FOX BOMPANI, APERTURA STATO DI AGITAZIONE E DICHIARAZIONE DI SCIOPERO

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Il 21 ottobre scorso si è svolto l’atteso incontro tra la Rsu, la Fiom di Ferrara e Modena e la direzione aziendale di Fox Bompani.

La discussione non ha trovato nessuna soluzione alle problematiche create dall’azienda nel corso degli ultimi mesi e ne ha messo in luce la totale inaffidabilità.

Gli argomenti sollevati dall’azienda sono quelli che ciclicamente mette sul tavolo quando la propria attività gestionale non porta risultati: non sostenibilità del costo del personale, scarsi livelli di produttività e scarsi livelli di efficienza imputati al personale.

Su queste basi l’azienda si spinge talmente avanti da arrivare a paventare la messa in discussione della convenienza di mantenere la produzione dello stabilimento di Ostellato (Ferrara), con i relativi rischi anche per la struttura di Modena. In tutto, tra Modena e Ostellato sono impiegati circa 140 lavoratori, compresi i somministrati.

Gli argomenti dell’azienda non sono accettabili e devono interessare l’intero territorio, compreso il sistema istituzionale a ogni livello.

La questione dalla quale bisogna partire riteniamo sia rappresentata dal sistema di relazioni sindacali e dal clima aziendale creato ad hoc dall’impresa.

L’azienda ha deciso di non dare risposte alla Rsu, alla Fiom e ai lavoratori rispetto alle diverse richieste e di avviare una stagione di contestazioni disciplinari per riportare “ordine e disciplina”, nel totale disordine produttivo e organizzativo aziendale, arrivando addirittura a prevedere per un delegato sindacale “trattamenti speciali”, che rievocano pericolose strategie conflittuali del passato. L’azienda scarica la responsabilità delle inefficienze organizzative sui lavoratori.

I sindacati chiedono che il sistema di relazioni sindacali torni a un livello di confronto utile.

La contrattazione aziendale conquistata in Fox Bompani dal 1971 è sotto attacco. L’azienda arriva a mettere in discussione l’esistenza di contratti aziendali che sono costati centinaia di ore di sciopero nel corso degli anni e che hanno contribuito a fare la storia della contrattazione sull’intero territorio modenese e ferrarese.

La decisione assunta dall’azienda di non riconoscere più i trattamenti salariali aziendali ai lavoratori somministrati rappresenta una violazione grave delle previsioni normative e contrattuali. Il salario perso da ciascun lavoratore somministrato sarà ricompreso tra i 200 e i 300 euro mensili. Ciò non è accettabile in un mercato del lavoro fatto di pari tutele e di uguaglianza.

Inoltre, la disponibilità espressa dalla direzione di confrontarsi sulla contrattazione aziendale in essere, si è rivelata strumentale alla volontà di metterla poi in discussione per la totalità dei lavoratori.

La risposta della Rsu, della Fiom, della Cgil e di Nidil e dei lavoratori è solo una: la contrattazione non si tocca per tutti i lavoratori e non accettiamo nessun tentativo di mettere in contrapposizione tra di loro i lavoratori.

Anche le Agenzie per il Lavoro cui la Bompani si appoggia devono avere la consapevolezza dei rischi che corrono rispetto alle contestazioni e alle richieste rivendicative relative.

Sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro è ormai dalla sottoscrizione di uno degli ultimi accordi sindacali, quello del luglio 2014, che la Rsu e la Fiom sollecitano l’azienda all’avvio del confronto rispetto alla ridefinizione delle postazioni, dei bilanciamenti e dei volumi produttivi per un miglioramento complessivo.

In oltre 6 anni l’azienda in maniera ciclica rinfaccia livelli non adeguati di produttività e di efficienza, ma senza agire mai nel rapporto con la Rsu per rivedere l’organizzazione del lavoro.

I sindacati chiedono garanzia della contrattazione aziendale per la totalità dei lavoratori, compresi i lavoratori somministrati. Ritiro delle contestazioni disciplinari e dei provvedimenti disciplinari adottati. Apertura di un tavolo di confronto sulle tematiche organizzative e gestionali, sgombro dalle questioni di cui sopra e teso a una discussione utile e costruttiva per la garanzia del futuro dell’attività produttiva.

Per questi motivi la Fiom, la Cgil, Nidil e la Rsu proclamano l’apertura dello stato di agitazione e dichiarano un pacchetto iniziale di 24 ore di sciopero che la Rsu gestirà entro il 20 novembre 2020.

Tali iniziative di sciopero sono aggiuntive a quelle che verranno dichiarate per la vertenza aperta per il rinnovo del Contratto Nazionale dei metalmeccanici.

 

 

Fiom Ferrara e Modena

Cgil Ferrara e Modena

Nidil Ferrara e Modena

Rsu Fox Bompani

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