Festa della (S)Fioritura

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“Questa sciagura ormai è alle porte! Sfilate inutili di carri...ad aprile! Una carnevalata in ritardo, insomma.”art. di Alex Scardina

 

Cari e care vignolesi, il periodo, per noi residenti, più difficile di tutto l’anno sta per arrivare. Nel resto della Provincia, della Regione e, addirittura, della Nazione, non sanno quali danni ci possa portare la primavera.

No, la colpa non è delle allergie, come invece molti di voi potrebbero pensare; Magari fosse loro la colpa, sapremmo per certo che con un antistaminico potremmo risolvere il problema. Invece ciò che scatenerà i nostri nervi è la vicinissima 43° “Festa della Fioritura”.

C’è gente che ha già cominciato a far scorta di generi alimentari, cosciente che per molti giorni non potrà uscire di casa. Altri stanno rinforzando le porte di casa con assi di legno “anti tornado” di texana provenienza. Questa sciagura ormai è alle porte! Sfilate inutili di carri…ad aprile! Una carnevalata in ritardo, insomma. Caramelle che vengono lanciate a sassate, proprio come si trattasse di lapidazioni; i posti auto diventano miraggi nel deserto. Poi, dopo la Festa della fioritura arriva la Festa della ciliegia, con lo scopo di mostrarci l’intera genesi del frutto. Avete presente la canzone “Ci vuole un fiore”, di Rodari – Bacalov – Endrigo? Quel motivetto anni ’70 che ci ricorda che “per fare il tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole un albero” ecc… Ecco, a Vignola è così che intendono le feste: per fare la ciliegia ci vuole il fiore, per fare il fiore ci vuole la sagra!

E’ normale? Il problema è che si tratta di un tunnel dal quale non si esce fino a giugno.

Per favore noi vignolesi normali vi scongiuriamo di contenere i festeggiamenti. Non se ne può più! C’è gente che lavora e con le strade congestionate spesso diventa impossibile guadagnarsi la pagnotta. Allora, cara amministrazione vignolese, ci auguriamo che la degenerazione alla Rodari si fermi qui. Spereremmo di non doverci trovare anche per festeggiare la sagra “del gambo secco” o della “sfioritura”.

Anche se, quella che temo di più, per ovvie ragioni, è la “festa del nocciolo sputato”!

 

 

 

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