Formare i nuovi politici e amministratori

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Circa 15 anni fa iniziò in Italia una lunga fase di transizione politica e istituzionale che qualcuno chiamò con molto ottimismo, seconda Repubblica.

Come si concluderà questa transizione non si sa. Oggi siamo  di fronte ad un nuovo tempo politico. Insieme a nuovi partiti, si affaccerà sulla scena politica una nuova generazione di politici e di amministratori. La data del 14 Ottobre può darsi che segni la nascita di questo nuovo inizio.

Un nuovo tempo che da principio potrà apparire come il mimetismo del vecchio che ritorna ma inevitabilmente e giustamente, sarà caratterizzato da una nuova classe dirigente che avanza.

Una nuova classe politica in parte figlia od erede di quella del 900, ma in larga parte connotata da caratteri nuovi che si possono riassumere, a mio avviso, da una mescolanza d’inesperienza da una parte ma di gran vivacità culturale e innovativa dall’altra.

Il dopoguerra ha già avuto un momento analogo a questo, quel “sessantotto” che dietro la parola d’ordine, “contestazione”, produsse, bene o male, una  nuova classe dirigente che mescolata con quella uscita dalla lotta di Liberazione ha governato il paese e le istituzioni locali praticamente fino ad ora.

A quarant’anni esatti di distanza il fenomeno si ripresenta. C’è una nuova generazione che si sta predisponendo a governare il paese in un ambiente politico e partitico profondamente modificato.

A Modena  tra il 2009 e il 2010 ci sarà da rinnovare o confermare oltre un migliaio di amministratori locali al netto dei  cosiddetti “secondi” grado e cioè di quegli amministratori di società di diretta o indiretta emanazione dalle pubbliche amministrazioni. A prescindere dalla competizione politica e dalle capacità d’ogni singolo candidato e dai criteri di selezione delle singole forze politiche, esiste un problema di preparazione di base dei futuri politici. C’è un problema di conoscenza dei meccanismi di governo, dei differenti livelli di responsabilità che determinati ruoli richiedono, c’è bisogno di conoscere  i poteri e le competenze di un ente piuttosto che un altro. Dunque, al di là della decisione finale di candidarsi in una lista piuttosto che in un’altra, c’è bisogno di una formazione politica e amministrativa , trasversale, all’altezza dell’impegno che ci si dovrà assumere.

Una volta la formazione politico-amministrativa si faceva sul campo, giorno dopo giorno, e l’eventuale incompetenza era nobilitata dalla passione politica. I tempi sono cambiati, il governo della cosa pubblica è più complesso. La passione politica è condizione necessaria per governare un ente elettivo  ma non è più sufficiente.

Oggi non ci si può improvvisare  amministratori della cosa pubblica a cuor leggero, solo portando un breve curriculum di militanza partitica a prescindere da alcune conoscenze e competenze di base.

Per questo, e vengo alla proposta non del tutto disinteressata, potrebbe essere utile costruire un corso di formazione politico-amministrativa, eventualmente strutturato in più moduli, da offrire sia alle nuove generazioni che intendono aspirare a diventare amministratori pubblici sia a coloro che già lo sono e che intendono continuare ad esserlo.

Modena Formazione e gli altri Centri di formazione di  emanazione pubblica  potrebbero progettare una iniziativa di questo tipo, proporla e organizzarla su tutto il territorio modenese.

Un progetto che potrebbe essere realizzato in collaborazione con la stessa ANCI l’associazione dei Comuni e l’URPER l’associazione delle Provincie e trovare un sostegno dalla stessa  Regione  utilizzando le numerose competenze che esistono sia nelle Università che dentro alle stesse Pubbliche Amministrazioni.

 

 

 

Presidente di Modena Formazione

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