Gettare il sasso e nascondere la mano…

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È un copione assai noto: c’è chi lancia pubblicamente un metaforico sasso, offendendo, insinuando, accusando… in modo voluto e inequivocabile, qualcuno e poi, vigliaccamente, nega di aver alluso al malcapitato di  turno, respingendo qualsiasi critica.  

“ Se ci fosse la Thatcher in questo momento a capo del governo sicuramente risolverebbe la situazione nel giro di tre ore. Se al posto della Thatcher c’è il nano mammolo probabilmente questa roba andrà avanti in eterno. Quindi bisogna capire se nelle istituzioni italiane c’è una persona come la Thatcher o come il nano mammolo”.

Queste sono  le parole che l’orgoglioso papà di Ilaria Salis ha usato in un’intervista al Tg3 nella notte dell’elezione della figlia a parlamentare europea, tornata peraltro da qualche ora libera cittadina. Chissà se si è poi accorto, l’ingrato signore, dell’inattesa implicita attestazione di stima per Margaret Thatcher che, ordinariamente, da lui e dalla sua parte politica, sarebbe  sommersa di epiteti poco lusinghieri.

Ma, tant’è, voce dal sen fuggita…
Comunque, Margaret Thatcher è stata scelta come pietra di paragone di efficienza, di  attenzione ai propri connazionali, di capacità decisionali  e di potere ben esercitato. Una perla di premier, in pratica.
La buonanima della “Lady di ferro” si starà facendo le più matte risate, incassando  queste indubbie lodi.

Opposta alla Thatcher, descritta come epitome di buon governo, Francesco Salis ha piazzato la nostra Presidente del Consiglio, usando per lei,  per esprimere il suo sprezzante giudizio negativo, il titolo di Nano Mammolo, ovviamente ispirato dalla statura non elevata  della Meloni.  

Non meraviglia la villania, il  cosiddetto body shaming è pane quotidiano per  chi non ha altri argomenti.

Non meraviglia la mancanza di fantasia, definire “nano”  chi non è alto è normale, per chi è più portato all’insulto che alle argomentazioni  civili.

Non meraviglia, assolutamente, la viltà di gettare il sasso  e nascondere la mano, affermando, dopo le reazioni suscitate dall’intervista… che non era riferito alla Meloni, l’epiteto di Nano Mammolo…  insultando così l’intelligenza del prossimo.

Non meraviglia, infine, e questa è la cosa più triste, che non ci siano state reazioni  da parte della Sinistra di  fronte a questo episodio.

Il body shaming che preferisco definire in lingua italiana,  consiste nella pratica di insultare una persona, avversario politico,  rivale o semplicemente  qualcuno che non aggrada, facendo riferimento al suo aspetto fisico, con paragoni offensivi, con battute crudeli, con allusioni meschine, con squallidi soprannomi e con giochini di parole spesso indecenti.

Ma è il silenzio delle femministe che colpisce, una volta di più. La levata di scudi, (che peraltro  condivido, perché trovo miserabile attaccare  chiunque, di qualsiasi  parte politica, colore, etnia etc. etc., per l’aspetto) …  quando  si allude con metafore zoologiche e altro, all’aspetto ad esempio di Elli Schlein, giudicata non particolarmente favorita da Madre Natura … non c’è stata, in questo caso né in passato, quando  ad essere offese sono “le altre”…la schiera delle persone non di Sinistra per intenderci.
Quando non si hanno argomenti usare l’insulto, in  riferimento all’aspetto, a qualche caratteristica fisica o difetto, è la sola risorsa per chi, oltre che essere villano, come si è detto, è anche del tutto privo di immaginazione.

