Franco Rossi e le librerie di Modena

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Franco Rossi è stato in libreria per quasi sessanta anni: due , di apprendistato e come aiutante presso la Libreria Rinascita diretta dalla zia Zaira Malavolti Rossi,  e ben 57  alla guida della “storica “ libreria Muratori”, che sta per “festeggiare” i 60  anni di vita e attività. Sempre che non chiuda i battenti.     


“La bottega storica” libreria “Muratori” chiude. “Un luogo di memorie”, una parte della città di Modena  che se ne va.     

Il 29 novembre 2011, lo scrittore-giornalista Sebastiano Vassalli scriveva “oggi  la progressiva scomparsa di librerie. Come ai tempi di Augusto, quando a Roma le librerie diminuivano e nelle altre città dell’Impero i libri si vendevano negli  empori, insieme agli attrezzi agricoli e alle stoffe”.

Venerdì 25 ottobre 2013, Aldo Cazzullo sottolineava la crisi delle librerie indipendenti (cioè non facenti capo a catene di librerie) e denunciava la chiusura di librerie storiche come “Flaccovio” a Palermo, “Guida” a Napoli e “Edison” a Firenze, perché “i libri si vendono nei centri commerciali” . Alessandra Farkas , “Corriere della Sera” del 2 settembre 2010, denuncia, allarmata,  che il colosso delle librerie “Barnes& Noble” (720 punti vendita solo negli Stati Uniti) e la catena “Waterstore’s” (321 librerie , in Gran Bretagna ),  chiudono le librerie, in continuazione.

Quando la famosa “Libreria Rizzoli” della 57.ma Stada di New York ha chiuso –aprile 2014- i giornali hanno “pianto” sottolineando che “ una libreria che chiude i battenti è sempre uno spettacolo che mette tristezza, è un luogo di memorie che se ne va”. Questa tempesta che ha caratterizzato gli anni compresi tra il 2010 e il 2014, sembra che  inverta il suo trend:  nelle diverse città del mondo si aprono nuove libreie.  “Calano  i lettori –sono scesi al 42% gli italiani che leggono almeno un libro all’anno. Pochi. Pochissimi specialmente se si considera che in Germania sono l’82%, in Inghilterra il 76%, in Francia il 70%, in Spagna il 62%- ma non la spesa per la lettura.  

Le librerie (specialmente quelle indipendenti, tradizionali , caratterizzate dalla professionalità dei librai e dal valore aggiunto dato dalla loro vocazione per i rapporti interpersonali con i clienti)  riprendono linfa vitale e aumentano nei numeri. Addirittura il colosso mondiale dell’ecommerce  “Amazon” , dopo avere inaugurato a Seattle il suo primo negozio “fisico” di libri , si accinge ad aprire ben 400 librerie . Il  responsabile dell’Ufficio studi dell’ AIE-Associazione italiana editori- Giovanni Peresson,  a Venezia, venerdì 27 gennaio 2017, giornata conclusiva del “XXXIV Seminario di perfezionamento della Scuola per librai “Umberto ed Elisabetta Mauri”, ha esordito “entusiasti ma calmi, perché la barca non affonda ma sta navigando” per poi sottolineare che stiamo assistendo alla ripresa del libro cartaceo e delle librerie italiane  : all’interno della crescita del 2,3% del mercato del libro –che equivale a un valore di 1.283 miliardi di euro- la parte dei libri di carta è decisamente  predominante  – con una crescita, nel 2016,  dell’1,221% rispetto al 2015 con un fatturato di 1.221 miliardi contro i 62 milioni di euro prodotti da ebook e audiovisivi (e nonostante i titoli pubblicati siano stati 74.020 ebook – compresi i titoli del passato digitalizzati-  e 66.505 cartacei. Troppi. Anche perché la stragrande maggioranza è costituita da  libri “fasulli” di cui non si sentirebbe la mancanza ) . 

