Gli Italiani hanno ancora il sentore di vivere in uno stato sovrano?

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Io, non credo. Siamo già terra di conquista e in politica c’è chi lavora a questa svendita.
I sanculotti grillini non hanno abolito la povertà, ma solo le celluline grigie dei loro cervelli.
Cosa non si fa per qualche mensilità in più e un vitalizio che pagheranno tutti gli italiani!?

Draghi dà  le dimissioni e lascia la carica di Presidente del Consiglio.

Sapremo, a quanto si sente dire, solo se sono irrevocabili. Formulare delle ipotesi sul futuro di questa legislatura è particolarmente difficile perché alcuni dei protagonisti di questa storia nel cervello hanno la spazzatura della capitale d’Italia. Naturalmente mi riferisco ai sanculotti grillini: persone, che se fossimo in un paese normale, sarebbero in fila davanti alla porta di quello che una volta si chiamava ufficio di collocamento.  Comunque, c’è chi in maniera discreta gode come un riccio. Il pataracchio creato dagli scappati di casa (i grillini) fa un grosso favore al segretario del PCI, Enrico Letta. Ne parleremo nel prossimo editoriale.  Durante una conversazione di politica con un vecchio amico, a un certo punto lui, sorridendo, mi dice: – Sai, credo che tu sia uno dei pochi italiani che chiama ancora comunisti quelli della sinistra -.

In effetti, la cosa potrebbe sembrare un po’ anacronistica, ma non lo è. Infatti, il problema fondamentale è quello di capire cosa passa nella loro testolina e dove sta la fregatura per gli Italiani. Facciamo un esempio. Ora, non ci vuole un genio per capire che se Piombino non vuole la nave per riconvertire il gas che c’è venduto a caro prezzo, la città di Ravenna si offra generosamente di prenderla. Dove sta Ravenna, e da chi è amministrata? Sta in Emilia Romagna e il sindaco è del PD. Quindi, una bella operazione di propaganda e non solo. Inoltre, dimenticavo che a Piombino il Sindaco è di FDI, e motiva il suo no e quello dei cittadini con la pericolosità della nave a pochi chilometri dalla costa. Analizzando la problematica, se esiste veramente un pericolo per la città toscana (anche se non sono un esperto), non può certo trattarsi solo di una questione di chilometri. Se la nave esplode, non credo che l’onda d’urto risparmi la città sede della tomba di Dante Alighieri. Tuttavia, la logica mi dice che chi gestisce l’operazione, anzi l’approdo, non abbia collocato una bomba a orologeria davanti a una città. Poi, un’altra considerazione: Ravenna ha di fronte il mare Adriatico e questo mare, non è pieno di gas? Allora, invece di farcelo “ciulare” dalla Croazia che pompa a più non posso, non sarebbe più ragionevole aumentare l’estrazione e creare nuovi siti di prelevamento? Strano che ciò non avvenga? Vi pare? A voi la risposta ma visto che oggi mi sento in buona vi do un aiutino. Ci sono posti di lavoro all’orizzonte!

Per rimanere sempre in tema di trinariciuti, e mi rifaccio al titolo, hanno fretta di sradicare la nostra identità nazionale: gli basta concedere un po’ di cittadinanza agli stranieri e il gioco è fatto. Credo che la dimostrazione più lampante, facendo un passo indietro, sia quello che ho scritto nel precedente articolo, All’invito del Sindaco ai modenesi di apprendere l’inglese per dialogare con l’emigrante, non mi è dato sapere se gli italiani in sala si siano alzati e siano usciti.

Che cosa pensare?

Ovviamente che la tattica di distruzione della nazione Italia sta dando i suoi frutti. Sembra che in un direttivo del PCI ci sia stato un infuocato dibattito su come mai in Italia il partitone rosso non riesca a sfondare nella mente dell’elettore. Un vecchio compagno, in un momento di pausa, avrebbe detto: – Non riesco a capire come in Cina ci sia una minoranza che impone il pensiero unico (comunista) a un miliardo e mezzo di persone e da noi non si riesca-. Dal tavolo della presidenza una persona magra, un po’ pelata con gli occhialini, che in gioventù proveniva dall’oratorio e che fino a poco tempo fa insegnava in Francia, l’ha guardato e gli ha risposto: – Ci arriveremo. La demolizione della democrazia e il senso di nazione hanno bisogno del suo tempo, ma ti assicuro, Caro Compagno, che ci stiamo lavorando -.

Sto scherzando. Forse.       

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