Gli Italiani hanno paura dei migranti perché siamo in perenne emergenza

Condividi su i tuoi canali:

L’immigrazione era una emergenza negli anni Ottanta ed è una emergenza oggi, trent’anni dopo, ondeggiando fra un’accoglienza caritatevole e cristiana, ma assolutamente priva di ogni giusto rapporto diritti-doveri e le posizioni razziste, altrettanto incapaci di essere efficaci, perché sempre i popoli hanno migrato e migreranno.

I sondaggi  confermano che gli Italiani, più di Francesi, Tedeschi e Spagnoli, vorrebbero il ripristino dei controlli sulla circolazione delle persone. Sento già il coro politicamente corretto scandire: “Proprio noi che abbiamo abitato il mondo, migranti da sempre!”, ma il problema non sono gli altri, siamo noi. Sì, noi, proprio perché verifichiamo sulla nostra pelle che non abbiamo uno stato capace di imporre la legalità e di fare rispettare le leggi agli stranieri; del resto non riesce a farle rispettare neanche agli Italiani.

L’immigrazione era una emergenza negli anni Ottanta ed è una emergenza oggi, trent’anni dopo, ondeggiando fra un’accoglienza caritatevole e cristiana, ma assolutamente priva di ogni giusto rapporto diritti-doveri e le posizioni razziste, altrettanto incapaci di essere efficaci, perché sempre i popoli hanno migrato e migreranno. Non si può evitare il problema; lo si deve regolare se vogliamo che rappresenti una opportunità.

Ma noi Italiani con le regole litighiamo da sempre. Non siamo stati capaci di individuare un giusto modo affinché uno straniero possa percorrere il cammino verso la cittadinanza italiana, distinguendo fra chi arriva per lavoro e chi invece vuole costruire un progetto di vita nel nostro Paese; un modo equo per accedere ai sussidi e ai contributi delle istituzioni; cosa è possibile concedere sul fronte dei costumi diversi e cosa invece non si può mediare.

In particolare l’Italia è inefficace sul fronte della lotta alla microcriminalità, ai furti nelle case, agli scippi, ai borseggi. Fatica a contrastare il fenomeno ed annulla i risultati delle forze dell’ordine con un sistema giudiziario e leggi incartati su se stessi.

Io non credo che un immigrato possa lamentarsi se viene controllato qualche volta in più di altri cittadini, se riceve la visita delle forze dell’ordine per verificare che non accolga  clandestini, se gli viene chiesto di frequentare corsi di lingua italiana e di conoscenza sulle nostre leggi e sul sistema delle istituzioni.

Io ritengo giusto che, di fronte a comportamenti gravi, ci sia l’immediata espulsione e l’impossibilità di rientro nel nostro Paese. Io non ritengo accettabile domandarsi se un bambino clandestino possa frequentare la scuola, perché non dovrebbero esistere un bambino clandestino o una  famiglia clandestina.

Ha ragione il giornalista Aldo Cazzullo, quando, nello scorso ottobre, scriveva su Il Corriere della Sera: “La paura forse non è la più nobile delle attitudini; ma non è una colpa. Non va alimentata e usata, come fa la Lega. Ma non va neppure negata e rimossa, come fa la sinistra e anche una parte del mondo cattolico. La paura si vince rimuovendone le cause. Oggi molti italiani hanno paura delle migrazioni non perché siano ostili alle persone dei migranti, ma perché vedono che l’emergenza è gestita male, e soprattutto non ne vedono la fine. L’impressione è che il governo e gli enti locali stentino a organizzare sia l’accoglienza, sia i rimpatri; e soprattutto non riescano a disegnare un orizzonte che dia ai cittadini quella sicurezza anche psicologica senza cui l’integrazione resta utopia”.

Se Schengen vuole dire non potere rimandare a casa un rumeno ladro seriale, soltanto perché appartenente a una nazione comunitaria, non durerà a lungo. Se la libera circolazione delle merci e delle persone è condizione indispensabile per costruire una cultura comunitaria, allora va regolamentata e guidata, distinguendo tra accoglienza nell’emergenza e diritto poi a rimanere.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Amici della Musica di Modena

CONCERTI D’OGGI Domenica 11 dicembre – ore 17:00 Modena – Hangar Rosso Tiepido DUO PIANISTICO SCHIAVO-MARCHEGIANI Marco Schiavo – pianoforte Sergio Marchegiani – pianoforte Musiche