Gli adoratori del sole

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Siamo lungo la Giardini dopo Serpiano, frazione Grotto , a 6 km da Pievepelago, in mezzo alle montagne modenesi.

Sulla porta di questa casa del 1852 ci sono due simboli inequivocabili, la margherita a sei petali, ribattezzata, dalla Lega Nord, sole delle Alpi !

Questo simbolo, riportato anche sulle famose formelle per cuocere le tigelle, quasi a benedire il pane, esiste da almeno dieci secoli ! Tutta la Padania aveva in comune questo simbolo, e questo ben prima dell’unificazione d’Italia ! Infatti il simbolo celtico della margherita a sei petali, detta anche stella a fiore o esagramma o stella della fortuna è presente da un millenio in tutto l’arco alpino. Le sue variazioni di forma furono utilizzate con scopo di scongiuro e di protezione. La più diffusa é probabilmente la stella a fiore, detta “stella della fortuna”, interpretata come motivo in movimento e come simbolo del sole: l’astro trasmetterebbe al segno il suo potere guaritorio e protettivo, propizierebbe una nascita e una vita fortunate. Non sembra un caso, quindi, che la stella a sei punte e la rosetta a vortice, dal significato analogo, si trovino molto frequentemente in luoghi bisognosi di protezione e di difesa, quali le serrature e le culle dei neonati. La versione a fiore è un segno portafortuna così antico, diffuso, familiare in tutto l’arco alpino che è assurto a simbolo del popolo padano della Lega Nord, che lo rappresenta inscritto in un cerchio e lo chiama “”sole delle Alpi””, oppure “”fiore delle Alpi””, o “”margherita a sei petali””.

Quindi non è da interpretarsi come simbolo propagandistico di partito ma come simbolo dell’ unione di un popolo, il nostro, in difesa della libertà e delle proprie tradizioni: il nostro paese è stato per troppi secoli terra di conquista e di predazione, la libertà e l’indipendenza non ci è stata regalata ma ce la siamo pagata con sangue e sudore, nella speranza che le generazioni future sentissero forte il dovere di continuare a difenderla.

Da notare inoltre, in alto sull’anta di sinistra, il simbolo della croce, una presenza costante quando ancora il cristianesimo era fortemente vissuto dalle popolazioni e la laicità era misconosciuta, il comunismo, poi,  ancora da nascere… La croce era simbolo di fede e aggregazione, un faro nella notte, e poteva convivere benissimo assieme al simbolo pagano.

E’ la nostra storia, quella di un popolo che ora stenta, ahimé, a riconoscersi perché ha perduto la conoscenza delle sue radici. I saggi che popolavano le nostre montagne forgiavano detti ancora oggi validi: “” Chi sta in alto non teme l’assalto”” e “” Chi senza Cristo, o pazzo o tristo””. Siamo alla ricerca disperata di valori ai quali aggrapparci e siamo così ciechi da non vederli sotto i nostri occhi.

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