Feste e Muri

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Festa dell’accoglienza alla Caserma Montello: in altri stati dell’Europa si festeggia il blocco delle frontiere. Chi ha ragione?

 


Leggo che la notizia e le immagini dei festeggiamenti organizzati dai talebani dell’accoglienza ai migranti, davanti alla caserma Montello di Milano, hanno fatto il giro del mondo. M’immagino i pianti di gioia dei loro affiliati di pensiero sparsi un po’ per tutta Europa, ma anche le grasse risate, specialmente in Ungheria, di chi vede in questa migrazione una tragedia. Opposti punti di vista che vanno rispettati. Ognuno è padrone a casa sua, specialmente se eletto con il voto democratico in quanto si presume sia in grado di decidere che cosa sia bene o male per il suo popolo anche se si fa parte di quell’enorme piovra che si chiama UE e le sue leggi contrarie spesso al buon senso. Apro una parentesi: se c’è, però, la volontà di entrambe le parti, leggi e trattati si possono cambiare. Volontà che al momento, da parte dell’UE, non sembra essere fra le priorità. Anzi, si chiudono le frontiere facendo entrare meno persone possibili. Naturalmente, tale sbarramento costerà all’UE un “sofferto” sì allo sforamento di bilancio. Questi soldi non serviranno, tuttavia, al rilancio della nostra economia, ma solo a pagare i costi dei nuovi arrivi. Tanto, miliardo più, miliardo meno, visto come siamo ridotti, non fa nessuna differenza.   Partendo da questo presupposto ritorniamo a quanto detto sopra a proposito della sovranità nazionale e quindi non ci resta che guardare in casa nostra. Che cosa fare? Poco e niente. Siano noi (e la Grecia) i prescelti a subire questa invasione. Innanzitutto, l’emergenza umanitaria: non si può lasciare morire le persone in mare. Questo è l’unico motivo che ci distingue dagli altri paesi europei. Il resto è solo aria fritta a partire da chi sostiene che queste persone sono una risorsa per la nostra economia. Tutte storie per palati fini di economia. Un esempio banale ma calzante. Il caporalato esiste da secoli, ma era destinato a rimanere circoscritto in determinate aree geografiche e in determinati settori. Adesso, si tende ad applicarlo in tutta Italia e in tutti i settori. Se si volesse chiamare con il suo vero nome, si chiamerebbe “lavoro nero”. Se poi, proprio non si può, si tende a pagare sempre meno chi presta il proprio lavoro. In parole povere o ti accontenti di 5 euro l’ora, oppure puoi andare: tanto, fuori dalla porta ci sono file di migranti che lo fanno anche per meno. In fondo alla base di tutto c’è il profitto. Naturalmente, dove c’è profitto, entra sempre la politica. Non a caso chi trae profitto da questa invasione, sono le cooperative di sinistra (tante) e di destra (poche), che traggono il loro guadagno giornaliero. Non solo, si sente sempre più parlare di aiuti governativi per i comuni che ospiteranno le persone provenienti dal continente africano. Ottima pensata. Fra questi aiuti, sembra che ci sia anche una proposta di legge che permetterebbe ai comuni che accolgono di essere esenti dal blocco delle assunzioni in ambito pubblico. Evviva, nuovi posti di lavoro per tutti! Siccome a pensare male, si fa peccato, ma qualche volta ci si prende, mi domando chi usufruirà di questa pacchia? Forse gli amici degli amici e chi tiene la tessera giusta nella regione giusta (noi siamo in Emilia Romagna)?  Gli altri, continueranno a fare i disoccupati. Ecco, perché è importante dare il potere di governare a un partito. Questo, può significare il benessere o meno di una parte di nazione.

Io la penso così. 

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