Facciamo il Presepio?

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Considerazioni Natalizie in libera uscita. Un modo come un altro per augurare a tutti un buon Natale 2006. Certamente nessuno può prevedere se un Presepio nuovo si potrà fare proprio a Modena

 

Certamente nessuno può prevedere se un Presepio nuovo  si potrà fare a Modena

Immagino già l’obiezione di qualche iper garantista che avanza la possibilità che questa proposta possa urtare la sensibilità di militanti di altri religioni. Al contrario, per me, è la riconferma del valore unificante che noi vogliamo attribuire alla natività, che contempla la nascita del figlio di un Dio nostro creatore nè crudele nè sanguinario. Un Dio che manda il figlio a portare “una buona novella”, che non consiste nell’odiare o combattere con la spada coloro che non credono o che abbracciano altre religioni. Perciò penso che questo Presepio si possa fare tranquillamente ed il fatto che  non lo imponiamo a chi non vuole, rappresenta il gesto più laicamente natalizio che possiamo testimoniare.

Quindi, poiché di Presepio virtuale si tratta, proporrei come spazio dove collocarlo fisicamente Modena città. All’interno della città, il luogo deputato ove prevedere la natività, è senz’altro il Duomo, giustamente classificato come patrimonio dell’umanità. Immaginerei poi dalla parte più alta della Ghirlandina, un coro di angeli ai quali chiederei di diffondere “Gloria in excelsis Deo e pace in terra agli uomini di buona volontà”.  Proprio così. In latino, la parte riservata alla fede, in italiano il messaggio per tutta la città.

Eppure questo mix di esortazione-auspicio e augurio, apparentemente così semplice mi riesce invece cosa complicata darne una interpretazione compiuta. Mi chiedo, in quel tempo, in quel paese abitato dal popolo eletto da Dio, ma soggiogato dal dominio dell’impero romano, chi erano gli uomini di buona volontà o da dover essere considerati tali? Da come si riconoscevano? Erano forse i soldati romani che in nome della legge vigente e per il mantenimento dell’ordine costituito crocefissero anche Gesù tra la generale indifferenza della popolazione o gli Zeloti che aspettavano dal Messia la liberazione dagli invasori? Uomini di buona volontà, forse, si reputavano  coloro che per salvaguardare sani valori e principi sanciti nei sacri testi avrebbero voluto lapidare l’adultera o quelli, che  pur non votando Barabba accettarono tuttavia silenziosamente quel vergognoso verdetto.

La tradizione popolare, per non perdersi poi in discussioni e analisi complicate, ha scelto di raffigurare il Presepio con  pecorelle e pastori, qualche viandante e qualche ignoto residente del luogo e non si è mai esposta a fare graduatorie che evidenziassero i più solerti e zelanti volenterosi di quel primo Natale.

Oggi invece come si presenterebbe un Presepio modenese?

Qualcuno di fronte  ad  una città tanto operosa potrebbe essere tentato a pensare che le persone animate da buona volontà a Modena siano in esubero, ma in verità gli angeli facevano riferimento ad una virtù più pregnante, complessa, impegnativa e quindi più scomoda e di conseguenza, abbastanza difficile da vivere ogni giorno.

Tuttavia, animati da generosità d’animo in questo nostro  presepio modenese possiamo mettere, nello spazio riservato ai “volonterosi”, il sindaco e la giunta, i partiti di maggioranza e quelli di opposizione, le categorie, le associazioni e i gruppi, i ceti produttivi e la parte più viva della società civile.

Poi aggiungiamo l’elenco della gente che..e poi..e poi…ci accorgeremo che manca qualcosa: non c’è la stella cometa! Manca la luce che indica il cammino corretto da percorrere. Manca quella stella che riesce a guidare perfino i re Magi che vengono da terre molto lontane. Non c’è più la linea guida e senza quella rischiamo di perderci o forse ci siamo già smarriti.

Se avessimo ancora un minimo di amor proprio e di  onestà intellettuale dovremmo capire di quante sciocchezze a volte ci riempiamo la bocca e lo spirito. O ritorniamo ad essere molto severi, onesti e rigorosi con noi stessi o questa deriva morale e civile ci inghiottirà. Temo che sulle nostre tavole del cenone natalizio non sarà servito il coraggio di capire che la stella cometa non è sparita, non è stata spenta e che nessuno la rubata, ma siamo noi che siamo talmente sprofondati che non riusciamo più a vederla. E chi più chi meno, siamo afflitti da questa novità cittadina, ma la polis non è come una balena che improvvisamente con un colpo di coda riaffiora dal fondo…..

Non saranno quindi alcuni irrequieti commentatori di Bice che protestando, rimbrottando, lamentandosi, riusciranno a svegliare Modena dal torpore nel quale si è abbandonata,

Sarà un processo lento affidato a uno, dieci, cento, mille persone di buona volontà che solleveranno la testa per riprendere il cammino della stella cometa e non certamente per sbatterla contro il muro o per farle  esternare concetti demenziali.

Un cammino che non nasce spontaneamente o per caso, ma sarà il frutto di una presa di coscienza che li spingerà a muoversi con concretezza.

Bice sarà ancora più attenta e disponibile a dare visibilità a questi volonterosi, ma il fatto che oggi Bice esista, scordiamoci possa rappresentare una molla che spontaneamente metta in moto un ingranaggio arrugginito. Non dimentichiamo che la stella cometa suggerì ad un tale la necessità di ordinare la strage degli innocenti!

E se due milioni di persone convintamente inviperite e riunite a Roma non bastano per dare una spallata ad un governicchio, un settimanale on line non può essere più accattivante della orgia dell’effimero , dell’opulenza e del post moderno che seduce questa città, ma eventualmente può essere  uno strumento per uomini e donne di buona volontà che vogliono riconsiderare o progettare una città futura che dovrà essere abitata anche da  persone.

Avremo modo di approfondire tutto questo.

Per ora, Buon Natale e buon Presepio ad ognuno.

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