Forconi e ferri da calza

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La possibile escalation della protesta pacifica dei forconi in qualcosa di ben peggiore…l’indifferenza dei cittadini di fronte alla violenza indiscriminata, pur di spazzare via una classe politica imbelle, perniciosa e squallida.

Credo che   alti papaveri, potenti e potentini,  protagonisti e comparse, politici di “peso” e semplici peones… tutti…dovrebbero  stare attenti. L’hanno tirata troppo, la corda e, per quanto straordinariamente resistente,essa  si è, tuttavia, logorata.

I cittadini sono oppressi  in modo intollerabile ormai  dallo stillicidio continuo di notizie ora luttuose come i suicidi di lavoratori, imprenditori, giovani disoccupati…ora scandalose e meschine, come  gli appalti pilotati, le mazzette intascate dai politici, la corruzione di vari alti funzionari, come gli aumenti insopportabili, di balzelli di ogni tipo…ora insultanti e vergognose, come la negazione di assistenza  e servizi indispensabili agli italiani, per privilegiare, di contro, il mantenimento  di una massa crescente e ingestibile di clandestini, rifugiati, richiedenti asilo, tanti signori “Nessuno”  privi di documenti ma  forniti di prepotenza e di pretese…ora  squallide e al limite della farsa, come le promesse di una nuova legge elettorale, come  i proponimenti di diminuire i costi della politica, come lo sfoltimento degli scranni  fin troppo affollati …ora allarmanti, come certe inquietanti e incomprensibili sentenze  che premiano il delinquente  e  puniscono la vittima .

Tutto questo mentre  la morsa della crisi  non accenna a diminuire, mentre la sicurezza  nelle nostre città  diventa sempre più difficile, mentre le difficoltà dei singoli, delle imprese e dello Stato, in generale, aumentano in  modo costante.
Gli italiani sono sfiniti. Potrebbero, dai metaforici forconi passare ai ferri da calza…Quelli delle tricoteuse, in testa quella  madame Defarge immortalata da Dickens, che  tranquillamente  sferruzzavano, assistendo, in prima fila, per tutto il giorno, alle esecuzioni in massa,  con la ghigliottina.

Come allora, quando la misura è davvero colma, il popolo diventa una bestia acefala e tutto, il buono e il cattivo, senza discriminazione, senza valutazione, viene abbattuto e distrutto.

Sono trascorsi oltre duecento anni, da quella Rivoluzione Francese che nel sangue ha  affogato tanti inutili parassiti…ma anche persone giuste, tanti uomini onesti, vittime del popolo inferocito,  dell’esasperazione, che acceca e fa ricorrere alla violenza. Ho paura e orrore di questo, perché abbiamo, tutti, come singoli e come nazione, pagato un prezzo altissimo di ogni sofferenza. Sarebbe incivile e inaccettabile, far parlare la violenza, e non il diritto, e sarebbe infinitamente ingiusto, verso  i nostri genitori, i nostri nonni…che con la loro vita, e con  la loro morte, hanno salvato l’Italia e ci hanno permesso di vivere liberi.

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