Fanno finta di litigare: s’insultano, però alla fine del mese ritirano lo stipendio

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Siamo governati da persone non connesse fra loro. Fanno una manovra finanziaria e il giorno dopo litigano. Non vogliono tornare al voto, però, fanno alleanze regionali per spartirsi le poltrone. Siamo comunque bravi, adesso esportiamo anche il caos.

 


Hanno varato una manovra finanziaria durante la notte, come dei cospiratori, ma a tutt’oggi non si capisce bene di che cosa si tratta. I giallo-rossi dicono che ci salverà dal temuto aumento dell’IVA e non ci saranno altri aumenti di tasse. Sarà, ma c’è da domandarsi dove trovano i soldi. Inoltre, una volta fuori dalla stanza dove si prendono le decisioni, si smentiscono fra loro. Un gran casino, si potrebbe dire. Però, è normale in una nazione, dove un capo partito si traveste da Joker e dice che i vecchi non devono votare, dove un capo del governo che mentre parla se ne esce con la frase : – Chi non fa il gioco di squadra è fuori – e, infine, un macchiavellico toscano che dal palco se la suona e se la canta. Nel frattempo, le multinazionali chiudono le fabbriche in Italia e aprono all’estero. Caos, è un termine elegante per non dire di peggio.

Se possiamo consolarci, ultimamente anche in altre Nazioni ci sono sbandamenti e incoerenze. In Ungheria pur di disturbare il Primo Ministro Viktor Mihály Orbán, il cattivo europeo che non vuole i migranti, l’opposizione si è alleata con il partito definito neonazista Jobbik, con un patto di desistenza. Il Presidente americano Donald Trump continua, invece, una vecchia tradizione in politica estera: quella di abbandonare gli alleati o coloro con cui si sta facendo un pezzo di strada insieme. Mi riferisco al via libera dato dal campione di liberismo e di tolleranza, il turco Recep Tayyip Erdogan, di invadere un pezzo di territorio non suo, con la scusa di sconfiggere i terroristi di nazionalità curda. Curdi, che fino all’altro ieri erano alleati e riforniti dagli Usa perché servivano come carne da macello sul campo per sconfiggere l’Isis. Naturalmente, l’attacco turco non è fatto con incursioni di precisione, ma come una vera invasione senza bombe intelligenti. Insomma, il classico esempio “‘ndo cojo cojo”. I politici che volevano la Turchia nell’UE s’indignano, ma hanno scarsa memoria.  Quest’ultima, infatti, è già abituata a simili comportamenti: bastava ricordare cosa ha fatto nell’isola di Cipro essendoci una minoranza turca. L’ha aumentata facendo emigrare 150.000 connazionali dall’Anatolia. Termino con la Brexit. Sembra che in questi giorni le distillerie di whisky del Regno Unito stiano facendo affari d’oro. Dai cancelli stanno uscendo colonne di automezzi pieni di bottiglie del famoso liquore ambrato. Pare, però, che non siano tutte destinate al mercato esterno o interno, ma prendano la strada che li porta al N. 10 Downing Street e in direzione del Palazzo di Westminster. In effetti, le persone ivi residenti, a partire dal Primo ministro Boris Johnson, non sembrano molto lucide su come uscire dall’Ue. A tal punto per noi, è comunque una bella soddisfazione (forse). Il made in Italy adesso si sta imponendo anche nel disordine, nel trasformismo e nel tradimento degli alleati. Siamo proprio bravi!

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