“FLEE” CANDIDATO ALL’OSCAR IN SALA TRUFFAUT VENERDÌ 18 MARZO

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Imperdibile prima visione esclusiva in sala Truffaut venerdì  18 alle 21.15. In programma il bellissimo film di animazione “Flee” del danese Jonas Poher Rasmussen (Danimarca 2021, 89’), che ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, oltre a numerosi altri premi internazionali (Sundance, Critics Choice Awards, European Film Awards, National Board). Amin Nawabi è un accademico danese trentenne di origine afghana. Facendo ricorso all’animazione, il film segue la sua vita nel presente – la relazione col fidanzato, l’ambizione professionale, la difficoltà ad avere una vita stabile – e ascolta dalla sua voce il passato a lungo taciuto: l’infanzia in Afghanistan nel 1984, l’arresto del padre, la guerra civile dopo la ritirata dell’Urss, la fuga a Mosca nei primi anni ’90 con madre, fratello e due sorelle, un viaggio della speranza verso la Svezia e una deportazione, le attese infinite e poi, infine, l’arrivo in Danimarca con una storia familiare inventata come sola condizione per essere accettato in quanto rifugiato. Chi è veramente Amin? E come riuscirà a fare i conti con la sua storia familiare? La ferita interiore di un uomo è tradotta visivamente dal film con un disegno animato vario, che dal realismo dei dialoghi e del racconto documentario passa al tratto indefinito e impressionista dei traumi, del dolore senza volto e senza voce, se non quella dell’urlo indescrivibile del potere e del male.

 

“IL RITRATTO DEL DUCA” SABATO 19 E DOMENICA 20 MARZO IN SALA TRUFFAUT

 

In programma in sala Truffaut sabato 19 alle 21.15 (versione originale con sottotitoli italiani) e domenica 20 marzo alle 18.15 e 20.30 (in versione italiana)  il film di Roger Michell “Il ritratto del Duca” (Gran Bretagna 2020, 96’). Newcastle, 1961. Kempton Bunton ha 60 anni e qualcosa da dire, sempre contro il governo, contro la stupidità, contro l’ingiustizia sociale soprattutto che combatte come Robin Hood nella contea di Nottinghamshire. Ma la battaglia più strenua è quella domiciliare con sua moglie, una donna inasprita dalla vita e dalla morte prematura della loro figlia. Kempton scrive drammi che nessuno leggerà e si batte con la BBC per abolire il canone agli anziani e ai veterani di guerra. Metà del tempo lo passa a opporsi, il resto a cercare un lavoro. Per contribuire all’economia familiare, il figlio minore ruba alla National Gallery il ritratto del Duca di Wellington di Francisco Goya. Il padre diventa complice chiedendo un riscatto al governo inglese da reinvestire in opere di bene. L’imprevisto, però, è dietro l’angolo… Roger Michell, il regista di “Notting Hill”, si lascia inebriare dall’abilità del suo “impostore”, trascrivendo con piglio la tristezza e la solitudine di chi ha voglia di rialzarsi. Ritratto su tela e sfondo, una Gran Bretagna euforica e febbrile al debutto degli anni ’60, il film non si interessa troppo al furto ma a chi lo compie in un crescendo emotivo da piangere. L’opera malinconica intrisa della solitudine degli esseri resta nella memoria. Irresistibile la schermaglia british tra Jim Broadbent, irresistibile bugiardo, e Helen Mirren, acida e sarcastica, due campioni di simpatia. Una commedia dal tono lieve e scanzonato, ma dai temi importanti come la discriminazione  razziale, il lutto familiare, la sperequazione sociale, la tutela dei più deboli.

 

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