Giorgio Buttazzo

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Intervista al musicista modenese, in occasione dell'uscita dell'album “GIORGIO BUTTAZZO BLUES TRIO”  definito""...un racconto delle mie origini, un mix di ricordi, di quando suonavo con gli amici ai Cortili di Modena""

 

“GIORGIO BUTTAZZO BLUES TRIO” : Com’è nata l’idea?

L’idea in realtà è nata un po’ di tempo fa, quando era ancora vivo Kamsin Giordano Urzino, il bassista dei Bermuda Acoustic Trio. Ne parlavamo spessissimo: formare un trio blues, chitarra, basso, batteria con la voce di Kamsin. Non se ne è fatto mai nulla perché purtroppo lui è scomparso nel 2009 e per forza maggiore la formazione è cambiata: sono stati momenti difficili.Solo ora, dopo aver realizzato quest’album, mi rendo conto che questo progetto sia sempre stato un mio desiderio nascosto, realizzare un CD che traesse ispirazione dai Cream o dalla J.Hendrix Experience. Nonostante io sia nato musicalmente con la chitarra acustica, sin dagli inizi ho calcato le scene, se così si può dire, armato di Stratocaster e Twin Reverb suonando in varie band (ad esempio i “Rocking in Chairs”, la band che con Ligabue ha inciso l’album “Buon Compleanno Elvis”) ed tante altre formazioni musicali. Solo in seguito, con Pierangelo Bertoli, sono tornato al primo amore, la chitarra acustica.

Avevi già impostato qualcosa musicalmente?

Assolutamente no. C’è da dire che il mio percorso personale degli ultimi anni non è stato dei più fortunati: ho dovuto combattere con una grave malattia che non mi ha permesso di vivere serenamente la mia professione. Inoltre, dopo la scomparsa di Urzino mi sono ritrovato ad affrontare, non solo la sua mancanza nei Bermuda Acoustic Trio ma anche le difficili scelte che la carriera artistica stessa dei Bermuda comportava. E ti confesso che, uscire ora, col primo album da solista a 54 anni, non è stato per niente facile: sembro una persona estroversa ma in realtà non lo sono.

Cosa intendi da Solista?

Intendo dire che ora ci metto il mio nome, la faccia. Come in passato mi occupo ancora di tutto, dalla produzione degli album alla grafica, copertine comprese. La differenza é che ora non posso più nascondermi dietro un nome come quello dei Bermuda: sulla copertina dell’album e sulle locandine ora compare il mio nome “GIORGIO BUTTAZZO BLUES TRIO” quindi sono io in prima fila. Il 23 Maggio dello scorso anno questa formazione, con Andrea “Atto” Alessi al Basso e Lele Veronesi alla batteria, ha debuttato al Peocio, un locale in provincia di Torino. Avevo portato con me, oltre che alla chitarra, anche la mia attrezzatura per registrare: ho sempre avuto questo “vizietto”, registrare tutto per poi riascoltare a casa e migliorare. Il problema è che, una volta arrivati al locale, sia i microfoni che il mixer e perfino la batteria non erano proprio “adatti” ad affrontare una registrazione professionale. Ma questo non ha fermato il nostro entusiasmo: abbiamo suonato divertendoci come sempre. Quando poi a casa ho riascoltato le registrazioni, più che altro per curiosità, mi sono accorto che l’intero concerto trasudava davvero di passione e ”tiro”. Solo allora mi sono reso conto che la qualità della registrazione non era proprio il massimo ma non mi sono scoraggiato.

