Giorno del Ricordo

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Leggiamo la storia senza paraocchi e nostalgie totalitarie. Tante sono le foibe in territorio sloveno e croato davanti alle quali sarebbe auspicabile vedere nuovamente due Presidenti della Repubblica tenersi per mano, ma basterebbe che ogni luogo di sepoltura venisse identificato, censito, esplorato al fine di ricomporre le salme e reso identificabile attraverso un’apposita segnaletica ed una breve descrizione in più lingue.

 


Il Giorno del Ricordo si svolgerà sempre più in una cornice europea, nell’ambito della quale i Capi di Stato di Italia e Slovenia hanno individuato nelle epurazioni politiche compiute dai partigiani comunisti di Tito durante la nascita della dittatura un momento di comune sofferenza che ha peraltro interessato pure la Croazia. Tante sono le foibe in territorio sloveno e croato davanti alle quali sarebbe auspicabile vedere nuovamente due Presidenti della Repubblica tenersi per mano, ma basterebbe che ogni luogo di sepoltura venisse identificato, censito, esplorato al fine di ricomporre le salme e reso identificabile attraverso un’apposita segnaletica ed una breve descrizione in più lingue.

Chi non affronta la storia del confine orientale italiano con il paraocchi ha individuato nella scellerata politica asburgica del divide et impera la causa degli opposti nazionalismi che hanno iniziato a fronteggiarsi già a fine Ottocento. Chi non ha nostalgia delle dittature si riconosce nella condanna dei totalitarismi novecenteschi sancita da quelle istituzioni europee all’interno delle quali Italia, Slovenia e Croazia guardano al futuro e riconoscono le reciproche sofferenze patite nel secolo delle ideologie.

Di fronte ad un’opera di chiarificazione storica in continuo miglioramento, ancora da definire sono tuttavia le questioni legate ai beni abbandonati dagli esuli, tanto con lo Stato italiano (con riferimento alle terre cedute alla Jugoslavia con il Trattato di Pace) quanto con Slovenia e Croazia (riguardo la ex Zona B del mai costituito Territorio Libero di Trieste) ed auspichiamo pertanto che il Tavolo di lavoro tra il Governo e le Associazioni degli Esuli venga aggiornato prima che scada la legislatura.

Dei rapporti con i ministeri però vogliamo ancora una volta evidenziare la proficua sinergia avviatasi con il Ministero dell’Istruzione: corsi di formazione a livello nazionale e regionale, in presenza o da remoto ed un concorso scolastico nazionale sempre più partecipato rappresentano gli strumenti con cui la storia dell’italianità adriatica può finalmente diventare patrimonio comune per le nuove generazioni.

Di fronte a chi minimizza, giustifica o nega le sofferenze del popolo giuliano-dalmata o addirittura vorrebbe abolire il Giorno del Ricordo, constatiamo, infine, che la coalizione trasversale che il 30 marzo 2004 approvò quasi all’unanimità la Legge 92 istitutiva del 10 Febbraio rimane coesa e anzi riscontriamo da parte di alcuni suoi componenti sempre più sensibilità, solidarietà ed attenzione nei confronti delle nostre istanze.

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