Quindi, assistiamo ad una grande ripresa-rilancio della carta e dei titoli cartacei. Non a caso, in questi ultimi tempi, sono stati pubblicati interessanti  studi e libri sulla carta e la sua storia : dalla sua scoperta in Cina, nel 105 d.C , ad opera dell’eunuco di corte Cai Lun , alla sua diffusione prima in Asia, poi in Spagna e da Granada in Italia, dove  a Fabriano, nell’XI secolo,  è nata e si è sviluppata l’industria della carta, con una quarantina di cartiere e una produzione di 5.000 fogli  al giorno , esportati a Bologna, Amalfi, Foligno, Lucca, in Lombardia e poi, via via , in tutto il mondo , Modena compresa , con le edizioni  del primo editore-stampatore modenese Domenico Rococciolo, che già nel 1495,  pubblicava i “preziosi” titoli delle sue edizioni “tascabili” . Da innamorato dell’arte libraria, da vero bibliofilo “modenese; Franco Cosimo Panini ha “sposato” il logo del Rococciolo ( che ricorda  il rosone Duomo di Modena) per le edizioni “Franco Cosimo Panini”.  Riprendendo il discorso dell’editoria cartacea e di quella digitale, parafrasando  l’ex Rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi , “libro e tablet non sono alternativi né rivali ma diversi perché il libro racconta, il tablet rendiconta” o, riprendendo quanto sottolineato nel documentato e coinvolgente libro del giornalista-scrittore americano  Mark Kurlansky, “ Carta. Sfogliare la storia” ( appena pubblicato da “Bompiani) , ricordiamo che “ il dominio della carta – dagli imballaggi ai pannolini , non è intaccato  nemmeno dall’avanzata del digitale. La carta tiene, resiste . E’ flessibile, sicura… Quella che si annuncia tra carta e digitale, non è una guerra, ma una civile convivenza. Come sempre, conclude Kurlansky, cambiamento e opposizione al cambiamento avanzano, dandosi la mano, vecchio e nuovo coesistono proficuamente”   . 

