Forza Italia a Modena

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E’ iniziata La Notte dei lunghi coltelli ? Due fazioni alle prese in una lotta interna che si prospetta lunga. Su questo tema pubblichiamo il punto di vista di Danilo Mancini, Presidente del Circolo della Libertà di Prignano

Il popolo del centro destra modenese assiste negli ultimi tempi ad un apparente sdoppiamento della struttura politica forzista tra mille accuse.

Improvvisamente, ma si sa i tempi della politica oggi sono talmente rapidi da lasciare sconcertati tutti i cittadini che non vivono la politica da attori ma da spettatori, una struttura politica da sempre guidata dall’On. Bertolini Isabella e dal consigliere regionale Leoni Andrea è stata a loro sottratta dai vertici nazionali: cito il Carlino del 4 febbraio 2008:

 

Bettamio: «Tutto regolare nella nomina dei vertici»

«RICONFERMO la validità statutaria e procedurale della nomina dell’avvocato Gian Paolo Lenzini a commissario straordinario di Forza Italia a Modena, così come è stato deciso e comunicato da parte del coordinatore nazionale onorevole Bondi». Con queste parole il coordinatore regionale senatore Giampaolo Bettamio ha tagliato corto sulle polemiche intervenute dopo la notizia choc della nomina di Lenzini a commissario. «Un partito che in sede nazionale ottiene il 30 per cento dei voti e che ha un leader come Silvio Berlusconi — ha aggiunto Bettamio — non può avere un struttura e una presenza cosi modeste come quelle esistenti in una provincia ricca e importante come Modena. E il fatto che ci troviamo in una provincia tradizionalmente ‘rossa’, deve costituire non un alibi ma uno stimolo a fare di più e a essere maggiormente presenti sul piano non solo politico, ma anche associativo e nei rapporti con le organizzazioni economiche.>>  

 

Allora il popolo del centro-destra modenese, di fronte a un cambiamento così inaspettato, se ne chiede le ragioni e si immagina o teme o spera in quel che potrà accadere domani, alla fine della lite in corso.

Vorrei provare a dare una lettura di quanto sta accadendo, e fare una previsione di quanto accadrà, pronto a cospargermi il capo di cenere se i miei ragionamenti non si verificheranno.

Preciso subito che il sen. Bettamio ha compreso che la gestione del principale partito del centro destra modenese di cui fa parte è stata in questi anni deficitaria soprattutto dal punto di vista del contatto con la gente. E’ esperienza di tanti cittadini l’isolamento dei vertici forzisti modenesi, praticamente inavvicinabili dai più se non in occasione mondane come la cena degli auguri di Natale o i sempre meno frequenti convegni politici.

Molti cittadini in questi anni si chiedevano dov’era Forza Italia, salvo qualche spot sui giornali di quei tre o quattro personaggi eletti, mancava il contatto vero, quello quotidiano con i cittadini elettori e simpatizzanti. All’avvicinarsi delle elezioni si vedevano sempre quei pochi riapparire dalle nebbie padane, e sempre quegli stessi pochi essere i perenni candidati a tutte le elezioni, quasi che Forza Italia non esprimesse decine di migliaia di voti nella nostra provincia e di conseguentemente tantissimi possibili candidati alternativi ai soliti nomi.

Questo è il passato.

Il presente è fatto di due blocchi, quello sopra nominato (il blocco storico modenese) che non riconosce le disposizioni del segretario nazionale Bondi Sandro, e si nasconde dietro motivazioni di procedure interne ai regolamenti del partito.

Mi chiedo e gli amici si chiedono: ma come si può vivere all’interno di forza Italia e dirsene componenti, sconfessando poi le decisioni del segretario nazionale?

Il secondo blocco che si fronteggia muro contro muro , è quello del nuovo responsabile Lenzini , del sen. Bettamio che è anche il segretario regionale , e del segretario nazionale Bondi Sandro. Oggi, giorno del fallimento del tentativo Marini di formare un governo balneare e della probabile tornata elettorale politica del prossimo Aprile, entra in campo una vera forza nuova e vecchia contemporaneamente che si inserisce in questa vicenda e rischia di essere l’asso pigliatutto: proprio questa sera l’on. Giovanardi ha confermato la sua uscita dall’UDC per confluire nel partito del popolo della libertà che si costituirà dalla fusione tra forza Italia e i circoli della Brambilla, ma anche di tante altre realtà oggi divise in partiti e movimenti del centro destra.

