FELICI DI PIACERE AI POTENTI

Condividi su i tuoi canali:

None

Siamo davvero sudditi delle nazioni potenti?                         Un po’ sì ma, ci sono spiegazioni alla nostra apparente piacioneria che ci rende filotedeschi con Berlino, filofrancesi a Parigi, filorussi a Mosca. L’errore è non giocare la nostra carta vincente: la cultura.

 

di Alberto Venturi

Come premessa doverosa: ‘In bocca al lupo a te!’, Gianni Galeotti, dirimpettaio d’opinione, che hai deciso di candidarti a sindaco di Modena, ingaggiando una impari battaglia con pezzi da novanta come Muzzarelli e Giovanardi. Che tu sappia fare il bene della città. Ne ha bisogno!

In merito alla nostra presunta vocazione a piacere ai leader delle nazioni più forti,  ricordiamoci che è solo dei potenti la libertà di agire nell’interesse esclusivo della nazione, senza dovere mediare con chi detiene le leve del comando: soldi, materie prime, tecnologie, brevetti, reti.

L’Italia deve fare i conti con altri e sopportare forche caudine, imposte dalla sua debolezza e dai trattati internazionali, con i quali ci siamo attrezzati per crescere protetti e sicuri. Basterà ricordare che perfino Alcide De Gasperi riuscì a tenere testa a Pio XII sull’ingresso dell’Msi nell’amministrazione di Roma, ma sul Pci dovette fare i suoi pellegrinaggi negli Stati Uniti, non credo per discutere alla pari.

Da allora in poi l’alleanza si è rivelata spesso un rapporto di sudditanza e ancora non conosciamo tutte le pagine oscure scritte dai servizi segreti, dalle Sette Sorelle, dalla diplomazia, dalla finanza internazionale; non è importante se l’apparente piacioneria di Matteo Renzi sia uno stile, una nota caratteriale o una strategia. In questo, Silvio Berlusconi era altrettanto piacione, ma in modo più greve. Alla fine contano i risultati, gli oneri e i debiti.

I rapporti con Europa, Nato, Stati Uniti e Onu potremmo e dovremmo giocarceli su altri livelli, ammettendo realisticamente che non possiamo uscire dal programma degli F-35, anche se la cosa ci fa inorridire; perché ci siamo entrati volontariamente e volontariamente abbiamo aggiornato i contenuti dell’accordo. Quello che le altre nazioni non capiscono e ci contestano è la nostra errata idea che si possa ogni giorno ricominciare da capo e che quanto deciso possa essere cancellato, ad esempio come è successo come per il Ponte sullo Stretto di Messina. Vale lo stesso per l’Alta Velocità in Val di Susa o, se volete, per la nostra Bretella autostradale. Le altre nazioni dibattono prima dell’avvio lavori, ma dopo, una volta assunte le decisioni, procedono senza tentennamenti. Noi invece non discutiamo prima, ma dopo; contestiamo, fermiamo, torniamo indietro e finisce gettando miliardi dalla finestra. Si veda come è finita la lotta all’inceneritore di Parma da parte del Movimento 5 Stelle e bisognerebbe calcolare quanto questa lotta sia costata.

Per quanto, ci tengo a precisarlo, verso tutti gli episodi citati io sia contrario alla loro realizzazione.

Credo che all’estero noi piacciamo già, molto, perché la nostra forza è la cultura che si traduce nel ‘Made in Italy’, solo apparentemente una questione di design e di bellezza. E’ in realtà un modello di sviluppo che realizza qualità ed estetica alla portata di tutti; ma non abbiamo le condizioni per permetterci una consapevolezza che ha bisogno di tempi lunghi e di stabilità politica. Nell’immediato saremmo miopi se pensassimo che nel rapporto Usa-Europa-Russia per l’Ucraina e la Crimea, il bisogno di energia e di gas non influenzerà l’andamento delle vicende internazionali e saremo perciò costretti a tentate, ancora una volta, di piacere a tutti.