Ho iniziato a mixare per scherzo e proprio in quel momento mi è venuta l’idea dell’album. Dopo sette mesi di fatiche, di riascolti infiniti, e di rimixaggi, sono riuscito a far riemergere l’energia di quel concerto. Il CD comprende non solo le registrazioni effettuate a Torino ma anche quelle di un’altra nostra esibizione alla Cantina Della Birra di Viadana (MN). Naturalmente presenteremo quest’album in entrambi i locali. Le qualità e le sonorità dei due concerti sono differenti ma credo che questo sia anche un punto di forza dell’album: i brani hanno tutti una “personalità”, un suono che viaggia come “intenzione” fra quelle degli anni ’70 a quelle dei giorni nostri. Ci siamo accorti che all’album mancava un brano che ci sarebbe piaciuto suonare dal vivo e così lo abbiamo registrato in diretta a casa mia. Si tratta di “Joy Of My Life” di john Fogerty, leader dei Creedence Clearwater Revival. In tutto l’album contiene otto brani. Questa mia ultima fatica ha richiesto molto impegno Spero di esserci riuscito.

Quale di questi brani preferisci?

Tutti, senza dubbio, ma se proprio mi costringi direi che il primo “Come On” e l’ultimo “Joy Of My Life” sono quelli che forse rappresentano tutto l’album. Il primo è il biglietto da visita del CD, un brano che ho riscoperto ascoltando la versione di Stevie Ray Vaughan, che a sua volta lo aveva ascoltato da Jimi Hendrix ma l’autore originale è Earl King: è davvero interessante notare come questa canzone si sia evoluta nel corso degli anni. In questo brano la batteria di Lele Veronesi è adrenalina pura. Il secondo brano “ White Room” dei Cream è una specie di “omaggio” a Kamsin: questo era uno dei brani che noi Bermuda suonavamo quelle poche volte che decidevamo di esibirci con le chitarre elettriche e non acustiche ed era cantato da lui. Rieseguirlo dal vivo mi da un’emozione grandissima, non posso fare a meno di pensare che lui sia con me sul palco.

Il terzo brano “Lenny”, un altro brano di Stevie Ray Vaughan ed è un mix tra Shadows, Jimi Hendrix, Freddie King, un brano da cui trasuda tutto quello che ho imparato in questi anni. Il quarto “Nutbush City Limits” è un omaggio a Tina Turner che viene interpretato da Luciana Buttazzo, mia sorella: la sua voce non disattende mai.

Il quinto brano “Testify”: tre minuti di suono sporco, il più sporco di tutto l’album, registrato a Torino. Il sesto “Wonderful Tonight” di Eric Clapton, non poteva mancare: ha già fatto parte delle rielaborazioni dei Bermuda Acoustic Trio nel nostro secondo album “Livin’ Studio”. Il settimo “Pagan Baby” mito dei C.C.R. perso nei meandri della mia memoria e del tempo. Lo suono da quando avevo 14 anni: praticamente ho iniziato a suonare con quel brano. L’ottavo branoJoy Of My Life” di john Fogerty. L’abbiamo stravolto, rallentato, con l’intenzione proprio di renderlo più “nostro”.

Direi in conclusione che quest’album è un racconto delle mie origini, un mix di ricordi, di quando suonavo con gli amici ai Cortili di Modena, della grande amicizia con Kamsin: qualcosa che covavo da tanto tempo.

Giorgio usa strumenti originali anni ’60, sicuramente aiutano a riprodurre i timbri dell’epoca ed è suonato con una Fender Stratocaster del ’63, una Gibson Le Paul del ‘57 e Fender Bassman del ’59; nel brano“Joy Of My Life” ha usato una Gretsch del 59 e Fender Vibroverb del ‘63.

CD NUOVO primo album di “GIORGIO BUTTAZZO BLUES TRIO” (Andrea “Atto” Alessi – Basso / Lele Veronesi – Batteria / Giorgio Buttazzo – Chitarra e Voce) special guest on “Nutbush City Limits” – Luciana Buttazzo

Giorgio Buttazzo Blues Trio Live

LUNEDI’ 11 APRILE ore 21:00·AH Bein Bar· via della Canalina, 19 Reggio

info – line 0522.287922 –info@sonoriscausa.it

Giorgio Buttazzo Blues Trio / Bermuda Acoustic Trio in concerto

16 Sab 21:30·La Cantina Della Birra
·Viadana

Via Grazzi Soncini 4 – C.Comm. Il Parco / Famila, 46019 Viadana

 

 

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