Giovani

Condividi su i tuoi canali:

Lontano dallo sterile dibattito sul conflitto intergenerazionale,l'art. del Dr. Pelizzo, si interroga su come migliorare i meccanismi di ricambio generazionale oggi del tutto insoddisfacenti.

 

Da giorni sulla stampa nazionale si tiene una battaglia contro il giovanilismo. Sartori

ha detto che i giovani, categoria che per lui include anche i cinquantenni, non hanno

l’esperienza per prendere il posto dei leader più anziani. De Rita ribadisce che i

giovani anzichè attaccare gli anziani, dovrebbero prenderli come esempio, visto che

senza gli anziani, senza la loro tenacia, il loro talento, le loro risorse il paese non

andrebbe avanti. Senza entrare nel merito di questo dibattito, perchè di sciocchezze ne hanno dette tante sia i giovanilisti che i difensori della vecchiezza gloriosa, non si può mancare di rilevare che questo indica un problema, ovvero che in Italia non ci sono meccanismi validi per il ricambio generazionale. Mentre negli USA lo studente diciassettenne va all’università, dove si laurea ancor giovane, entra nel mercato del lavoro, mette su famiglia e si prepara a divenire classe dirigente, l’Italia purtroppo tutto questo non lo riesce a fare. Lo studente all’università non ci va prima dei diciannove anni, di rado riesce a laurearsi in corso a prescindere che faccia la laurea tradizionale o quella cosiddetta breve, non riesce ad affacciarsi sul mercato del lavoro prima dei 28-30 anni, dopo la laurea stenta a trovare un impiego decente, non può permettersi di metter su famiglia, e, cosa ancor più ovvia, non può prepararsi a diventare classe dirigente. L’America, con il suo sistema, permette ai Kennedy, ai Clinton, agli Obama di raggiungere la presidenza degli Stati Uniti a poco più di quarant’anni, in Italia è impossibile. Per cui invece di arrovellarsi a denunciare tutte le manchevolezze di giovani e vecchi in un dibattito sterile e che non porta a nulla se non al conflitto intergenerazionale, i grandi intellettuali italiani, i grandi editorialisti, i grandi professori dovrebbero forse chiedersi come si potrebberomigliorare quei meccanismi di ricambio generazionale che oggi funzionano in maniera piuttosto insoddisfacente.

 

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...