Giustizia per Cervarolo: “I superstiti potranno richiedere il risarcimento. Cittadinanza onoraria per il procuratore De Polis”

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“Col sacrificio dei martiri di Cervarolo si sono gettate le basi per la Costituzione e per una Italia democratica. Abbiamo il dovere di preservare la memoria di queste persone. La storia recente, con il conflitto in Ucraina, ce lo impone”. Ad affermare queste parole Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, salito alla 79° commemorazione del borgo villaminozzese medaglia d’argento al valor militare, dove 24 persone, compreso il parroco Gian Battista Pigozzi, furono trucidate dalla sete di vendetta nazifascista.
Ed è proprio dall’Aia di Cervarolo che il sindaco Elio Ivo Sassi ha annunciato l’imminente conferimento della “cittadinanza onoraria del Comune di Villa Minozzo al procuratore generale militare Marco de Paolis. Ora Procuratore generale militare presso la Corte d’Appello di Roma ha dedicato la vita a indagare sugli eccidi nazifascisti, istruendo 17 processi e portando alla condanna di decine di criminali di guerra. A lui il merito di avere ‘girato’ l’armadio della vergogna, che per decenni rimase chiuso con lucchetto e girato innaturalmente verso il muro con decine e decine di fascicoli di descrizioni di crimini, nomi di presunti colpevoli, testimoni, fotografie, mappe, interrogatori relativi alle storie degli eccidi nazifascisti che nel periodo dell’Occupazione dal 1943 al 1945 insanguinarono l’Italia, tra cui appunto l’eccidio di Cervarolo che, a Verona nel 2011, valse 7 ergastoli, purtroppo non eseguiti”.
Era il 20 marzo 1944 i tedeschi, coadiuvati dalla milizia fascista, investirono Civago dove uccisero tre persone e bruciarono decine e decine di case, abbandonandosi poi al furto e al saccheggio. Ancora peggiore fu il destino di Cervarolo: tutti gli uomini di età compresa fra i 17 e gli 84 anni, persino un paralitico e il prete del paese, furono ammassati nell’aia e uccisi a colpi di mitraglia. Poi, la borgata fu data alle fiamme. Tra i 7 ergastoli commutati dal Tribunale militare di Verona, nel luglio del 2007, quello dell’ex ergente Karl Wilhelm Stark, responsabile anche per la strage di Vallucciole, nell’Aretino, dove furono uccisi per rappresaglia oltre 100 tra uomini, donne e bambini. Morì nel 2021 senza un giorno di carcere. Venne intervistato dall’inviato Rai Alessio Zucchini e negò ogni responsabilità e pentimento “Non mi interessa, la vicenda è conclusa” disse.
“La Germania non diede seguito a quelle condanne e risarcimenti danni – ha affermato il sindaco Sassi davanti a una platea di centocinquanta persone -, ora però lo Stato italiano ha deciso il rifinanziamento, con cinquanta milioni di euro, del ‘Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945’”. Il Comune di Villa Minozzo e le associazioni partigiane, ora, assisteranno i partenti dei martiri di Cervarolo, e di altre stragi in Appennino, per inoltrare le domande entro la data prorogata al 27 giugno 2023.
Il parroco don Luigi Ghibellini nella cerimonia religiosa sull’aia, ha ricordato come “questo sacrificio ci apre gli occhi verso il futuro di una vita migliore”. E proprio dove caddero i 24 abitanti del paese (uno solo era di Civago) hanno parlato le emozioni: la bandiera italiana, i gonfaloni degli enti intervenuti (Provincia di Reggio Emilia, Unione montana dell’Appennino Reggiano Unci, Anpi (presente col presidente Fiaccadori), Alpi Upc, Associazione Carabinieri, Istoreco, Centro studi Fiamme verdi, Gruppo alpini, Federazione italiana volontari della libertà, Croce verde e le fasce tricolori, oltre che di Villa Minozzo, di sindaci e assessori di Castelnovo Monti, Baiso, Carpineti, Casina, Ventasso, Montefiorino, Reggio Emilia, le divise di Carabinieri, Polizia provinciale, Polizia dell’Unione dei Comuni le note della banda di Villa Minozzo, che hanno spaziato dall’Inno d’Italia a Signore delle Cime.
“Abbiamo il dovere della memoria, soprattutto tra le nuove generazioni” ha affermato la preside dell’istituto comprensivo Morena Bizzari nel lasciare spazio agli studenti dei plessi di Villa Minozzo e Toano che, con i loro insegnanti, hanno ricostruito quei drammatici minuti di 79 anni fa e nell’aia insanguinata hanno fatto salire al cielo le noti di Imagine, di John Lenon, tra la commozione dei presenti. “Imagine all the people
Livin’ life in peace” proprio dove echeggiarono, vigliacche, le mitragliatrici in una fredda primavera non troppo lontana.
È seguita la posa della corona floreale al cimitero di Cervarolo e, nel pomeriggio, a Cerrè Sologno la commemorazione della battaglia partigiana che scatenò la vendetta nazifascista.

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