Tanti  auguri alla Salis, neoeletta al Parlamento Europeo. Ci aspettiamo grandi cose da lei come cittadini  d’Europa. Magari non la gratitudine che certamente non potrà ereditare dal padre che, invece di accendere un cero  votivo a qualche santo spara a zero contro l’Italia e il Governo, soprattutto,  come se  avesse delle colpe, come se si potesse entrare a gamba tesa nella legislazione di un altro stato sovrano… Lasciamo perdere la gratitudine, quindi, e speriamo almeno  che  Ilaria Salis lavori per il bene comune, nel nuovo ruolo che ha avuto la fortuna di ricoprire, delegata dai suoi fiduciosi elettori che hanno visto in lei la paladina che agirà contro “le situazioni di ingiustizia” a livello europeo, mettendo al centro della sua agenda la lotta contro le discriminazioni e le politiche delle destre estreme…”
Guarderanno, invece, con speranza, grazie  alla nuova disponibilità finanziaria della Salis, i  suoi creditori, se venissero confermate le voci secondo le quali la suddetta avrebbe un debito di 90.00 € per l’occupazione abusiva, dal 2008, di una casa Aler.
Ma questa è un’altra storia.

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Una risposta

  1. Uno specchietto per le allodole

    Quello che è avvenuto alle elezioni europee ed in parte in quelle amministrative è in fondo il ritorno al buon senso, a parte la folle proposizione dall’estrema destra all’estrema sinistra di candidature di personaggi a dir poco estrosi.
    I risultati delle elezioni europee costituiscono il ritorno alla normalità.
    Penso proprio che sia iniziata la fine del tripolarismo e si sia reimboccata la strada del bipolarismo tradizionale : centro-destra e centrosinistra.
    Sì perché il M5S, partito qualunquistico per eccellenza, sta quasi scomparendo: ad ogni turno elettorale perde consensi al punto tale che non è più il partito di maggioranza relativa atteso che la sua consistenza elettorale è ora sul livello della pletora dei partitucoli nati dalle scissioni avvenute nella sinistra storica.
    Quello che non giustifico nella maniera più assoluta è il cosiddetto body shaming che è la meschina moda di attaccare l’avversario politico evidenziando un suo difetto fisico.
    A parte il fatto che la Meloni sarà discutibile per molti versi , per le sue opinioni , per non aver mai preso nettamente le distanze dal fascismo, per avere snobbato le manifestazioni del 25 aprile e del 1^ maggio, ma non per il suo aspetto fisico: diciamo che è belloccia e di aspetto gradevole anche se non è una stangona o una walkiria .
    Assolutamente sbagliato e deprecabile definirla ” nano mammolo “, espressione usata dal padre della Salis che lamentava i ritardi del governo italiano nel formalizzare le pratiche per il rilascio della figlia, diventata, quasi a sua insaputa, europarlamentare, grazie all’estrema sinistra che è subentrata al PD nell’accogliere nelle sue file la Salis poco prima della presentazione delle candidature all’indomani della marcia indietro della Schlein , che per prima aveva avuto la bella pensata di candidarla .
    Idea poi giustamente accantonata perché si è pensato che fosse una strategia sbagliata e controproducente.
    Da rilevare inoltre che la Salis è stata liberata quasi immediatamente superando peraltro alcune eccezioni formali che il governo ungherese aveva sollevato.
    Un dato fa riflettere e non poco : dall’estrema sinistra all’estrema destra si va imponendo da tempo una moda aberrante : mettere in lista personaggi borderline od overline non per capacità, competenza e specchiata onestà ma solo perché capaci di catalizzare consensi e catturare voti.
    Ed è quello che è successo anche in questa tornata elettorale. Non indico i nominativi dei neo eletti moralmente discutibili ma sono facilmente intuibili.
    Ritorno su un tema in merito al quale mi sono soffermato spesso nel passato : i criteri di selezione dei candidati.
    Non possono essere affidati agli umori di chi gestisce la leadership di questo o quel partito ma devono essere scelti tra persone competenti, esperti ma soprattutto onesti.
    Le primarie non garantiscono nulla ma sono comunque una forma di selezione che viene fatta dalla base elettorale e quindi preferibile alle scelte calate dall’alto che hanno una sola mission: catalizzare consensi e catturare voti, magari per superare la soglia di sbarramento.
    Sono convinto che candidati più plausibili e meno compromessi a causa di un passato burrascoso non cancellerebbero ma ridurrebbero notevolmente il malvezzo dell’astensionismo.

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