Gli occhi della Gioconda

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Alberto Angela  presenta il  suo nuovo, bellissimo volume “ Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa”, appena pubblicato dalla “Rizzoli Libri”.


 Carlo Pedretti è “la massima autorità mondiale  su Leonardo”, scrive Alberto Angela  nel suo  nuovo, bellissimo volume “ Gli occhi della  Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da  Monna Lisa”, appena pubblicato dalla “Rizzoli  Libri”. E Carlo Pedretti con la collaborazione  della moglie e “preziosa assistente” da una vita,  Rossana, oltre ad avere arricchito il nuovo  volume con una profonda e documentata “prefazione” “La Gioconda come sogno d’infanzia”, ha curato –scrive l’editore nel colophon del libro- “l’accurata revisione del testo (di Alberto Angela, con la collaborazione di Stefano Re) che si sviluppa per 10 capitoli, per 350 pagine, riccamente illustrate da 172 immagini a colori  ( e disegni in sanguigna  per illustrare, ad esempio, la “prospettiva aerea” secondo Leonardo)   relative al grande “genio” Leonardo da Vinci” ed altri artisti come Leon Battista Alberti, Antonello da Messina, Sandro Botticelli, Bramante, Filippo Brunelleschi, Michelangelo Buonarroti, Donatello, Lorenzo Ghiberti, il Ghirlandaio,  Giorgione,  Andrea Mantegna, Masaccio, il Perugino, Piero della Francesca e il Verrocchio (nella cui “bottega” Leonardo si è formato) . Ma anche artisti moderni e contemporanei di cui la critica e gli storici dell’arte evidenziano le affinità e le “dipendenze” da Leonardo, artisti come Basquait, Corot, Salvador Dalì,  Marcel Duchamp ( Duchamp disegnò un paio di baffi e un pizzetto sul volto di Monna Lisa, Dalì disegnò i baffi   a Monna Lisa, con la differenza – nota lo stesso Alberto Angela- che li disegnò  in modo narcisistico e insieme autoironico, traformandola in una specie di autoritratto)  , Leger, Magritte e Malevic, Robert Rauschenberg ed Andy Warhol , che “ne fece un uso che rientra nella sua poetica di manipolazione e riproduzione seriale delle icone di massa” , come fece anche per Marilyn Monroe, Jacqueline Kennedy, Elvis Presley, Mao Zedong e persino la Coca Cola e la zuppa in scatola Campbell  . Per cui, il volume si può leggere anche come  un affresco di un’epoca irripetibile, come una storia dell’arte comparata , documentata , avvincente e di facile lettura, in quanto Alberto Angela scrive saggi che si leggono come opere di narrativa. Questa nuova opera, dopo i volumi sulla Cappella Sistina, sugli ultimi tre giorni di Pompei e sulla Cattedrale di San Pietro, continua il racconto delle nostre icone d’arte con il genio Leonardo e la “Gioconda” .   

A collaborare per la revisione del testo, è stata coinvolta anche Margherita Melani , studiosa, saggista , storica e critica d’arte , specializzata sul “genio” , la sua vita e, soprattutto i suoi capolavori di pittura,    (tra le sue opere, anche: “ Leonardo genio e cartografo. La rappresentazione del territorio tra arte e scienza” e “ Il fascino dell’opera interrotta. La battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci”) . Per cui il testo è sicuramente affidabile, credibile e all’insegna del massimo rigore scientifico, anche grazie a Carlo Pedretti  e a sua moglie Rossana Pedretti. Il primo, nato nel 1928, ha dedicato tutta la vita a studiare e “illustrare-spiegare” Leonardo e i suoi misteri. Tra questi le varie versioni  dei suoi dipinti, i suoi rapporti con i “potenti” del tempo : dai Pontefici Alessandro VI Borgia, a Giulio II della Rovere, a Leone X dè Medici,  a Niccolò V, ai re di Francia (Francesco I, Luigi XII, Carlo VIII ecc) , di Spagna e d’Inghilterra, alle famiglie Borgia, Medici, Este e Gonzaga .   Ugualmente  Carlo Pedretti , dopo avere sottolineato  che ci “sono  più di 10.000 fra scritti e disegni “  ancora da studiare e “capire”,  si chiede “Un altro libro sulla “Gioconda” nel mare magnum di una sterminata bibliografia vinciana?” e si risponde: “ No, finalmente un libro che, come botto finale, col linguaggio della grande comunicazione quale è il raffinato giornalismo della televisione, fa il punto sulla più celebre icona del nostro tempo, considerata da ogni punto di vista, storico, scientifico e culturale . E questo col proposito di rispondere ai molteplici interrogativi che sull’ultimo capolavoro di Leonardo continuano ad essere posti.. in tutto il mondo… Formula nuova qui adottata da Alberto Angela è quella di considerare il dipinto nel contesto di una incalzante rassegna dei punti salienti della vicenda umana e artistica del suo autore”  

