Festa del Papà

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L’uscita di Bice, in contemporanea con la Festa dedicata ai Papà, mi porta a scrivere di loro. Mai, come in questo periodo, la figura maschile (e di qui anche  la  figura paterna)  per i più vari motivi, alcuni  comprensibili, altri assolutamente assurdi, sembrano  essere nel mirino della nuova cultura emergente.
La pesante eredità culturale, con secoli di dominanza maschile evidentemente non è superata in modo indolore perché ora, rancorosamente, la situazione appare rovesciata e ciò che vi era di “ingiusto” nei confronti delle donne, si fa di tutto per ritorcerlo contro l’uomo talvolta fino  al grottesco e al ridicolo.  Impazzano orrendi neologismi, in cui la  “A” finale  sta ad indicare la declinazione al  femminile di professioni e cariche; si aggirano, con l’uso dell’asterisco a fine parola, le regole grammaticali per le quali, in presenza di due o più nomi di genere diverso, l’aggettivo è al plurale maschile: così, se un tempo era giusto scrivere “Mario e Luisa sono contenti” … ora troveremo Mario e Luisa sono content* ”.  Eludere l’egemonia del maschile anche in grammatica mi appare una forzatura che  nulla aggiunge al legittimo anelito all’uguaglianza fra i sessi. Nemmeno la Chiesa  è esente da questa cultura emergente e il termine “fratelli”, abitualmente considerato comprensivo di maschi e femmine, nella liturgia è ora sostituito puntigliosamente da “fratelli e sorelle” .  Come se fosse questa puntigliosa precisazione, la cosa più importante, di fronte all’immensità del messaggio che i credenti trovano in quelle eterne parole.                      Non c’è attrice più o meno impegnata, non c’è opinionista, non c’è comica da quattro soldi, che non abbia nel suo repertorio un monologo  altamente disturbante, volto a  demolire, se ce ne fosse ancora bisogno, la figura dell’uomo  nella società attuale. Quando  va bene, agli uomini  in generale, in questi monologhi,  vengono  riconosciute non tanto le capacità riproduttive, quanto la pura e semplice produzione del materiale  indispensabile. Per il resto, sono  dipinti con i peggiori difetti e nella società moderna sono  sempre più presi di mira,  sempre più spesso surclassati anche numericamente  dalle donne nell’ambito di  carriere fino a poco  tempo  addietro riservate esclusivamente  agli uomini, soprattutto  nella Pubblica Amministrazione.                               L’uomo sembra diventato  un  inutile fardello,  cui  con  difficoltà, pare, si  trovino altri compiti oltre a quello già detto. Ma queste persone, non ce l’hanno un padre? Perché quegli insulti, quelle accuse di ogni nefandezza che vengono accolte con risate e scroscianti applausi, sono dirette anche ai loro  padri… Mah!

Le cronache poi, beffardamente, enumerano regolari atroci delitti commessi da mariti e padri. Uno stillicidio di delitti, violenze, atrocità… perpetrati verso le donne da parte di chi dovrebbe amarle e proteggerle. Una vera disfatta.
Per questo oggi, con nostalgia e con tenerezza filiale, andando decisamente fuori  moda, dedico queste righe a tutti i Papà, con gli  auguri più sinceri. Grazie, per essere l’esempio ai figli maschi, cui  insegnate come si comportano  gli uomini degni di questo nome … Grazie, per il modello maschile positivo  che proponete a noi figlie che avremo così con l’altro sesso un rapporto paritario, armonioso e felice. Grazie, per gli anni di lavoro  cui avete sacrificato la  vostra giovinezza e tanti  anni dopo di essa, per mantenere la famiglia, mettendola sempre davanti  a tutto. Grazie, per l’amore,  la gentilezza e il rispetto con il quale trattate le nostre mamme, le vostre amate mogli, alleate, complici, pari a voi  in tutto… Questo è il regalo più bello  che noi figli possiamo ricevere da voi.

Grazie per la vita che vi dobbiamo, tanto  quanto la dobbiamo alle madri, cui si riservano, peraltro meritati e doverosi, sempre immensi elogi. Almeno qui, rendiamola davvero realizzata quest’uguaglianza.

E grazie, per cercare sempre di essere perfetti per noi figli. Crescendo, con la maturità, capiremo e scuseremo qualche vostro eventuale difetto ma anche questo è la conferma che ci avete educato bene.

Tanti  auguri Papà.

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