Fini e il rovescio della medaglia

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Valutando Senza pregiudizi la Posizione assunta da Fini all’interno del Pdl, Provo uno dedurne alcune Considerazioni di Carattere sostanziale

 

1 – Mancanza di Democrazia all’interno del Partito.

 

Prendiamo il caso di Modena, anche se Modena non può far testo.

La incapacità del gruppo PDL a produrre aggregazione e peso politico è storicamente dimostrata, non avendo avuto prima Forza Italia e poi la Casa delle Libertà, nè la capacità nè la volontà di trasmettere al 50%  dell’elettorato non di sinistra quel messaggio liberale forte, che è stato invece recepito nel resto dell’Italia.

Fin qui il risultato politico, ma, se analizziamo le cause di questa paralisi modenese, sempre leggendo i numeri, si nota come sia FI che AN non hanno prodotto alcuna spinta decisiva al cambiamento di governo locale anche quando operavano autonomamente, limitandosi a mantenere le “”posizioni””, quasi che alle dirigenze facesse molto comodo lo strapuntino ereditato dalla DC e dal MSI.

Tornando al merito della posizione di Fini, una parte di ragione ce l’ha, se non altro per il fatto di aver portato AN dal 7al 12%, attraverso una operazione di totale rinnovamento ideologico del vecchio MSI.

L’altra parte di ragione, però, rischia di perderla qualora ripetesse gli errori della DC ed in parte di AN, cioè di

ricattare la maggioranza, senza disporre di un seguito popolare, ma solo parlamentare.

 

2 – Carisma

 

Ambedue i personaggi ne posseggono in abbondanza e non mancano di esibirlo in tutte le occasione, spesso anche in maniera puerile, ma sono e rimangono due “”diversi””, che per paradosso, sarebbero disposti ad autoaffondarsi, compromettendo tutto il lavoro silenzioso e sotterraneo svolto da una quantità enorme di volontari e mai ufficientemente resa nota, i quali però sarebbero i primi a punirli passando alla Lega, come in  molte realtà è già successo nelle ultime tornate elettorali.

 

3 – Concorrenza

 

In merito alla concorrenza politica, è difficile parlare di democrazia e, se guardiamo all’esperienza della DC, per quanto lunga, non ha retto alla concorrenza interna delle correnti, producendo alla fine un vergognoso mercato delle poltrone ed un assoluto vuoto politico.

Fini ha molte carte a suo favore, non ultima quella anagrafica, ma potrà prevalere solo se non forzerà la mano alla generazione di giovani che ha “”inventato”” un partito leggero, liberato da quelle soggezioni gerarchiche, istituite apposta

dai vecchi partiti per conservare il potere a vita, come i senatori.

Se non dispone del seguito popolare di questi volontari non ideologizzati, Fini perderà inevitabilmente la sua battaglia che sarà una oltretutto una sconfitta senza appello.

 

 

 

Presidente del Circolo della Libertà di Cognento – MO

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