Leonardo è stato ingegnere, pittore, scienziato-inventore, architetto, scultore, disegnatore, trattatista, anatomista, musicista , scenografo (geniale anche nello studiare e realizzare le grandi “scenografie” per i trionfi e le sontuose  feste rinascimentali) : uomo di ingegno, anzi il “genio” che ha incarnato lo spirito  del Rinascimento                                                                                   In questo volume, la “Gioconda” è la protagonista, insieme a Leonardo. E’ lei stessa che ci racconta e spiega  il “genio” Leonardo. Lo  fa coinvolgendoci in un viaggio “indagine nel passato” , in un “viaggio nel tempo, nella mente di Leonardo”, “guardando da vicino ogni suo singolo dettaglio” perché non ce n’è uno “meno riuscito degli altri.. il sorriso… la sua dolcezza sfuggente e lo sguardo enigmatico… Le sue mani sembrano vere” anche grazie allo “sfumato leonardesco”. E’ un “ viaggio ai lati della  Gioconda ma dentro la mente di Leonardo” E’ la “Gioconda” (sottolinea Alberto Angela) a “portarci per mano a Firenze, a Milano, da Roma ad Amboise, nei luoghi insomma dove Leonardo operò, tra pittura e architettura, tra progettazione di macchine e studi anatomici. Lo seguiremo durante i suoi incontri più significativi, con Ludovico il Moro o con Cesare Borgia, e in quelli magari meno noti ma non per questo meno importanti: con Isabella d’Este e con Giuliano dè Medici” . Come sottolineano l’autore Alberto Angela e l’Editore “ un capolavoro assoluto come la Gioconda  non è solo un quadro da ammirare affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia (e dal mistero) del sorriso” . Quel sorriso che Vasari definisce “ così affascinante da apparire più divino che umano” … “ ogni epoca, ogni cultura, ogni singola persona, vede in quel famoso sorriso ciò che corrisponde ai suoi sogni, ai suoi desideri, alle sue fantasie” .  Come accennato sopra “è un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo. E’ una porta che si spalanca su un luogo e su un’epoca indimenticabili: Firenze (ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino… ) e il Rinascimento. Già dall’Ottocento e fino ad oggi, è stato detto e scritto moltissimo su Leonardo e su Monna Lisa, un artista e un ritratto su cui si ha sempre l’impressione di non sapere abbastanza. Per andare a conoscere entrambi e svelarne l’eterno fascino, Alberto Angela ha scelto una chiave completamente nuova: lascia che sia la Gioconda a raccontarci Leonardo, il genio che l’ha potuta pensare e realizzare. Partendo da ogni dettaglio del quadro e ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, scopriamo così che il volto della Gioconda , levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia né sopracciglia (un dettaglio importante nella storia narrata nelle 350 pagine del volume) . O che il vestito ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull’economia della Firenze di inizio Cinquecento. O, ancora, che le sue mani non sarebbero state possibili senza approfonditi e sorprendenti studi di anatomia. O che il segreto del paesaggio va cercato nel nuovo tipo di prospettiva aerea , ideato da Leonardo.  La Gioconda può raccontarci queste e molte altre cose sul suo autore , dalle incredibili macchine e inv
enzioni ( un palombaro, un paracadute, un robot! . Sì Leonardo aveva già intuito e studiato la possibilità di creare i robot) , ai rapporti con i potenti come Ludovico il Moro e il re di Francia Francesco I. Ma che cosa sappiamo di lei? Chi è davvero questa donna misteriosa? “ E’ Monna Lisa o (come aveva già ipotizzato Carlo Pedretti ) è Monna Pacifica? . “Sulla sua identità sono state fatte diverse ipotesi, alcune delle quali aprono retroscena appassionanti nelle città e nelle corti dell’epoca”  Da sottolineare anche altre due caratteristiche di questo bello, documentato e coinvolgente libro : il linguaggio diretto e colloquiale (che coinvolge il lettore) e il mistero , l’enigma che, sviluppandosi  spesso all’insegna del dubbio , conferisce una indubbia suspense alle pagine del volume, che, sottolineiamo , procede spesso con domande . Tra queste “Chi è la Gioconda? Quale donna si nasconde dietro quegli occhi e quel sorriso? Come è riuscito Leonardo a realizzare quel sorriso così enigmatico? Quale segreto aveva per catturare i volti visti per strada? Come è possibile che un figlio illegittimo (Leonardo era frutto di una relazione illegittima tra un giovane notaio , di famiglia facoltosa, e di Caterina, donna di estrazione sociale inferiore  ) nelle campagne di Vinci diventasse una delle menti più grandi di tutti i tempi? E’ vero che Monna Lisa è stata un sex symbol di fine Ottocento? . Leonardo è conosciuto anche per i suoi eccezionali disegni e studi (anche anatomici):  si possono trovare tracce della futura Gioconda  negli appunti di Leonardo ?  Perché, come mai per secoli sulla Gioconda c’è stato il quasi assoluto silenzio e disinteresse . Poi, con il suo furto ad opera dell’imbianchino e decoratore italiano Vincenzo Perugia, è diventata un mito letterario ed è esplosa  la Monna Lisa-mania?  A queste ed altre domande dà risposta (anzi, a volte, più risposte, alternative. Tutte argomentate ) il volume di Alberto Angela “ Gli occhi della Gioconda . Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa” che è improntato e sviluppato secondo la filosofia e le soluzioni tecniche delle  precedenti opere “Viaggio nella Cappella Sistina”,  “I bronzi di Riace”, “ I tre giorni di Pompei” e “San Pietro in Vaticano” : capitoli storico-critici supportati-arricchiti  dall’inserimento di cammei  di curiosità-aneddoti  e approfondimento di singole voci ed argomenti  intitolati “Alberto Angela racconta” . Dove il filo diretto tra l’autore e il suo lettore raggiungono il massimo risultato , si sublimano.  

Un collage di immagini dell’Autore con  Alberto Angela e Piero Angela

 

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