FORTUNATO DEPERO”: DOMANI E’ ULTIMO GIORNO PER AMMIRARE IL SUO FUTURISMO A MODENA

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Fino a domani, sabato 11 novembre, sono ancora visibili a Modena, presso lo studio di consulenza Art Consulting in via Carlo Farini 56, oltre venti opere dell’eclettico artista esposte al pubblico modenese per la prima volta. Olii, acquerelli, arazzi e disegni preparatori di uno dei più importanti rappresentanti del futurismo in una mostra, a ingresso gratuito, a cura di Marco Bertoli 

C’è tempo fino a domani sabato 11 novembre per ammirare uno scorcio sulle opere dell’artista futurista, che va dal 1917 al 1947, esposto nell’ambito della mostra “Fortunato Depero”, trent’anni di produzione “eclettica e pirotecnica” come la definisce lo storico dell’arte Maurizio Scudiero che ne ha curato il catalogo.
Un’occasione unica per ammirare una selezione di 26 opere di Depero (Fondo30 marzo 1892 – Rovereto29 novembre 1960) provenienti da prestigiose collezioni private, in una mostra a ingresso gratuito, presso lo studiodel curatore modenese Marco Bertoli in via Carlo Farini 56. Arazzi, acquerelli, collage e tarsie di panni e stoffe colorate, olii e disegni preparatori, oltre agli studi per celebri manifesti pubblicitari e a copertine di riviste: una panoramica di trent’anni di attività, con pezzi che vanno da “Costruzione di gobbo” (1917, matita e acquerello su carta) a “Danza di coni” (1947 circa, matita e inchiostro su carta), dalla serie di collage di carte colorate dedicata ai “Numeri” (del 1926 circa), alle “Donne del tropico” (1945, olio su tavola).
Tutte opere selezionate da Bertoli – consulente per la casa d’aste Christie’s a New York e Londra dal 2005 – che, fino a sabato, saranno eccezionalmente visibili al pubblico: dai primi “arazzi” futuristi, in realtà mosaici di stoffe colorate (da non perdere il progetto esecutivo per arazzo “Cavalcata fantastica” del 1920), ai numerosi studi per manifesti pubblicitari come quelli per la Campari, per cui Depero nella sua carriera ha realizzato centinaia di proposte. Tra gli altri in mostra “Anche il gatto beve il Campari” del 1927 e alcuni studi per il “Numero Uno Futurista Campari” del 1930-31 (realizzati già a iniziare dall’anno precedente), perchè “L’Arte dell’avvenire sarà potentemente pubblicitaria” scrive Depero nel suo “Manifesto dell’arte pubblicitaria”, sempre del 1931, fino alle copertine di prestigiose riviste, realizzate nel periodo newyorkese come “Vogue” del 1930, o subito dopo come “La Rivista” del 1930-31.
Sia sul versante della grafica pubblicitaria che in quello della realizzazione delle copertine Depero rimane fedele a una continua rivisitazione iconografica: i personaggi delle sue opere sono costituiti da forme piatte e stilizzate provenienti dal mondo del teatro. Per conferire dinamicità alle composizioni ricorre quasi sempre all’espediente di un certo diagonalismo. Figura geometrica utilizzata per eccellenza è il parallelepipedo: luci e colori sono giocati su forti contrasti, con una predilezione nell’uso del bianco, del nero e del rosso, con un approccio aggressivo che ha influenzato una buona parte della grafica pubblicitaria successiva. Così come non si può non notare l’influenza che opere come “I gondolieri (o coleotteri veneziani)” del 1924-25, esposti in mostra, hanno avuto sull’arte seriale di Andy Warhol.
 
A DISPOSIZIONE UN VASTO REPERTORIO FOTOGRAFICO AL SEGUENTE LINK:
 
www.marcobertoli.com
 
Info:
Periodo: fino all’11 novembre 2017
Ingresso: gratuito
Dove: Studio Marco Bertoli – Art Consulting
via Carlo Farini 56, Modena (terzo piano)
Orari: al lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
059. 222.866
Catalogo: a cura di Maurizio Scudiero
 
Ufficio Stampa MediaMente
Luisa Malaguti
347.1178546

 

 
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