La presenza di Giovanardi già si era sentita pesantemente proprio al momento della nomina della presidente provinciale dei circoli della Brambilla, la sua amica ed ex addetta stampa Borghi, e certamente ha avuto un peso non trascurabile nella nomina di Lenzini, ex sindaco democristiano certamente non sconosciuto e gradito all’ex ministro Giovanardi.

D’altra parte Giovanardi porta nel nuovo partito berlusconiano una parte non piccola dell’udc, certamente una quota maggiore di quella che Tabacci e Baccini hanno esportato dall’UDC con la loro fuoriuscita e la contemporanea fondazione del nuovo soggetto politico “”La Rosa Bianca”” , di cui sentivamo il bisogno essendo il panorama politico italiano poco variegato e per nulla frammentato.

Cosa avrà chiesto Giovanardi a Berlusconi al momento della sua confluenza?

Non dico che il suo pensiero principale sia quello di Modena, ma c’è da scommettere che tra le altre richieste ce ne sarà stata una che riguarda la nostra provincia che è anche la sede della sua casa.

Inoltre a complicare la vicenda c’è il ruolo poco chiaro politicamente del consigliere regionale Leoni, che come ho letto sul Carlino ieri e ha fatto notare la signora Vecchi consigliere comunale a Modena:

Leoni è uscito dal gruppo consigliare di Forza Italia in regione costituendo assieme ad altri regionali il gruppo delle libertà che fa capo alla Brambilla, ma invece continua ad essere capoguppo forzista nel consiglio comunale di Modena

E qui i casi sono due, o i suoi colleghi consiglieri modenesi non hanno aderito alla sua richiesta di fare un gruppo a Modena analogo a quello regionale, o Leoni cerca di tenere i piedi in due scarpe, ma così aumenta non poco la confusione sul suo ruolo politico e nella testa dei forzisti modenesi, e allora il commissariamento forse nasce proprio dalla necessità di dare una risposta politica a questo comportamento incoerente.

Probabilmente delle due ipotesi è vera la prima, infatti ricordo bene che Leoni chiese pubblicamente sul giornale all’inizio della sua fuoriuscita dal gruppo forzista regionale di fare lo stesso a tutti i consiglieri di forza italia  della provincia e dei comuni , di dar vita cioè ai gruppi della libertà nei loro consigli sciogliendo i gruppi forzisti, ma se non mi sbaglio a Modena nessuno ha aderito alla richiesta, lasciando Leoni e gli altri transfughi con il classico cerino acceso in mano.

 

A rovesciare tutte le carte del mazzo arriva in questi giorni la crisi di governo e le imminenti elezioni di aprile, che rianimano il vecchio gruppo dirigente che secondo me pensa, forse non sbagliando, che in tempi elettorali gli animi si placano e si cerca l’armonia interna ai partiti, evitando che sulla stampa che le fazioni si scannino reciprocamente abbassando il gradimento elettorale.

Quindi mi aspetto una pace apparente con braci che coveranno sotto la cenere, qualche dichiarazione buonista sui media di ritrovata serenità e comprensione reciproca tra le due fazioni del tutto falsa e che verrà sconfessata due giorni dopo i risultati elettorali di aprile.

La battaglia tra le due fazioni sarà lunga, e il nuovo partito che uscirà dalla riunione di tante anime, il partito del popolo della libertà, forse sarà la vera soluzione ai mal di pancia che affliggono i forzisti in questi giorni.

 

Presidente del Circolo della Libertà di Prignano

 

(La Notte dei lunghi coltelli: :in tedesco: Nacht der langen Messer, 2930 giugno1934 fu l’epurazione nazista dei vertici delle Sturmabteilung (SA) e degli oppositori politici di Hitler; si ritiene che tra le 77 (dato ufficiale) e le 400 persone, alcuni storici portano il numero ad oltre 1.000,  siano state assassinate. NDR )

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