“”Ex(?) Sipe””

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Polo culturale, istituto scolastico, nuovo ospedale…Numerosi progetti, tutti ancora irrealizzati, per il futuro dell’area.art. di Alex Scardina

 

 

Da anni un tema percorre in lungo ed in largo tutte le amministrazioni che si sono succedute nei comuni dell’Unione Terre di Castelli. Cosa fare dell’area denominata “Ex Sipe”?

Si tratta di un’area industriale dismessa da decenni e collocata a cavallo dei comuni di Vignola, Spilamberto e Savignano sul Panaro. Ad oggi non esiste ancora un progetto definito e sicuro. Da anni si parla di un fantomatico tecnopolo, in particolare da quando la regione propose di realizzare centri di ricerca, collegati all’università di Modena, e dislocati in provincia.

La proprietà dell’area interessata era di “Green Village”, società il cui Presidente Erminio Petillo fu amministratore delegato di Ipi, quando ancora orbitava attorno alla Fiat; Petillo, con altri cinque investitori lombardi, possedeva il 75% del capitale sociale dell’azienda chiamata ad operare sul territorio. Oggi “Green Village” e Comuni sono in causa con la reciproca accusa di essere venuti meno agli accordi presi. Petillo quantificò i danni subiti dalla società, tra lavori e proprietà, in 80 milioni di euro.

La possibilità che l’intero progetto non veda mai luce oggi è sempre più alta, nonostante le dichiarazioni del presidente dell’Unione, e sindaco di Spilamberto, Francesco Lamandini, il quale confessò di aver “già individuato e condiviso con la regione la sede alternativa del tecnopolo di ricerca della nostra zona. Sarà sempre nella zona ex sipe, ma nei pressi delle alte”. In sintesi, dall’altra parte della strada.

Numerosi sono i progetti alternativi su cui l’intera cittadinanza  dell’Unione si è confrontata. Tra i tanti ricordiamo il polo culturale, con locali affidati ad alcune associazioni del territorio, e con, al proprio interno, nuovi istituti scolastici; in tempi di elezioni si discusse della possibilità di realizzarvi un nuovo ospedale interprovinciale. Giunse anche il tempo dell’ipermercato…

Una domanda sorge spontanea: quanto dovremo ancora attendere prima che l’ex Sipe cessi di essere una “ex” per iniziare, invece, a vivere una propria vita?

 

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