 

L’Italia suddita di Usa ed Europa perche’ suddita di se’ stessa.La sudditanza dell’Italia nei confronti degli USA è, per la storia del dopoguerra ad oggi, prima di tutto politica ed economica e solo conseguentemente anche psicologica. E lo è diventata ancora di più, per forza di cose, a seguito della conclusione della guerra fredda.

di Gianni Galeotti

Gli Usa sono quelli che hanno evitato la balcanizzazione dell’Italia e hanno utilizzato l’Italia come avamposto per il controllo dei balcani, e non solo. Le basi USA sono ancora li e dobbiamo solo augurarci che una guerra non si ripeta perché l’Italia sarebbe il centro di un fuoco incrociato. L’Americanizzazione e la colonizzazione dell’Italia da parte degli USA, prima come avamposto anti-comunista e poi come avamposto militare ed economico, è un dato assodato. Da qui a renderci ridicoli agli occhi del mondo facendoci trattare alla stregua di mentecatti da un Presidente degli Stati Uniti che di fronte all’immensa grandezza storica del simbolo dell’impero, come il colosseo, non sa fare altro che paragonarlo ad uno stadio di baseball ce ne passa. Certo è che la visita di Obama in Italia, organizzata principalmente per il Papa, estesa come tappa formale di cortesia istituzionale a Renzi ed al Presidente della Repubblica, si è trasformata in un teatrino messo in scena da un Governo che in politica estera è paragonabile ad una schiera di dilettanti allo sbaraglio. Ci voleva solo un Ministro della difesa come Barbara Pinotti per affermare a due giorni dall’arrivo di Obama (che nonostante abbia ricevuto il nobel per la pace, vive con l’assillo delle spese e degli investimenti militari) di non sapere e di chiedersi a cosa serve l’aeronautica militare ed i relativi aerei. Grazie al Ministro PD la credibilità dell’Italia sul piano della difesa, in una scala da uno dieci, è scesa sotto lo zero. In questo teatrino buffo, Renzi, che anche in questo caso ha dovuto scontare anche il fatto di essere un premier non eletto, non ha potuto fare altro che recitare la parte, la sua parte, quella del simpaticone che garantisce la fedeltà incondizionata agli USA e facendo finta di prendere sul serio le frasi di circostanza di un Obama catapultato nel paese dei balocchi e dell’improvvisazione.

Sul fronte europeo, la storia è altrettanto nota, anche se più recente. L’Italia, soprattutto negli ultimi tre anni, si è totalmente prostrata e svenduta ad un Europa a trazione tedesca alla quale anche Renzi, al di la delle frasi fatte sui compiti a casa e sull’orgoglio italiano, ha dovuto subire. DomaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani, con la stessa improvvisazione necessaria per rappresentare un Paese senza bussola e senza direzione. dovrà affrontare il turno dell’Italia nel semestre di Presidenza Europeo, dovendosi fare carico di tutto ciò che l’Italia, vittima delle non riforme, purtroppo, ancora non è. L’Italia è suddita degli USA e dell’Europa perchè è ancora suddita di sé stessa, dei suoi ritardi e del suo non volersi bene e del suo caos istituzionale. Fino a quando non cambierà questo, la sudditanza dell’Italia continuerà.

 

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Alla zappa! Tutti, senza distinzioni.

Nel recente passato e tutt’ora, anche se in misura minore, c’era l’abitudine di invitare alla zappa le persone negligenti, gli scansafatiche, gli incapaci … chi

Terzo mandato

La possibilità di un terzo mandato per i presidenti di regione è stato respinto in Commissione affari costituzionali del Senato; tutti contrari, maggioranza e minoranze

Mostra su Toulouse-Lautrec

Giovedì 22 febbraio 2024 inaugurata a Palazzo Roverella di Rovigo la grande Mostra su Toulouse-Lautrec (1864-1901) più di 200 opere per raccontare il sublime artista