Fiorano felix?

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Ne abbiamo parlato con Marco Busani, trentenne, assessore ai rapporti con enti, associazioni, comitati culturali e società sportive; promozione sportiva ed impiantistica sportiva; politiche per i giovani; politiche ambientali; politiche per l'energia, le risorse idriche e qualità dell'aria.

Assessore Busani. Lei da anni è un componente del comitato che organizza il maggio fioranese. La prima domanda è scontata . Dopo il terzo week-end come sta andando la festa.

 

Sono molto soddisfatto: il primo week-end è stato danneggiato dal maltempo ma ha lasciato intravedere che se il clima fosse stato favorevole la manifestazione avrebbe avuto successo. In particolare l’organizzazione si è dimostrata da subito efficace ed affidabile, volontari e dipendenti comunali coniugano ormai alla grande professionalità e disponibilità individuale una notevole esperienza nel gioco di squadra. Il Maggio Fioranese è diventato un “marchio di qualità” come mi hanno fatto notare non solo i cittadini, ma anche i tanti sponsor che ci aiutano ogni anno di più e gli amministratori di altri Comuni modenesi intervenuti al Maggio in occasione di un triangolare di calcio benefico. La ciliegina da questo punto di vista è stato l’arrivo di tappa del Giro d’Italia, in cui Fiorano ha dimostrato grandi capacità organizzative e di coinvolgimento. Oltre 230 volontari in un comune di 16.500 abitanti sono indubbiamente un risultato straordinario

 

Si può festeggiare  sia per coprire situazioni poco felici o come conseguenza di uno stato di buona salute, mi immagino il tenore della sua risposta e per questo mi dica invece secondo le lei quali sono le “ombre poco felici che pesano a Fiorano.

 

Alcune delle ombre presenti in ogni comunità fortemente industrializzata: ritmi frenetici che portano al rischio dell’individualismo nella gestione dei propri tempi e dei propri spazi, qualche difficoltà derivata dai cambiamenti socio-economici del Distretto industriale, qualche eccesso di campanilismo. Mi conforta vedere tanta gente partecipare alle nostre manifestazione anche perché questo dimostra la volontà della gente di uscire, di muoversi, di stare insieme e di confrontarsi, di uscire quindi dalla tendenza anonimistica ed individualistica. Una comunità unita è favorita nella risoluzione dei problemi.

 

In linea d’aria la piazza sede del Municipio di Fiorano quanto dista dal quartiere Braida di Sassuolo?

Da cosa dipende principalmente la diversità del clima ,che in tema  di sicurezza, si respira in modo così diverso tra i due centri distanti solo qualche migliaia di passi?

 

Braida è purtroppo salita agli onori delle cronache nazionali per le sue problematicità che sono figlie di alcuni errori e molte speculazioni. Se alla base c’è un errore urbanistico, è vero anche che in molti hanno speculato sulle difficoltà economiche di chi poteva permettersi solo un certo tipo di alloggio o residenza. Credo che il Sindaco di Sassuolo, Pattuzzi, stia dimostrando un coraggio lungimirante nella gestione di un problema che coinvolge un’intera città, e che soprattutto coinvolge tante famiglie oneste, in particolare di immigrati, costretti a vivere in una situazione degradata e di rischio, alla mercè di alcuni delinquenti. La situazione a mio modo di vedere sta comunque  migliorando, pur tra tante difficoltà.

 

Lei é assessore  anche per i rapporti con le associazioni di volontariato. Quel volontariato che originariamente era alimentato dalla spinta di valori propri di due chiese così diverse e antitetiche (parlo della chiesa cattolica da una parte e di quella comunista dall’altra) e che ha contribuito enormemente a sviluppare una crescita e un confronto sociale, culturale e politico, tra società civile e istituzioni, in diverse realtà territoriali italiane, oggi come e quanto è cambiato questo mondo di volontari con la fine delle ideologie?

 

Non è cambiato, diciamo che è semplicemente aumentato. Rimangono tantissime le persone che fanno volontariato nelle parrocchie e nei partiti soprattutto di sinistra e centro sinistra; a queste stesse persone se ne sono aggiunte tante altre mosse dalla medesima tensione etica, magari con un diverso coinvolgimento ideologico. La società attuale inoltre porte con sé nuove passione, nuove necessità e nuovi problemi: è naturale che chi è accomunato dal medesimo interesse sportivo, ludico e culturale cerchi di fare gruppo, così come è naturale che al sorgere di determinate necessità e bisogni, soprattutto nel campo assistenziale e sanitario, ci siano persone che cerchino di dare una risposta più strutturata ed efficace. Per un’amministrazione pubblica è fondamentale sostenere questo trend. Il volontariato oggi può veramente fare la differenza per la qualità di vita di una comunità e delle singole persone.

