Gianmarco Tamberi, un fuoriclasse, però…

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Agli Europei di Roma Gianmarco Tamberi ha compiuto l’ennesima grande impresa, vincendo se stesso quando stava cadendo sui 2,29 (sarebbe stato comunque bronzo) e volare fino a 2,37. È un grandissimo, un fuoriclasse di un’umanità travolgente e coinvolgente, un capitano autorevole che sa motivare. Però…

I suoi festeggiamenti a fine gara, esagerati come lui sa essere, possono andare bene se restano una sua esclusiva, ma se tutti i vincitori lo imitassero, la pista diventerebbe ingestibile.

Non si capisce perché questo concetto debba sempre scontrarsi con un “Tamberi è così”, “La sua è energia positiva”, “Non sarebbe altrimenti Tamberi” e non parlo tanto del regolamento, come annotava un giudice d’atletica: in campo non ci si può togliere la maglia (cartellino giallo); non si può lasciare la pedana di gara, se non per conferire velocemente con il proprio tecnico (lui è andato sulle gradinate a gara ancora in corso…); non si possono portare in campo oggetti non consoni (molle…che andavano confiscate in camera d’Appello). Parlo che quel che è concesso a Tamberi dovrebbe essere concesso a tutti, ma non sarebbe possibile né gestibile.

Nel calcio qualcuno iniziò a girare attorno alla bandierina e pian piano l’abitudine di una scenetta si è allargata fino a vedere oggi perfino i ragazzi nelle squadre di paese festeggiare un goal come fossero ai mondiali.

Dai, Gianmarco, prova a regolarti perché sei un esempio per tutta l’Italia, anzi, per tutto il mondo e basta l’impresa sportiva, davvero bellissima e da cardiopalma a renderti unico. A proposito… prova a vincere l’Olimpiade di Parigi, che consideri la tua ultima, ma anche se qualcosa andasse storto, non saresti meno campionissimo.

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Una risposta

  1. Elogio della compostezza
    Concordo in linea di massima con te .
    Mi sono sempre piaciute la sobrietà e la compostezza in tutte le occasioni, anche in ambito sportivo.
    Non ho mai sopportato ad esempio Antonio Conte , neo allenatore del Napoli, quando in occasione di un gol della sua squadra od a fine partita in occasione della vittoria, magari strappata, rubata o fortunata , si lasciava andare a forme di esultanza scomposte da ultras e spesso provocava avversari e pubblico.
    Non sopporto neanche le forme di esultanza eccessive dei calciatori che alcune volte danno la stura a risse in campo e sugli spalti.
    Ma poi penso che in fondo sono giovani ed esuberanti e ci può stare un gesto fuori dalle righe di autoesaltazione.
    Ieri sera Tamberi ha forse esagerato ed ha corso persino il rischio di essere squalificato quando a fine gara ha cacciato fuori dalle scarpette un’infinità di cianfrusaglie, persino delle molle.
    Non so come non abbia avvertito fastidi ai piedi all’atto dei salti con tutta quella roba che teneva nelle scarpe.
    V’è da dire però che proprio in questi giorni abbiamo assistito al festival degli eccessi.
    Due personaggi di cui non faccio il nome, grazie ai loro deprecabili eccessi, hanno ottenuto il premio di essere eletti eurodeputati.
    E non erano ragazzini ma persone mature, almeno per età, che sono assurte agli onori delle cronache solo per le loro estrosità, per non dire altro.
    Ed allora godiamici senza riserve le imprese sportive del gigioneggiante Tamberi ed esultiamo giustamente ma compostamente perché l’Italia per la prima volta nella storia primeggia con largo margine sulle altre nazioni agli europei di atletica leggera, buon viatico per le prossime olimpiadi.

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