Giornata contro la violenza sulle donne

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
None

Giornata contro la violenza sulle donne

il patto dei sindaci per la prevenzione e il contrasto

 

Promuovere le pari opportunità in tutti i campi, dalla scuola al lavoro allo sport, favorire iniziative di promozione della rappresentanza paritaria in tutti gli organismi associativi, organi di amministrazione e di controllo delle società e nelle nomine dei Comuni e prevedere in ogni giunta comunale una delega specifica alle pari opportunità con risorse adeguate.

Sono solo alcuni degli impegni contenuti nel “”Patto per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne in applicazione della Convenzione di Istanbul e della legge per la parità della Regione Emilia Romagna”” che i sindaci modenesi discuteranno, sabato 25 novembre, alle ore 18, nell’Assemblea dei sindaci, organo di governo della Provincia; l’incontro, aperto al pubblico, si svolge nella sala consiliare dell’ente, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. All’iniziativa partecipano anche Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, e il Prefetto di Modena Maria Patrizia Paba.

Come sottolinea Caterina Liotti, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità, «il Patto di Modena mette al centro l’impegno dei sindaci e delle sindache per sviluppare le politiche di pari opportunità anche in un’ottica di prevenzione della violenza. Il Patto rientra negli impegni della Provincia nell’ambito del Protocollo promosso dalla Prefettura. Anche i sindaci possono favorire un cambiamento che rimuova le motivazioni culturali più profonde che alimentano la violenza maschile sulle donne: il grande disequilibrio di potere tra i sessi. Il filo conduttore del Patto – aggiunge Liotti – resta la legge regionale per la parità del 2014 e le politiche attive previste come l’adozione di un’ottica di genere nel linguaggio, nelle statistiche, nei documenti di programmazione e di bilancio, nonché nelle politiche sanitarie».

Per l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena Irene Guadagnini «l’impegno degli enti locali, delle associazioni degli enti e delle istituzioni rappresenta un motore primario fondamentale verso un cambiamento prima di tutto culturale che deve coinvolgere la società a tutti i livelli, a partire dalle nuove generazioni».

Il Patto prevede anche l’impegno a promuovere l’intitolazione di spazi pubblici, vie, strade, piazze, rotonde a donne meritevoli ed esemplari che possano costituire modelli positivi per le nuove generazioni, dotare le biblioteche di autrici femminili, anche nella sezione per ragazzi e ragazze e favorire all’interno dell’ente un linguaggio non discriminante.

Il documento, partendo dalla denuncia che le donne e le ragazze «sono spesso esposte a gravi forme di violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio forzato, la tratta e la prostituzione forzata, i delitti commessi in nome del cosiddetto “”onore”” e le mutilazioni genitali», impegna, inoltre, sindaci e sindache a rafforzare tutte le azioni di contrasto, sostenendo progetti di educazione e formazione alla cittadinanza di genere e alla cultura della non discriminazione, «in particolare – si legge nel documento – per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere, culturale, religiosa, dell’orientamento sessuale, delle opinioni e dello status economico e sociale».

 

 

giornata contro la violenza sulle donne\2

gli eventi sul portale antiviolenza della provincia

 

L’Assemblea dei sindaci modenesi nella sede della Provincia sarà la tappa conclusiva di un corteo composto da associazioni, rappresentanti delle istituzioni, dei cittadini e delle cittadine che parte alle 16.30 dal sacrario della Ghirlandina per raggiungere il cortile del Palazzo comunale, dove è in programma uno spettacolo teatrale; il corteo sarà accompagnato nella sede della Provincia da performance delle ragazze e dei ragazzi del Liceo Sigonio.

L’evento fa parte del programma di incontri, spettacoli teatrali e musicali, marce silenziose e iniziative nelle scuole,  promosso da enti e associazioni in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra sabato 25 novembre.

Il programma delle iniziative è disponibile on line nel sito della Provincia all’interno del Sistema informativo sulla violenza di genere.

