Gli esami non finiscono mai…eccetto quelli “”inutili””

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Gli esami su popolazione asintomatica, consentono diagnosi precoci di malattie anche gravissime. La prevenzione salva vite umane ma anche, più pragmaticamente,  abbatte i costi sociali  delle malattie. Quindi  nella prevenzione, al di là dell'etica della  vita umana salvata, c'è la lungimiranza dello Stato che, dalla salute dei suoi cittadini,  ha anche  minori spese e forza lavoro efficiente e affidabile. Sono davvero così ""inutili"" ?

Non sceglierò la facile via dell’irrisione, per parlare del Ministro della Salute,  Beatrice Lorenzin,  ci pensano già,  fin troppo, tanti altri … commentatori, umoristi,  avversari politici. I più innocenti e benevoli ironizzano sulla sua licenza liceale, contrapponendola alle lauree delle persone  a lei sottoposte nel suo ministero… I più feroci, peraltro non inventando nulla, fanno pesanti allusioni al faraonico trattamento avuto dalla Lorenzin in occasione del suo parto gemellare, in stridente contrasto con la via dell’austerity   imboccata per la Sanità italiana,  per i comuni mortali italiani, diciamo meglio,  nel DDL che sta per essere varato.

C’è bisogno di risparmiare, non ci sono quasi più soldi, non si possono più spendere i pochi rimasti inutilmente…pertanto,  forbici alla mano, si è provveduto a tagliare a più non posso, dettando severissime regole, sulla periodicità  degli esami clinici, ad esempio,  con sanzioni per i medici che  prescrivessero esami “”inutili”” ai loro pazienti. Fra gli inutili, ci sarebbero persino quelli prescritti in gravidanza!

Non è vero quindi che “”gli esami non finiscono mai””… quelli inutili, o presunti tali, finiscono, eccome.  Non ho gli strumenti culturali per giudicare quale esame può essere giudicato utile e quale  inutile, lascio questo all’ineffabile ministro e ai suoi collaboratori.  Posso però azzardare, se non è osare  troppo, che  gli esami diventano inutili  solo dopo svolti, in quanto sono  prescritti per accertare o escludere gravi patologie. Evidentemente questo ragionamento è fin troppo terra terra e nelle altre sfere non può trovare rispondenza…mi chiedo , tuttavia,   quale fine abbia mai  fatto la tanto decantata  prevenzione, quella  di cui  hanno inondato i salotti televisivi, le trasmissioni  dedicate su tutti i canali nazionali e locali, le rubriche di ogni rivista,  grande e piccola.  Prevenzione volta a salvaguardare la salute, con esami  su popolazione asintomatica, con diagnosi precoci, per  poter intervenire in tempo, su malattie anche gravissime, consentendo le cure appropriate e tempestive. Prevenzione per salvare vite umane ma anche, più pragmaticamente, per abbattere i costi sociali  delle malattie, con ospedalizzazione, con cure costosissime, con assistenza qualificata, con riabilitazione, con invalidità  conseguenti a gravi interventi. Quindi  nella prevenzione, al di là dell’etica della  vita umana salvata, c’è la lungimiranza dello Stato che, con dalla buona salute dei suoi cittadini,  ha anche  minori spese e forza lavoro efficiente e affidabile.

Come sempre, saranno i più deboli a pagare le conseguenze di questi tagli annunciati. I poveri, le persone meno abbienti, il ceto medio… tutti alle prese, in varia misura, con le difficoltà del quotidiano, cercando di sbarcare con onestà e dignità il lunario,  relegheranno all’ultimo posto la salute.

Sarà questa l’ennesima ingiustizia sociale, alla quale, in modo trasversale rispetto a qualsiasi ideologia , dovremmo tutti guardare con indignazione e rifiuto.

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Presento in breve il numero on line da oggi; come sempre,  i titoli in grassetto sono link diretti agli articoli stessi, per consentire anche alle persone che non hanno molto tempo, una veloce consultazione di Bice.  

Bice: 2005-2015 Dieci anni con voi

La Redazione Bice festeggia il decennale della fondazione con un convegno culturale e con la cena conviviale cui sono invitati Lettori e Autori. Nell’articolo la descrizione dettagliata dell’evento e l’invito.

Per le adesioni, confermare al n.  335 – 34.56.59.  entro il 6 ottobre

Quando la Storia non insegna nulla         di Massimo Nardi

Anzichè cercare di risolvere le situazioni conflittuali nei paesi d’origine dei migranti, ci si lava la coscienza accogliendo quelli che arrivano dal mare e buttando corone di fiori per quelli che affogano.

Ingrao, così dimenticato ieri, così rimpianto,  ma non imitato oggi.  di Alberto Venturi

 “Sono un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani.””

La  puzza sotto il naso    di Alex Scardina

Quella che viene individuata come pessima abitudine dell’area mediterranea europea, o se vogliamo essere più specifici italiana, è comune a tutti, anche a quei tedeschi che hanno l’attitudine a guardare glia altri  dall’alto in basso.

Reti e Muri di Eugenio Benetazzo

Chi si presenta sui nostri confini da clandestino entra senza difficoltà e ottiene una serie di benefici economici a discapito di chi,  invece,  decide di entrare per vie legali.

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del  n. 484-151

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