From Disco to Fisco

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Tra meno di quattro mesi inizierà per quasi tutte le autorità fiscali europee la caccia ai capitali occultati all’estero e ai  loro contribuenti infedeli. Lo strumento principe che si utilizzerà sarà un disco, per l’archiviazione magnetica di dati sensibili 

 


Nell’estate del 1996 imperverava sui dancefloor degli house club italiani di tendenza un famoso remake musicale della Whirlpool Productions intitolato “From disco to Disco” che era anche uno dei pezzi hot per scaldare e caricare la pista da ballo. La hit musicale e successivamente il suo videoclip raccontavano e facevano vedere quanto ci si potesse divertire in discoteca utilizzando dei “sussidi non convenzionali” come ad esempio le droghe sintetiche. Il video clip inoltre ostentava il disagio di tutti gli altri che invece sembravano immersi nei loro pensieri e nelle loro preoccupazioni. Dal 2015 vedrete come tornerà di moda quel motivetto, solo che magari qualcuno provvederà a cambiarne il titolo in “From disco to Fisco”. Tra meno di quattro mesi inizierà infatti la festa per quasi tutte le autorità fiscali europee a caccia dei capitali occultati all’estero e dei loro contribuenti infedeli. Lo strumento principe che si utilizzerà sarà un disco, non quello in vinile della Whirlpool Productions, ma quello in policarbonato trasparente (leggasi compact disc) o quello in alluminio e vetro utilizzato per l’archiviazione magnetica di dati sensibili (leggasi hard disk).

Sostanzialmente gli uffici finanziari, Agenzia delle Entrate compresa, si metteranno alla ricerca di impiegati di banche svizzere disposti a consegnare loro informazioni ed anagrafiche su clienti che intrattengono rapporti di provvista bancaria occultata. Ovviamente a fronte di una lauta ricompensa. Lo schema di riferimento sarà il Caso Falciani: ingegnere francese alle dipendenze della banca HSBC che a Ginevra nel 2007 copiò su disco le anagrafiche di 130.000 clienti, potenziali evasori, per rivenderli alle rispettive autorità fiscali. Ora Hervè Falciani lavora come consulente infomatico sotto scorta del Governo Francese e Spagnolo. Proprio come il motivetto della Whirlpool Productions, nel 2015 ci saranno funzionari di stato che si divertiranno tantissimo utilizzando “mezzi non convenzionali” per scovare i capitali frodati al fisco e allo stesso tempo vi saranno contribuenti che vivranno i peggiori momenti della loro vita (solo in Italia se ne stimano oltre 200.000). Facciamo una premessa. Nel 2001, 2002 e 2009 vi sono state tre diverse modalità di regolarizzazione delle poste occultate al fisco, tramite le procedure di scudo fiscale il cui appeal eraconnaturato alla premialità riconosciuta in caso di adesione.

L’unica strada percorribile ora da un contribuente infedele italiano è il ricorso alla procedura della voluntary disclosure, la quale è oggettivamente molto onerosa e notoriamente fumosa, ma ormai obbligatoria se non si ha intenzione di finire a guardare il sole a scacchi. Rispetto ai precedenti scudi infatti vi è un nuovo elemento discriminatorio ovvero la definizione del FATCA nel 2010 (Foreign Account Tax Compliance Act) da parte degli USA, di fatto una imposizione unilaterale statunitense a tutti gli intermediari finanziari esteri. Il FATCA è diventata la stella polare a cui far riferimento per i prossimi anni, il dispositivo normativo che sancisce le varie tipologie di reati legati al riciclaggio del denaro e la cessazione del segreto bancario. La ratio che scaturisce dal FATCA e dalla collaborazione volontaria di tutti i paesi OCSE si può riassumenere in questa frase “prima o poi ti troveremo”. Preconizzare il protocollo operativo del GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale) è questione ancora di poco tempo, ma state certi che sarà concepito per intercalarsi sartorialmente alla realtà elevetica. Il GAFI (in inlese Financial Action Task Force) è l’organismo intergovernativo che ha la funzione di monitorare, attraverso un processo di valutazione reciproca, l’implementazione dei presidiantiriciclaggio tra tutte le giurisdizioni aderenti.

Con molta presunzione arriveremo ad una normativa internazionale incentrata sulla tipizzazione del realto di riciclaggio che postuleràespressamente i reati fiscali stranieri, estromettendo pertanto l’interpretazione e legislazione elvetica. Pertanto questo imporrà alle banche svizzere di procedere di propria sponte alla segnalazione alle autorità fiscali estere qualora vi siano significativi elementi che rilevino possibili e potenziali reati. Ai fini operativi verrà istituito inoltre anche l’obbligo alla collaborazione amministrativa per la riscossione di poste e sanzioni varie. Come potete percepire il quadro è completamente rivoluzionato, in tal senso si devono inquadrare le minacce epistolari che molti clienti di banche elvetiche si sono visti recapitare a casa in questi mesi, della serie o mi dai un iban con indicazione del beneficiario economico effettivo o scordati di prelevare il contante. A quei poveri fessacchiotti che fanno causa alla banca mediante il ricorso al TAF (Tribunale Amministrativo Federale), sapendo che sistematicamente queste cause vengono perse dalle banche, sarebbe da chiedere: e cosa te ne farai del contante che la banca ti ha consegnato su ordine del giudice visto che non lo potrai mai mettere in circolo ? Queste persone non hanno ancora capito che il denaro depositato in cassette di sicurezza o in conti un tempo cifrati è praticamente simile al dodo, non esiste più.

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