Così come tengono, anzi stanno avendo un notevole rilancio le librerie. Quasi dappertutto. Ma non a Modena:  negli anni 60 erano 12 e tutte felicemente operanti, attive. Anzi, nel 1962, quando Modena ha “inventato” e organizzato il primo “Festival del libro economico” (idea mutuata dal giornalista Gianfranco Corsini e dalle sue corrispondenze dagli Stati Uniti con i successi dei libri “pocket”) , con incontri degli autori presso la Sala Comunale della Cultura ma anche nelle biblioteche, nei circoli culturali e presso aziende  di Modena e provincia, le 12 librerie si sono consorziate ed hanno contribuito  al successo della manifestazione nazionale, delegando Piero Catellani (allora direttore della “Libreria Rinascita”) e Franco Rossi della “storica” Libreria “Muratori” a rappresentarle all’interno del Comitato organizzatore del festival stesso.  Negli anni 60, Modena aveva 8 gallerie d’arte tra le migliori, più attive in Italia (oltre alla “Sala comunale della Cultura” , c’era la famosa  “Saletta” del Caffè Nazionale, c’erano le gallerie “Mutina” di Mario Roncaglia,  “La Sfera” di Mario Cadalora , “La Darsena” della Leonelli e “La Fonte d’Abisso”  , specializzata sul Futurismo grazie ai suoi tre giovani ed entusiasti soci – la galleria, opera, ancora oggi a Milano a cura di Sergio Poggianella, che era uno dei tre soci “modenesi”-) Dicevamo che Modena, in controtendenza rispetto al resto del Paese, registra una costante crisi delle “vere” librerie. Sono rimaste quattro : tre  delle catene “Feltrinelli”, “Mondadori”  e “Ubik” e una –la più “antica” , “storica”- la “Libreria Muratori ” che, tra l’altro, è anche “Bottega storica”  ed è vanto della nostra città. Ebbene, dopo 59 anni al servizio della città, si accinge a chiudere i battenti. Come scritto sopra per la famosa Libreria “Rizzoli” di New York, “ una libreria che chiude i battenti è sempre uno spettacolo che mette tristezza, è un luogo di memorie che se ne va”.  E lascia un vuoto nella città e nei cittadini . Soprattutto perché la “Libreria Muratori” , in 59 anni di vita e attività, ha rappresentato una parte della storia di Modena.   Grazie prima alla proprietaria Zaira Malavolti Rossi (che, dopo essere stata direttrice della “Libreria Rinascita” in Piazza Matteotti,  ha aperto la sua libreria) e poi grazie al nipote della Zaira, Franco Rossi , che , giovanissimo ha cominciato come propagandista
scolastico per case editrici come “Paravia” , e solo in estate si aggiungeva tra i collaboratori della “mitica” Libreria “Rinascita” , strettamente collegata con il circolo culturale “Formiggini” (intestato all’editore  ebreo modenese che, prima di suicidarsi per le leggi razziali, ha dato vita a collane editoriali di grandissimo livello, come “i classici del ridere”) . Poi, dal 1958 , cioè 59 anni fa, Franco Rossi è sempre stato un punto di riferimento per i modenesi (i migliori clienti erano medici, ingegneri, architetti, professionisti , ma anche istituzioni come le Biblioteche “Poletti” “Estense” e , dagli anni 60, “Comunale” di Modena, di Castelfranco Emilia ecc) ma anche punto di riferimento per editori e dirigenti delle maggiori case editrici, da Arnoldo Mondadori (oltre un’ora  in libreria, nel giugno 1962), Giangiacomo Feltrinelli (da solo o con la moglie Inge, in più occasioni, sempre accompagnato dal suo responsabile commerciale per l’Emilia-Romagna, Sergio Budai e dall’allora suo magazziniere e fattorino , Romano Montroni, che, negli anni, è diventato direttore di tutte le Librerie “Feltrinelli” ed oggi è presidente del “Centro del Libro e della Lettura” che fa capo al Ministero Beni Culturali), punto di riferimento per Giulio Einaudi (due visite in libreria) e del suo direttore commerciale Roberto Cerati (che, alla morte, di Einaudi, è stato nominato presidente della casa editrice) Si potrebbe scrivere un libro sugli incontri di Roberto Cerati presso le migliori librerie d’Italia: di sabato veniva a Modena , per incontrarsi con Franco Rossi,  la domenica mattina era a Milano, per incontrare librai “storici” come  Cesarino Branduani , direttore della “Hoepli” e il dottore  Vando Aldrovandi,    “aristocratico” direttore della Libreria “Einaudi” di Via Manzoni.  Franco Rossi , innamorato della sua professione, spesso era polemico ed esprimeva le sue critiche costruttive agli editori, come ai tantissimi autori , che lo andavano a trovare presso la sua “Libreria Muratori”. Da Giulio Andreotti, ad Alberto Angela, Alberto Bevilacqua,  Enzo Biagi ,Giorgio Bocca. Sveva Casati Modignani,  Luciano de Crescenzo, Roberto Gervaso, Arrigo Levi, Margherita Hack, Laura Laurenzi con il marito Enzo Bettiza,  Valerio Massimo Manfredi,  Dacia Maraini, Marta Marzotto, Indro Montanelli, Giampaolo Pansa, Giuseppe Pederiali,  Giovanni Spadolini, Walter Veltroni, Sergio Zavoli, Guglielmo Zucconi. Con tutti si lamentava, avanzava critiche  , per cercare di migliorare il servizio (anche di informazioni e assistenza) alle librerie e ai loro clienti. Per ogni scrittore era un punto di riferimento  per avere suggerimenti sui titoli e sugli argomenti. Per esempio, Alberto Angela chiedeva sempre a Franco Rossi suggerimenti sui nuovi temi da sviluppare, sui   titoli ottimali ed anche giudizi-suggerimenti sulle copertine più indicate. Per bibliofili come Roberto Vacca era una preziosa miniera per cercare-trovare titoli “esauriti”. Perché Franco Rossi , quando gli editori richiedevano le rese di titoli da “mettere fuori catalogo”, rinunciando ad ottenere accrediti di lire, poi euro, li teneva nel suo magazzino che si sviluppa (ancora oggi) in modo tortuoso , come un lungo “serpente” all’interno dei palazzi del centro storico. Così che ancora oggi, la “Libreria Muratori” ha decine di migliaia di libri, “preziosi” e non più reperibili sul mercato.  