Già e non ancora

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esordio del nuovo centro culturale  “gia’ e non ancora”

il poeta e giornalista Davide Rondoni presenta

il Gesu’ di Nazareth di Benedetto xvi

 

“Io sono cattolico perché nulla è più affascinante, per la ragione e per il cuore, di questa inserzione del divino nell’umano, del mistero dell’Incarnazione”. Sono parole del poeta e giornalista Davide Rondoni, ospite del neo-costituito Centro Culturale “GIÀ E NON ANCORA”, con cui Gabriele Castelli lo ha presentato al folto pubblico intervenuto ieri sera (venerdì 15 giugno, ndr) in Sala Loggia alla presentazione del libro di Benedetto XVI “Gesù di Nazaret”. Dopo una breve introduzione di Don Federico Pigoni, il poeta Rondoni ha illustrato alcune peculiarità del testo di Papa Ratzinger. “Ci troviamo dinanzi ad un Papa che ci prende sul serio”, che si confronta con gli uomini di oggi, con i loro drammi e i loro dubbi, e lo fa accettando di essere smentito. “E’ un Papa”, ha continuato Rondoni, “che si mette in gioco, che mette a disposizione dell’uomo contemporaneo la sua ricerca del volto di Dio, frutto di una vita spesa a scrutare il mistero di Gesù Cristo”. Riprendendo alcuni versi del poeta Pasolini, Rondoni ha parlato della profondità della ricerca del Papa che giunge a superare i limiti del metodo storico-critico, e della ricerca storica fine a se stessa: come nei citati versi di Pisolini anche per Benedetto XVI, i verbi conoscere e amare valgono solo se coniugati al presente, ossia solo se ci permettono di conoscere e amare Cristo nell’oggi.

Insomma il testo proposto dal Papa non è dottrina spiegata, bensì un itinerario, un percorso da fare insieme.

“Sorprende”, ha concluso Rondoni, “la freschezza di questo pontefice che sfida sul suo terreno la cultura dominante: tutti parlano e sparlano d’amore? Bene la Chiesa ha qualcosa da dire, ed invita gli uomini a riflettere intorno all’enciclica Deus caritas est; la scienza e certa mentalità tecnicistica vuole prescindere da Dio? Benedetto XVI vi oppone il suo vivere come se Dio ci fosse, evidenziando che se il cuore dell’uomo non è buono, allora nessun altra cosa può diventare buona”.

Per il Centro Culturale “Già e non ancora” di Formigine

 

 

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