Gli anni dei misfatti

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Crimini, misfatti e commissariamento della Siae di Modena e della Siae nazionale, Società italiana autori. Editori. Così racconta nell’intervista rilasciata da Urano Borelli, a Giulia Manzini

Questo quanto emerso dall’intervista rilasciata dall’attore e cantante Urano Borelli, esponente della nota famiglia Borelli, costituita da musicisti, attori e cantanti. Come Johnny Borelli, fratello di Urano, “Re per una notte” nella celebre trasmissione di Gigi Sabani dove fu incoronato re come straordinario imitatore di Louis Armstrong. Senza dimenticare la sorella Ambra, rinomata interprete vocale di musica da cantautore, per concludere con il figlio di Urano, Heron, eccellente attore vocalist nel famoso musical italiano “Notre Dame de Paris” ed in altri allestimenti.

 

Quando sono cominciati i suoi rapporti con la Siae?

 

Praticamente nel 1973-1974 quando nel ruolo di cantante, attore e musicista (figlio d’arte con la madre che scriveva i versi interpretati dal marito funambolo nei circhi) depositavo e registravo i miei brani musicali ed i miei scritti per percepire la mia percentuale per i miei diritti d’autore in un’associazione, la Siae dove era ancora in auge il vecchio ordinamento fascista del 1942: un elefante giuridico e burocratico dove godevano di forti privilegi i grandi editori ed autori mentre i piccoli dovevano accontentarsi delle briciole. Io ho cominciato ha ricoprire anche un ruolo come sindacalista in difesa degli artisti, prima nella Cgil, poi dal 1973 ad ora, nelle Acli dove attualmente ricopro il ruolo di vicepresidente nazionale di Unas Acli cioè Unione Arti e Spettacoli delle Acli ed anche quello di consigliere giuridico nazionale. Forse, questa volta, dopo tante battaglie sindacali volte a riformare la Siae                                                     

 

 

Nel dopoguerra la Siae che ruolo ha svolto per i musicisti, gli autori e gli editori d’Italia?

 

E’ stato ufficialmente appurato che gli introiti incassati dalla Siae nazionale e dalle sue sezioni locali hanno costituito sempre un canale di finanziamento illecito per tutti i partiti italiani sia della maggioranza che dell’opposizione, per non parlare poi di quei pochi maggiorenti preposti al governo della Siae, che per una pretestuosa e formale inadempienza come una nota o una parola scritta poco chiaramente invalidavano il documento compilato dall’autore e si intascavano i soldi del cosiddetto “calderone” dove confluivano i soldi di tutti i medi e piccoli autori e musicisti italiani. La Siae era strutturata infatti in modo tale che pochi maggiorenti potessero contare più di 400.000 editori ed autori nei congressi. Senza dimenticare che già nell’immediato dopoguerra  Rca, Emi e Cgd erano già finiti nelle mani delle grandi multinazionali con forte ridimensionamento del potere dei nostri cantanti ed autori nazionali. Un simile regime di ininterrotta malversazione ha inevitabilmente portato all’inevitabile commissariamento della Siae nazionale già nel 1990 e pochi mesi fa nella sezione locale della Siae di Modena. Tra alterne vicende ed avvicendamenti tra commissari straordinari la Siae nazionale solo più di un anno fa ha trovato nell’avvocato Assumma un nuovo direttore generale che ha presentato un eccellente piano di ammodernamento legislativo della Siae, con l’intento di promuovere la musica italiana e gli autori ed interpreti del nostro “bel paese”, un’operazione indispensabile nella  patria del melodramma e del canto.

 

Lei è ottimista della scelta ricaduta su Assumma e sul programma da lui presentato a Roma davanti agli iscritti alla Siae ed all’”Associazione degli autori” costituita recentemente da artisti come Paoli, Baglioni, Dalla, di cui anche lei fa parte?

 

Sul piano del risanamento nazionale della Siae e del suo ammodernamento le prospettive sono più che buone perché il direttore ha chiesto l’aiuto ed il concorso di questi importanti autori e musicisti nel piano di risanamento della Siae e nel rilancio della musica italiana, a Modena siamo ancora indietro perché qui la sezione locale è stata commissionata da alcuni mesi poiché troppo gravi sono state le malversazioni e il malaffare legate finora ai dirigenti locali Siae; io credo sia una questione di mesi e poi anche a Modena il “risanamento” sarà portato a termine  perché, “il regno del terrore della Siae 1942”, così definito da alcuni artisti amici miei ormai è finito.

 

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