Fibre vetrose per la città.

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Le sottolineature settimanali di Emilio Salemme sullo stato di salute dell'ambiente non hanno bisogno di presentazione: forse pretendono solo qualche autorevole risposta.

L’ Arpa di Modena ha indagato per tre mesi i siti di stoccaggio dell’Emiliana Rottami; in via Verdi ( vicino all’autostrada) e in via Bonvino ( vicino al fiume Panaro – nodo primario della Rete Ecologica provinciale di Modena), con un sistema di monitoraggio denominato “” Sky Post””.

I  rilevamenti sono stati eseguiti per rilevare polveri di vetro volatili provenienti dai siti di stoccaggio. 

I dati sono allarmanti, le campionature indicano la presenza di particelle PM10 un po’ dappertutto e inoltre anche la presenza di fibre vetrose.

Le stesse centraline di via Giardini e via Nonantolana segnalano gli stessi livelli della centralina mobile utilizzata a San Cesario. Non sono state indagate le PM 2,5, ma la relazione di Arpa sollecita ad ulteriori indagini meglio mirate a definire se nell’ aria ci sono FIBRE VETROSE  e non solo particelle grossolane.

La relazione conclude dicendo che “”…..la ricerca qualitativa dell’eventuale presenza di particelle vetrose sulle polveri campionate, ha confermato la presenza di queste particelle nella maggior parte dei campioni analizzati…””.

La Direttiva CEE 96/62 in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria e dell’ambiente all’articolo 1 dice:- definire e stabilire obbiettivi di qualità dell’ aria ambiente nella Comunità europea al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nel suo complesso-. I dati sono certamente di allarme, ed è opportuno sapere se le fibre vetrose provengono oltre che dai siti sopra scritti, anche da altri luoghi.

E’ singolare che il Servizio Parchi e risorse Forestali dell’Emilia Romagna, con un’ indagine svolta fra aprile e maggio 2008 per la tutela del fiume Panaro, su richiesta delle associazioni ambientaliste a tutela delle acque e delle biodiversità ,scrive che i cumuli di vetro sono stoccati all’aria aperta e non sollevabili dal vetro. La lettera è del 23 giugno 2008. La relazione dell’Arpa è dell’ 11 giugno 2008 e dice cose diverse. Le autorità sanitarie dovranno svolgere indagini meglio approfondite per stabilire esattamente se oltre alle fibre vetrose rilevate da Arpa sono altre le fonti inquinanti, così come prevedono la Direttive Europee 96/62 e 2000/60 a tutela delle acque.

 

il Presidente della Consulta per la tutela dell’Ambiente

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