indicano in quella foto la fine della sua carriera politica…

Peccato, peccato davvero…non è la prima volta, certo non sarà l’ultima, in cui il Vecchio Mondo, e il resto del mondo in generale, dà agli Stati Uniti una lezione, di civiltà, oltre che di intelligenza.

Nel resto del mondo si sono avvicendate donne politiche , anche in passato relativamente lontano, bellissime, come Benazir Bhutto , bella anche ora che è una signora agèe,  o di poca, o assente venustà…come Indira Ghandi, come Golda Meir… o con un volto  “qualsiasi” come Margaret Thatcher , Tina Anselmi, Emma Bonino…senza che il loro aspetto fosse il metro di valutazione del loro operato politico o fosse in qualche modo d’intralcio alle loro aspirazioni.

 E per quanto mi stia cordialmente antipaticissima Rosi Bindi, trovo ingiusto e crudele qualche isolato insulto del tipo “più bella che brava” lanciato dallo Sgarbi di turno. Anche perché la Bindi, almeno secondo me, è criticabile anche per altre cose, le sole che devono essere soggette a questo, cioè le idee, le proposte di legge, le dichiarazioni estemporanee.

Attendiamo gli sviluppi di questa vicenda, sentendoci, per una volta, in grado di dare qualche lezione.

 

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