Fotografie da ritagliare

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Non è facile essere coraggiosi. Perché il coraggio è attributo raro, che non appartiene alle spacconate o alle azioni temerarie, ma è nelle azioni comuni degli individui comuni …
art. di Maria

 

Si dice  che Aldo Fabrizi, grande attore, davvero a torto confinato, almeno negli ultimi anni, nel clichè di comico grasso e semplicione, avesse una curiosa abitudine. Da ogni fotografia, nella quale compariva insieme a Federico Fellini, ritagliava  quest’ultimo, escludendolo,  con quel gesto, dalla fotografia e allo stesso modo, dalla sua memoria e dalla sua vita.

Il grande regista, il vecchio amico per la pelle, l’aveva dimenticato e  tradito… un grande dolore per Fabrizi, delle cui doti drammatiche sia il regista riminese, sia molti altri grandi, come Rossellini, erano ben a conoscenza.

Ben diverso il gesto compiuto in una scuola della Lucania, quando, per la foto ricordo di fine anno, la scolaresca ha posato due volte…la seconda volta, quando la bimba Down che faceva parte della classe era assente. Questa foto è divenuta ricordo ufficiale, perchè ritenuta probabilmente più rappresentativa. Ho appreso da Bice questa poco lusinghiera notizia, un gentile  lettore  l’ha inviata in redazione, per la rubrica I lettori di Bice oggi consigliano. L’ho poi ritrovata in molti altri siti;in calce aggiungo il link a uno dei migliori.

Ho una stretta al cuore per questa esclusione, per i genitori e per gli amici di questa bambina, e ho   un moto di insopprimibile  indignazione per  chi ha fatto questa scelta, arrampicandosi poi sugli specchi in giustificazioni cui è difficile dare credito…foto ripetuta perché  “venuta male”,  etc.

Due episodi, con persone escluse da fotografie, con motivazioni opposte.

Inqualificabile, l’episodio della scuola lucana, tristissimo quello di  Fabrizi.

Quest’ultimo, anche se a qualcuno sembrerà un gesto  puerile, arrivo a capirlo…perché rivela sofferenza e delusione, per la perdita di un’amicizia, per il tradimento professionale, gesto che mi fa pensare che, in fondo, tutti noi, e per i più vari motivi,  qualche volta nella vita abbiamo tentato di cancellare qualcuno da una fotografia. Qualcuno che ha deluso le nostre aspettative di cittadini, o che ci ha fatto del male, o qualche persona che aveva la nostra  fiducia e che si è rivelata  incredibilmente diversa, gretta, meschina e vile, o ha  mancato di rispetto verso qualcuno a noi particolarmente caro e amato. Inoltre, vivendo in piena era di  fotografia digitale, rispetto a Fabrizi, noi saremmo anche avvantaggiati, non servirebbero nemmeno le forbici, ma solo qualche colpetto col mouse, per fare piazza pulita.

Ma non esistono forbici e mouse per le fotografie che abbiamo nell’anima. E quello di cancellare, o sforbiciare via qualcuno, se vogliamo, è un atto di resa, non degno di persone coraggiose come ciascuno di noi è chiamato ad essere.

Ma non sembra facile essere coraggiosi. Perché il coraggio è attributo raro, che  non appartiene alle  spacconate o alle azioni temerarie, ma è nelle azioni comuni degli individui comuni …gli eroi della porta accanto.

Il coraggio morale di opporsi alle ingiustizie e alle mistificazioni, il coraggio di manifestare le proprie idee anche rischiando di essere impopolari  e derisi. La maestra di sostegno, che in bella mostra  sorride dalla foto di classe, anche senza la sua alunna, avrebbe dovuto, a costo di scontrarsi con le sue colleghe, rifiutarsi di comparire in una foto nella quale la piccola che lei seguiva (e grazie alla quale lavorava) era assente. Avrebbe dimostrato coraggio e avrebbe dato una lezione non solo ad esse, ma anche e soprattutto ai bambini, ai quali è inutile insegnare,  a parole,  una inesistente o sommaria solidarietà.. Una di quelle lezioni che nella vita servono tanto quanto quelle di Italiano, di Matematica o di Scienze…Avrebbe impartito una preziosa lezione, dicendo loro che ben altre persone, rispetto ad una innocente bimba Down dovrebbero essere tolte dalle fotografie, a cominciare dai faccendieri, dai delinquenti, dalle signore e signorine di piccola virtù, dai collusi e dai corrotti che colà abbondano, magari in concentrazione maggiore rispetto al resto d’Italia.

Avrebbe meritato il nobile titolo di “insegnante” del quale sicuramente va fiera.

Poi, come accade sovente, magari le avrebbero reso la vita impossibile? E allora avrebbe dovuto inondare di comunicati non solo i media della natia Lucania, ma i media nazionali…raccontando questa vicenda e le conseguenze personali  delle sue coraggiose parole.

Attendiamo fiduciosi che, ad esempio,  Striscia la notizia, anziché dedicarsi al perizoma appena intravisto di una signora vigliaccamente inquadrata di spalle, si occupi di questa vicenda.

Guadagnerebbe qualche punticino, dopo averne persi molti.

 

Maria

(Riproduzione Riservata)

 

 

 

http://www.fanpage.it/alunna-down-esclusa-dalla-foto-ufficiale-di-fine-anno-per-lei-una-foto-a-parte/

 

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