Faccio appello ad un altro Chamberlain

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Manca, nell'attuale situazione internazionale, la figura di un grande mediatore in grado di dialogare con Siria, Usa, Europa...art. di Adalberto de Bartolomeis

…Il ministro degli Esteri Neville Chamberlain, il “”mediatore”” di presagi, non c’è più. Non c’è nessun Chamberlain, adesso, che abbia il coraggio di mediare fisicamente a quanto potrebbe avventurarsi in una sciagura umana di vaste proporzioni, gigantesche!

Da un intervento armato straniero in Siria potrebbero, davvero, scaturire conseguenze imprevedibili che, con la degenerazione di un conflitto interno, lo stesso si estenderebbe in altri spazi limitrofi, intanto e poi, a completa distruzione della regione medio-orientale, potrebbe colpire, purtroppo, altre Nazioni. Il Medio Oriente è una vera polveriera che è continuamente minacciata dal fuoco e ciò addirittura risale ben a 2000 anni fa, per dirla lunga!

Difatti, il presidente siriano Bashar al-Assad dice, in un intervista al giornale Le Figaro che, “”non bisogna pensare solo ad una risposta siriana, ma piuttosto a cosa può accadere se dovessero gli USA attaccare il territorio, ampiamente martoriato da una guerra civile””. “”Quando la polveriera esploderà, parole sue, tutti perderanno il controllo della situazione””. Come non dargli ragione, anche se sembra proprio essere un pazzo!

Il caos e l’estremismo dilagheranno. Assad respinge infine l’accusa sull’uso delle armi chimiche da parte delle truppe di Damasco, ma di chi è, comunque, la responsabilità? Chi amministra il territorio, ora? Domande, alle quale c’è una risposta! Supponiamo che il suo esercito, quello governativo siriano volesse usare armi chimiche di distruzione di massa, è plausibile che lo faccia pure, in una zona in cui è dispiegato e dove gli stessi soldati sono stati feriti da queste armi micidiali, come, sembra, abbiano constatato gli ispettori dell’ ONU, che li hanno visitati negli ospedali dove sono in cura.

Ma in tutto ciò, secondo voi, dove sta la logica? Non c’è logica quando si esasperano gli animi! Se guardiamo alla Siria pensiamo all’ Iran. Se pensiamo all’ Iran, vediamo subito l’implosione di un Libano e l’incontinenza di un Israele. Quest’altra “”storia””, come d’altronde tutte le altre storie di massacri, genocidi, conflitti armati, resta solo ed inesorabilmente “”in attesa di sviluppi””….

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