Era il “veterano” dei librai dell’Emilia-Romagna, innamorato del suo mestiere , definito “ libraio gentiluomo” , caratterizzato dall’amore per i libri ma anche per i rapporti interpersonali. Era un uomo pieno di vita, di entusiasmo , cordiale e, da vero “geminiano” , ottimo  “narratore”  di storielle e barzellette .  Sempre al servizio dei suoi clienti che considerava come amici . Anche quelli che entravano per la prima volta in libreria.   E’ sempre stato consulente ed amico dei suoi clienti:   appena riceveva un libro novità, pensava a quale suo cliente poteva  interessare,  essere utile. Così portava le novità alla “Biblioteca Estense” trattenendosi a conversare con Franco Pirondi o con il dottore Ernesto Milano . Come portava e suggeriva  i libri novità a clienti come l’avvocato GianGiulio Cuoghi,  il pediatra Lanzoni , il gallerista Mazzoli (ha riconosciuto che gran parte della sua enorme biblioteca gliela ha fatta Franco Rossi) , Giuliano Della Casa , luminari della medicina come Coppo e  De Gaetani, a dirigenti delle istituzioni come il dottor Apruzzese  ,  come il prefetto Stingone . E via di seguito.  E’ stato un vero libraio-consulente degli autori, degli editori e, soprattutto, dei suoi clienti modenesi i, che, spesso, passavano ore ed ore presso la libreria “Muratori” per sfogliare i libri-novità ma anche per conversare-chiacchierare con il “gentiluomo dei libri” Franco Rossi. Di lui , molti modenesi hanno ancora un bellissimo ricordo e tanta gratitudine. Tra i tanti messaggi, scegliamo un ricordo di Valerio Massimo Manfredi (“leggere è il cibo della mente”, “leggere può cambiare la vita” Sono due slogan di due campagne istituzionali volute dalla Presidenza del Consiglio. Gli antichi romani amavano leggere… apprezzavano anche  le gioie dello spirito e frequentavano le numerose librerie –taburnae librariae- . Perché le librerie sono luoghi di civiltà. Ma per assolvere appieno la loro funzione civile, socio-culturale e potere concorrere a fare di un abitante un cittadino, le librerie hanno bisogno di essere gestite-condotte-promosse da uomini che credono nella fondamentale e delicata funzione del libro come veicolo di cultura, come ascensore sociale. Uomini colti, ma soprattutto gentili, disponibili e che esercitano la loro professione con umiltà, con professionalità ed entusiasmo , come consulenti al servizio dei lettori, dei loro clienti, dei cittadini” ) e  una annotazione del giornalista modenese di Sky Sport  (da anni trapiantato all”estero) Marco Nosotti che proprio su “La Gazzetta di Modena” , ha concluso il suo ricordo della nostra città , identificando Modena con la “Libreria Muratori” e scrivendo “Ho comprato lì l’Antigone di Sofocle che mi portavo sempre dietro in ritiro , tanto sapevo di non giocare, almeno studiavo il greco. Poi” Vecchi Tempi” di Harold Pinter che recitai pure a teatro sul palco del San Geminiano. Mi ha addolorato sapere che Franco Rossi ci ha lasciato, era un uomo di una sensibilità speciale” . Un altro messaggio a commento della scomparsa (quasi  due anni fa) di Franco Rossi dice “ l’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare” ,  nel ricordo dell’amata sorella Ivana (vissuti insieme gli ultimi anni della vita di Franco) si legge, tra l’altro “ con il sorriso, la forza, la serenità che l’hanno accompagnato tutta la vita, ci ha salutati per l’ultima volta” . In un messaggio scritto “a caldo” cioè 28 minuti dopo la morte di Franco Rossi , la cliente, estimatrice Marianna Grandi, ha scritto “la mia generazione è forse l’ultima ad avere avuto la fortuna di conoscere personaggi e angoli di Modena che sono diventati storici e che ora non esistono più. Il signor Franco è stato uno di questi riferimenti…. ricordo tutte le volte che gli ho rotto le scatole quando lavoravo in biblioteca, ma le sue risposte erano sempre col sorriso, anche dopo mezz’ora di richieste e indecisioni. Sono assenze che mancheranno nel cuore e nella storia di noi modenesi… è stato un onore averlo conosciuto!”  . Con la morte di Franco Rossi, Modena rischia di perdere un altro “pezzo” della sua storia.  La sorella Ivana e la sempre presente collaboratrice Annalisa Ronuncoli  (Lisa per Franco) non se la sentono più di continuare  . Così Modena rischia di chiudere un’altra sua libreria, la più “vecchia”, una delle gloriose “botteghe “storiche “ dell’Emilia-Romagna Modena dal 1605” La sorella Ivana non accusa nessuno.  Soltanto si limita a considerare :  “il  g
raduale declino del centro storico , una volta cuore pulsante della città” Per poi aggiungere:  “Abbiamo migliaia di libri nei vari magazzini” Rischiano di essere dispersi come la tradizione di questa libreria “Bottega storica” di Modena.  Pur sapendo che il Sindaco  non può trasformarsi in un mago e fare uscire dal cappello una soluzione,  gli abbiamo chiesto una testimonianza, un contributo di ricordi e di idee. Giancarlo Muzzarelli  ci ha detto.”    

