Famiglie Numerose

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Domenico Minarini è il presidente modenese dell’associazione Famiglie Numerose. Con lui, all’indomani del Family Day e dell’entrata in vigore della Family Card, proviamo a fare il punto sulle motivazione e i punti di vista che vivono all’interno di nuclei famigliari importanti.

Dottor Minarini, l’associazione famiglie numerose si sta ritagliando spazi importanti nella vita modenese. Partiamo dal successo dell’iniziativa di domenica 15 in piazza Grande in occasione della giornata della famiglia. Forse non ve lo aspettavate neppure voi?

 

Il successo dell’iniziativa del 15 aprile ci ha da un lato stupiti per il numero alto di partecipanti (oltre 3000 persone) e dall’altro soddisfatti per un successo che ha coinvolto persone venute da Modena città e provincia, nonché da altre province e addirittura da fuori regione per partecipare alla Giornata della Famiglia, dove la famiglia ha deciso per la prima volta di mostrare apertamente in pubblico tutto il proprio patrimonio di valori, cultura e tradizione che le appartengono. Certamente è stato un successo di immagine importante e dovuto anche in parte alla presenza di relatori qualificati e preparati sul tema della famiglia. Comunque contiamo di riproporre con cadenza annuale o biennale momenti del genere.

 

Si fa un gran discutere di Dico e sostegno alla famiglie di fatto. La vostra associazione come si pone? E’ possibile equiparare una famiglia regolarmente unita a una che non sancisce il proprio legame?

 

Certamente no! La famiglia è un bene umano fondamentale, fondata sul matrimonio e sull’unione stabile di un uomo e di una donna e aperta a un’ordinata generazione naturale. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale e nucleo originario della società. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani, qualificano la famiglia come “un nucleo fondamentale della società e dello Stato”.

Per questo siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori come per altro previsto dagli articoli 29/30/31 della Costituzione. Certamente l’emergenza di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerata, ma chiediamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente ad istituzionalizzare diversi ed inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali.

 

In Italia dove le spese vitalizie sembrano sempre più in aumento com’è possibile vivere con 3 o più figli? Nell’immaginario collettivo si pensa ad una serie di sacrifici economici non di poco conto (niente ristorante, vacanze limitate ecc.) e la domanda più scontata potrebbe essere “ma chi ve lo ha fatto fare”?

 

Te lo fa fare l’apertura e l’amore per la vita, accompagnata da una sana paternità e maternità responsabile. Peraltro, non dimentichiamo, che di solito le famiglie con figli sono quelle più aperte ed idonee ad altre forme di accoglienza della vita quali ad esempio l’affido e la cura degli anziani e dei disabili. Certamente ci sono tanti sacrifici e rinunce da fare, ma ci sono anche tante gioie e soddisfazioni a mettere al mondo dei figli, e si badi bene che il figlio che nasce, non nasce solo per i genitori, ma nasce soprattutto per il mondo.

A tal proposito avanzo una provocazione: ma siete sicuri che un domani non sia proprio un figlio delle famiglie numerose a darvi assistenza nei momenti di solitudine e di abbandono? I figli servono anche a questo… ad aiutare le persone e non solo quelle di famiglia, a crescere e a sentirsi meno sole, nonché a dare compimento e senso alla nostra esistenza.

 

A Modena partirà dal 1 maggio la rivoluzione “Family Card”, una tessera che darà l’opportunità alle famiglie con 3 o più figli minorenni di fare acquisti a prezzi scontati. Una novità importante che l’associazione famiglie numerose ha voluto con forza. Crede che possa essere l’inizio di una programmazione più incisiva delle politiche famigliari da sempre bistrattate?

 

La Family Card è una goccia nel mare, comunque, come si dice, in assenza di pioggia si prende quello che viene. Si potrebbe parlare a lungo di politiche famigliari, peraltro marginalmente presenti in questa finanziaria come in quelle precedenti. Infatti che dire dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), istituto utilizzato per definire l’accesso alle prestazioni sociali ed assistenziali, che andrebbe rimodulato con la definizione di una nuova scala di equivalenza che, attraverso l’applicazione di apposite maggiorazioni per ciascun figlio a carico, valorizzi le famiglie numerose. (proposta in Parlamento Bobba/Treu).

La conseguente ridefinizione e rimodulazione delle tariffe dei servizi pubblici locali applicabili ai nuclei famigliari (luce, acqua, gas, tarsu) per le quali come associazione ci stiamo battendo in vari Comuni italiani. Molto si potrebbe risolvere in termini di equità fiscale applicando lo strumento del “quoziente famigliare” al calcolo delle imposte sul reddito famigliare (come applicato nella vicina Francia).

Migliorare l’offerta di strutture pubbliche per l’infanzia (anche in abbinamento con imprese private); adeguare il mondo del lavoro assai rigidi rispetto ai cambiamenti. Bisogna pensare la famiglia come principale aggregato sociale, con politiche di welfare in termini di sistema, affinché il “fare famiglia” nel nostro paese non diventi sempre più un’impresa rischiosa e penalizzante.

 

 

Nella giornata della famiglia Modena ha visto la presenza anche del cardinal Ersilio Tonini. Cosa può dare in più il mondo ecclesiastico alle vostre iniziative?

 

Appoggio e benedizione. Riteniamo che la famiglia sia un bene comune, sia per i laici che per i cattolici i quali hanno scelto il matrimonio religioso e chiedono alla Chiesa un sostegno deciso e sereno al tempo stesso.

 

La vostra associazione è salita agli onori delle cronache, oltre che per la family card e la festa di domenica, anche per le critiche mosse all’amministrazione comunale per le limitate agevolazioni sull’Ici. Crede che si sarebbe potuto e dovuto fare di più per quei nuclei famigliari che contano più di 6 componenti?

 

Rispondo senza fare polemiche, peraltro poco costruttive, con quanto appare nel disegno di legge presentato il 18 aprile al Parlamento a firma Bobba/Treu: “quanto all’imposta comunale sugli immobili (Ici), si propone l’esenzione totale per le unità immobiliare adibite ad abitazione, con riferimento ai soggetti passivi con carichi famigliari. Come vedete possiamo dire di essere stati precursori (settembre/ottobre 2006) nel richiedere quanto oggi il Parlamento discute.

 

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