Gigante mediatico, ma nano politico

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Ci troviamo a volta di fronte ad enigmi senza soluzione: per esempio il caso di due sospetti che si accusano a vicenda di un omicidio. Senza testimoni la parola dell’uno vale come quella dell’altro. Vengono gridate e amplificate accuse, illazioni, sospetti, ma nessuna prova certificata conduce alla soluzione del caso con il bel risultato di lasciare l’assassino a piede libero.

Già, perché oggi c’è un Primo Ministro che accusa pesantemente il terzo potere dell’ordinamento statale (la magistratura) di delinquere, una istituzione che risponde al Consiglio superiore della Magistratura che è presieduta dal Presidente della Repubblica.

La magistratura a sua volta accusa il Premier di vari e pesanti misfatti.

Le massime cariche dello Stato Italiano quindi in reciproca tensione e sospetto.

Accuse che si eludono a vicenda, perché le parole dell’uno valgono quelle contrarie dell’altro.

Sono 12 anni che Berlusconi tenta di dimostrare l’esistenza di questo cancro all’interno del nostro ordinamento. Repubblicano.

Sono 12 anni che la magistratura tenta di dimostrare che oggi a capo del Governo siede un delinquente.

Dopo oltre cinque anni passati al governo, oggi  Berlusconi, proprio lui che sulla riforma della giustizia non ha combinato gran chè se non fare approvare leggi a suo vantaggio, arriva in campagna elettorale con il massimo della polemica e dello scontro istituzionale.

Secondo il primo ministro on. Silvio Berlusconi, da sempre a cominciare dalla presidenza della repubblica di Oscar Luigi Scalfaro (già destra democristiana, ma secondo la destra “intelligente ed illuminata” un comunistello) passando per il parlamento (dove non si lavora) parlando di  magistratura (in mano ai comunisti) di grandi giornali (contrari al suo buon governare) di televisioni (in mano alle sinistre) con le opposizioni composte di comunisti, bolsevici e dintorni, l’Italia è un paese dove è a rischio la democrazia.

Sono d’accordo.

Nei paesi ad alta volgarità populista ed antidemocratica si applaude senza regole -come si è fatto sabato al Monzani – e sollecitato dal pubblico a dileggiare, lo “Statista”, anziché difendere una istituzione come quella da lui rappresentata, si diletta a disquisire di gite sessuale in quel di Cuba per i magistrati.

 

Siamo al capezzale della democrazia, siamo a sghignazzare mentre il nostro paese è stato ridotto in queste condizioni.

Sono del parere, del tutto personale, che  a tutti coloro che  non hanno ritegno, senso dello Stato e rispetto di tutte le istituzioni democratiche; che portano il nostro paese a collezionare troppi primati negativi tra l’insieme delle democrazie occidentali, andrebbe riservato il massimo del dissenso e del disprezzo, da parte della popolazione.

Al contrario assisto, qualche volta, a manifestazioni di positivo stupore, ovazione e ammirazione, anche a chi per prassi delegittima.

Uno statista di media levatura , secondo voi, se la folla gli chiede “a morte gli avversari” zittisce e modera o rilancia invitando poi la popolazione a dileggiare, delegittimare le istituzioni repubblicane?

Tutto questo è amorale!

Si assiste ad una pornografia rozza, che plaude a chi, in casa, sa essere più dissacrante degli abitanti della casa stessa.

Sotto questa guida è stato insegnato agli italiani che la bandiera italiana può servire  anche per …pulirsi al gabinetto e il suo vilipendio si sana con una ammenda, che le tasse si possono non pagare perché poi arriva il condono tombale anche per i macro evasori, che esiste una amnistia mascherata da prescrizione per i potenti mentre il carcere viene assicurato ai drogati, che le istituzioni repubblicane si possono deridere come se fosse un nuovo sport nazionale….. e gli avversari si devono demonizzare tra le risa compiaciute del popolo sovrano. Mi aspetto che avanti di questo passo, con ilarità dei fans, qualcuno potrebbe anche chiedere la distribuzione delle armi; che altri vengano a sollecitare la necessità di una guerra civile o uno scontro violento nelle piazze tra le varie fazioni elettorali.

Se ciò accadesse chi se ne stupirebbe?

Quando il rappresentante del potere esecutivo può aggredire pubblicamente il potere giudiziario, poteri che per la Costituzione sono equiparati, senza sdegno, rabbia o indignazione da parte del popolo che questi dovrebbe rappresentare, popolo di destra o di sinistra, che di fronte alle Istituzioni è solo popolo sovrano, come ci si deve sentire?

Dov’è l’elettorato?

Perché non reagisce pesantemente, al di là dell’idea politica?

Verrebbe da pensare che non si è più in presenza né di un popolo civile, né di un amore per la democrazia.

Con questi presupposti l’esigenza di un uomo forte, che rimetta ordine sembra sempre più a portata di mano, con i complimenti ai plaudenti berlusconiani di sabato scorso.

 

Qualcuno mi trovi una simile realtà in Europa, mi indichi in quale paese normale e civile un primo ministro si esibisce in queste “eleganze” tra un popolo plaudente? Lasciatemelo dire: in quale paese civile dell’Europa la stampa darebbe risalto a questi insulti tra Istituzioni dello Stato se
nza che nessuno abbia un moto di indignazione?

Le Istituzioni sono LE FONDAMENTA E I PILASTRI PORTANTI della nostra democrazia e come tali vanno salvaguardate, difese ed egualmente rispettate! Gli uomini che le compongono possono commettere errori, ma l’istituzione va sempre e comunque salvaguardata. Possibile che nessuno si senta d’intervenire di fronte a questo scempio?

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