Girolamo Sirchia condannato per tangenti

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Proprio lui, l’uomo del nitp e del policlinico di Milano, ex ministro della sanità, ma c’è un pericolo ben più grande

 

Le tangenti sarebbero state pagate per apparecchiature sanitarie ad ospedali milanesi quando Sirchia era primario di ematologia al Policlinico di Milano, con assegni in dollari e altri in marchi tedeschi emessi da case farmaceutiche multinazionali, una delle quali per l’accusa avrebbe “stipendiato” per 20 anni la segretaria di Sirchia per un valore stimabile a quasi un miliardo di lire.

Le accuse a vario titolo sono di corruzione, turbativa d’asta e appropriazione indebita.

I giornalisti sempre preoccupati di difendere “l’onorabilità” dei “potenti” non hanno neanche menzionato che Sirchia è l’uomo della “promozione trapianti”. Decadendo per l’indulto la reclusione a 3 anni e cessando l’interdizione di 5 anni dai pubblici uffici per prossima prescrizione, ce lo ritroviamo a fare il despota nei settori del business degli espianti/trapianti, perché Sirchia raccoglie in sé un grande potere che getta una luce sinistra su tutto il suo operato, anche avvenire, pericolo ben più grande delle mazzette.

Sirchia nella politica sanitaria, è sempre stato dentro fino al collo. Basta pensare alle sue cariche: primario e direttore del Centro trasfusionale al Policlinico di Milano; fondatore, direttore ed ora membro permanente del Consiglio Direttivo del NITp (Nord Italia Transplant), agenzia di smistamento organi; segretario e tesoriere della “Fondazione sangue del Policlinico”; membro della CUF (Commissione unica farmaci); membro del Comitato tecnico scientifico regionale, che stanzia oltre 10 miliardi annui solo per le rianimazioni lombarde che più espiantano sotto il controllo valutativo del NITp stesso (un premio di mortalità!), poi assessore ai servizi sociali di Milano.

Il 3 aprile del ’90 il NITp del prof. Sirchia otteneva, con decreto dell’allora ministro della Sanità De Lorenzo (poi condannato per associazione a delinquere), la supremazia nazionale sulle agenzie di smistamento organi, decisione impugnata per eccesso di potere dalle altre due agenzie private attraverso ricorso al TAR e alla Corte costituzionale. Vinsero le altre e fu formulato con L.91/99 (Rosy Bindi) un sistema di stampo pubblico di promozione dell’espianto/trapianto sotto il controllo del Centro Nazionale Trapianti, altrettanto pericoloso.

Nel settembre 2000 il Commissario del Policlinico di Milano mandò in pensione per raggiunti limiti di età il primario Sirchia. I politici lombardi lo attaccarono e dovette ricredersi, sotto la minaccia di licenziamento, solo per aver applicato la legge su un “uomo di fama”, che venne reintegrato.

A coronamento nel 2001 fu nominato Ministro della Sanità e ovviamente, come i predecessori, non emise il Decreto attuativo per la manifestazione di volontà in donatori e non-donatori previsto dalla legge 91/99. Infatti il suo noto scetticismo verso il silenzio-assenso non nasce da rivendicazioni democratiche, ma dalla strategia del professore che ritiene sia incauto aprire dibattiti e invece opportuno, “forzando la legge”, espiantare gli organi con l’illegale autopsia-prelievo praticata su corpi caldi a cuore battente (cd. morti cerebrali), aggirando la stessa legge che stabilisce l’autopsia solo su cadaveri freddi in arresto cardio-circolatorio-respiratorio. E’ questo esproprio occulto che ha fruttato a Sirchia la nomea di grande organizzatore per aver fatto crescere il numero di espianti al Nord.

Sirchia in carcere non ci andrà e potrà sbandierare le 3 onorificenze della Repubblica italiana: medaglia d’oro al merito (’90), Commendatore al merito (’94), Cavaliere di Gran Croce al merito (’98) per averci usato come cavie, ma nessuno indagherà Sirchia nel settore espianti/trapianti perché danneggerebbe il business criminale troppo caro all’Italia che punta a questo triste primato.

lega nazionale contro la predazione di organi

Presidente

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