Franco Rossi era noto a tante e tanti modenesi per la sua competenza e capacità, evidenti a chiunque entrasse nella libreria Muratori.

Le statistiche ci dicono che si legge poco nel nostro paese, ma Modena resta una città in controtendenza, con una rete di biblioteche pubbliche, a partire dalla Delfini a Palazzo Santa Margherita, molto frequentate ogni giorno e con un catalogo librario ricco e di grande qualità, e con diverse librerie presenti, alcune storiche ed altre inaugurate da pochi anni.

Personalmente, credo che la Muratori sia una ricchezza per la nostra città, innanzitutto per il suo grande e prezioso patrimonio librario e, non secondariamente, per la sua funzione culturale, di punto di incontro tra chi cerca un testo e vuole consigli da parte di librai che mettono passione e intelligenza.

Mi auguro quindi che possa proseguire la tradizione ormai sessantenne della Muratori.

Modena è una città di cultura, ed è un bene che anche i luoghi di cultura mantengano il loro posto nel cuore della città” .

  Una soluzione (forse) potrebbe essere la nascita di un altro libraio innamorato del suo mestiere , con la passione e la competenza-professionalità di Franco Rossi , che, spesso, ricordava una frase di suo nonno:     “ ricordati Franco che è inutile girare il mondo. Tu stai in libreria e il mondo ti gira intorno”.

 E Franco Rossi è stato in libreria per quasi sessanta anni: due , di apprendistato e come aiutante presso la Libreria Rinascita diretta dalla zia Zaira Malavolti Rossi,  e ben 57  alla guida della “storica “ libreria Muratori”, che sta per “festeggiare” i 60  anni di vita e attività. Sempre che non chiuda i battenti.                                                                                                                                        

                                                                                       

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