Giustizia. Via libera a proposta Pd-Si per contributo a spese uffici giudice di pace nei Comuni

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Il pdl riguarda le spese di funzionamento di 5 Comuni e prevede un contributo di 50mila euro. Sì a proposta estensione tetto massimo copertura costi al 50%. Ok da Pd, Si e Misto, astensione M5s
 

Dopo l’audizione di ieri, in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, si procede con la proposta di legge a firma Partito democratico e Sinistra italiana che prevede un contributo economico ai Comuni per le spese di funzionamento degli uffici del giudice di pace. Il sì arriva da PdSi e Misto mentre il M5s si astiene.

La legge nasce in risposta al decreto legislativo del 2012 sulla soppressione degli uffici del giudice di pace e offre comunque la possibilità del loro mantenimento nelle sedi dei Comuni disponibili a sobbarcarsene le spese. L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha riservato una somma di 50mila euro in un capitolo di spesa dedicato all’interno del bilancio di previsione per il 2019. Ora l’obiettivo è di definire criteri più precisi in un progetto di legge che andrà in Aula la prossima settimana. In Emilia-Romagna i 50mila euro sarebbero destinati proprio a quei cinque uffici del giudice di pace (su un totale di 15) che hanno sede nei Comuni di Porretta Terme, Lugo, Faenza, Finale Emilia e Pavullo nel Frignano. 

“Dopo il confronto con i rappresentanti del mondo forense e degli enti locali”, chiarisce il relatore Mirco Bagnari (Pd), “abbiamo accolto alcune proposte di modifica al testo”. Un primo emendamento – a firma Bagnari, Taruffi (Si) e Caliandro (Pd) – chiede di ricomprendere anche le Unioni di Comuni. Un secondo emendamento – sempre a firma Bagnari, Taruffi e Caliandro – estende il tetto massimo di copertura dei costi dal 30% al 50%. “”La proposta di un contributo ancora più consistente, così come ci è stato chiesto anche in audizione, verrà affrontata in un secondo momento”” chiarisce Bagnari. Mentre non ci sarebbero le condizioni di legittimità per finanziare le spese di formazione del personale degli uffici. “Dal punto di vista giuridico è il Ministero di Giustizia che se ne dovrebbe fare carico” specifica il dem.

“”Il servizio offerto dal giudice di pace è importante soprattutto per i comuni di periferia, per questo abbiamo accolto la sollecitazione di destinare maggiori risorse in modo trasversale”” interviene Igor Taruffi (Si).

“”Condivido la proposta anche se non risolve il problema, amplificato dalla riforma Orlando che prevede un ampliamento delle competenze del giudice di pace”” aggiunge Andrea Bertani (M5s).

La prossima settimana il pdl verrà discusso in Aula.

(Francesca Mezzadri)

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