 

Avrà comunque qualcosa da rimproverare a queste associazioni. Un qualcosa da disapprovare senza tentennamenti riverenziali.

 

Solo ad alcune una qualche tendenza individualistica, ma ci stiamo lavorando. Vedere 14 associazioni che collaboran
o alla perfezione nella gestione di un grande evento ci conforta nell’obiettivo di vederle collaborare tutte attivamente, senza invidie o ripicche, anche nella gestione delle attività ordinarie.

 

Mi dicono che a Fiorano non si avverte la presenza dell’alternativa politica della opposizione: non c’è né il governo ombra ne il sindaco ombra. Alla lunga , per voi del governo, questo vi agevola o vi danneggia,?

 

Agevola la quotidianità, ma diminuisce il confronto ed il dibattito. La critica se costruttiva è sempre utile per far si che chi governa non si sieda sugli obiettivi raggiunti; in più permette la ricezione di nuove possibilità e diversi punti di vista. Detto questo a Fiorano l’opposizione è certamente meno rappresentata in termini numerici che altrove, ma questo non significa che non sia battagliera o foriera di proposte. Credo però che sia l’aver portato aventi per anni un metodo di concertazione e confronto continuo tra tutte le forze politiche così come con i sindacati, le associazioni di categoria e i cittadini, che ha portato la nostra amministrazione ai risultati elettorali delle ultime tornate: un metodo certamente faticoso, ma giusto perché fortemente democratico e coinvolgente.

 

Parliamo dei giovani. Anzi non ne parliamo perché occorrerebbe molto più spazio. Ci limitiamo solo a qualche battuta. Dopo la generazione del dopoguerra dei tre M (mestiere,macchina, morosa) dopo quella dei tre S ( soldi,sesso, successo) oggi come definirebbe il giovane , tra l’altro suo interlocutore come assessore?

 

Purtroppo la generazione, come la chiama lei, delle tre S, è ancora fortemente presente. Lavoriamo moltissimo con i ragazzi nella scuola, nelle società sportive, nel volontariato sociale e culturale, nell’educativa di strada per cementare quel senso d’appartenenza ad una comunità che i media commerciali cercano di debellare.

 

Che ci dice invece del rapporto giovani- politica?

 

La politica purtroppo si è fatta una pessima fama. Vedo molta rabbia e molto scoraggiamento: tante energie che si disperdono perché orientate alla semplice “critica al sistema”. Molti non fanno nulla perché pensano che tanto non cambierebbe niente: alle volte è un po’ una scusa, più spesso il risultato di anni di immobilismo politico. Tanti giovani fanno volontariato e non politica perché nel volontariato ottengono risultati tangibili e nel breve periodo, l’importante è comunque darsi da fare, “sporcarsi le mani”, perché ognuno di noi, nel suo piccolo può dare contributi determinanti verso il cambiamento.

 

Mi spieghi: cosa ha di interessante da dire un assessore di un comune come Fiorano ai giovani? Cosa vuol dire in concreto “Politiche giovanili” delle quali lei si deve occupare?

 

Ribadisco quanto detto prima: far partecipare i ragazzi alla vita di una comunità, farne percepire le necessità, le tolleranze e le possibilità. Farne conoscere la storia, farla diventare oggetto di passione e rispetto. Ai ragazzi cerchiamo di far capire che se vogliono, se si impegnano, possono migliorare le cose non solo per sé stessi come persone e come generazione, ma anche per tutti gli altri. Cerchiamo di dar loro sicurezze, conoscenza, passione.

 

L’ultima domanda che pretende il massimo della sincerità: quanto la sua esperienza, secondo lei, è  di esempio, è uno stimolo ad impegnarsi in politica da parte di giovani di destra o di sinistra ?

 

Guardi, l’importante è vivere, crescere, lavorare, confrontarsi ogni giorno mossi dal rispetto e dalla passione. Il campo in cui ci si esprime conta relativamente. Non incide il dove lo si fa, ma il come e il perché lo si fa. L’importante è impegnarsi in ogni cosa, nei rapporti personali come in quelli di lavoro dimostrandosi sinceri, obiettivi, credibili. Non mi muove certamente il desiderio di dare esempi anche perché, come trentenne con la sindrome di Peter Pan, così esemplare non posso certo dire di esserlo…..

 

 

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