Tra le iniziative in provincia sabato spiccano anche quelle dell’Unione Terre d’argine a Carpi, dove al mattino è in programma un convegno organizzato dal Centro antiviolenza Vivere donna, a Campogalliano, Soliera e Novi; a Sassuolo gli studenti delle superiori hanno promosso una marcia silenziosa; nell’area nord sono in programma iniziative a Camposanto, Ravarino e a Medolla con uno spettacolo teatrale all’auditorium  comunale; tra le iniziative dell’Unione Terre di castelli figurano una camminata a Guiglia e le iniziative per i bambini a Castelnuovo Rangone.

In Appennino a Prignano in piazza Roma al pomeriggio i cittadini sono inviati a partecipare a un incontro informativo sulla violenza contro le donne.

Eventi anche domenica, tra questi la “”camminata delle scarpe rosse”” a Vignola e Marano e gli spettacoli teatrali a Bomporto, Mirandola e Serramazzoni.

 

giornata contro la violenza sulle donne\

il patto dei sindaci per la prevenzione e il contrasto

 

Promuovere le pari opportunità in tutti i campi, dalla scuola al lavoro allo sport, favorire iniziative di promozione della rappresentanza paritaria in tutti gli organismi associativi, organi di amministrazione e di controllo delle società e nelle nomine dei Comuni e prevedere in ogni giunta comunale una delega specifica alle pari opportunità con risorse adeguate.

Sono solo alcuni degli impegni contenuti nel “”Patto per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne in applicazione della Convenzione di Istanbul e della legge per la parità della Regione Emilia Romagna”” che i sindaci modenesi discuteranno, sabato 25 novembre, alle ore 18, nell’Assemblea dei sindaci, organo di governo della Provincia; l’incontro, aperto al pubblico, si svolge nella sala consiliare dell’ente, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. All’iniziativa partecipano anche Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, e il Prefetto di Modena Maria Patrizia P
aba.

Come sottolinea Caterina Liotti, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità, «il Patto di Modena mette al centro l’impegno dei sindaci e delle sindache per sviluppare le politiche di pari opportunità anche in un’ottica di prevenzione della violenza. Il Patto rientra negli impegni della Provincia nell’ambito del Protocollo promosso dalla Prefettura. Anche i sindaci possono favorire un cambiamento che rimuova le motivazioni culturali più profonde che alimentano la violenza maschile sulle donne: il grande disequilibrio di potere tra i sessi. Il filo conduttore del Patto – aggiunge Liotti – resta la legge regionale per la parità del 2014 e le politiche attive previste come l’adozione di un’ottica di genere nel linguaggio, nelle statistiche, nei documenti di programmazione e di bilancio, nonché nelle politiche sanitarie».

Per l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Modena Irene Guadagnini «l’impegno degli enti locali, delle associazioni degli enti e delle istituzioni rappresenta un motore primario fondamentale verso un cambiamento prima di tutto culturale che deve coinvolgere la società a tutti i livelli, a partire dalle nuove generazioni».

Il Patto prevede anche l’impegno a promuovere l’intitolazione di spazi pubblici, vie, strade, piazze, rotonde a donne meritevoli ed esemplari che possano costituire modelli positivi per le nuove generazioni, dotare le biblioteche di autrici femminili, anche nella sezione per ragazzi e ragazze e favorire all’interno dell’ente un linguaggio non discriminante.

Il documento, partendo dalla denuncia che le donne e le ragazze «sono spesso esposte a gravi forme di violenza, tra cui la violenza domestica, le molestie sessuali, lo stupro, il matrimonio forzato, la tratta e la prostituzione forzata, i delitti commessi in nome del cosiddetto “”onore”” e le mutilazioni genitali», impegna, inoltre, sindaci e sindache a rafforzare tutte le azioni di contrasto, sostenendo progetti di educazione e formazione alla cittadinanza di genere e alla cultura della non discriminazione, «in particolare – si legge nel documento – per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere, culturale, religiosa, dell’orientamento sessuale, delle opinioni e dello status economico e sociale».

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...