“”Eutanasia, il sindaco non pieghi l’istituzione comunale alle sue idee poltiche””

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“E’ apparsa sui social una immagine che ritrae la consigliera del PD Ilaria Franchini, Il sindaco Giancarlo Muzzarelli e i sostenitori del referendum sull’“eutanasia legale”, Marco Cappato e Michele De Luca insieme sorridenti con alle spalle la bandiera della nostra città ed evidentemente in visita in municipio (il luogo è inequivocabilmente riconoscibile)”. A parlare è il consigliere Fdi-Popolo della Famiglia Elisa Rossini.

“Mi sembra che purtroppo il sindaco si sia dimenticato del suo ruolo che è quello di rappresentare tutti i cittadini modenesi, una parte dei quali ha fondati motivi per essere contraria ad un referendum su questa materia. D’altra parte anche in altre occasioni, tra cui il Gay Pride del 2019 al quale ha partecipato capeggiando il corteo, il sindaco ha dimostrato di voler rappresentare solo i cittadini che aderiscono alle ideologie del suo partito di appartenenza”, continua Rossini.

“Inoltre sarebbe auspicabile sapere se, prima di farsi fotografare con i sostenitori del referendum nelle sale del municipio con la bandiera della città alle spalle, il sindaco abbia letto il quesito referendario, che a dispetto del titolo ingannevole “eutanasia legale”, chiede la depenalizzazione del reato di omicidio del consenziente (articolo 579 del Codice Penale)”.

“Giovanni Maria Flick, noto giurista, in un’intervista apparsa sul quotidiano Avvenire ha espresso le sue perplessità riguardo ad un referendum che, cito testualmente, “mette le basi di nuove ambiguità, nuove contraddizioni e nuove difficoltà interpretative in sede giudiziaria e costituzionale”. Si pensi infatti che nel caso si giungesse all’abrogazione richiesta, si potrebbe delineare una situazione paradossale, in cui chi uccide una persona maggiorenne e cosciente di sé che lo chiede, anche se in buona salute, non rischia il carcere; mentre, allo stato attuale delle leggi, rischierebbe le sanzioni previste per il reato di aiuto al suicidio (articolo 580 del Codice Penale) chi procura il farmaco letale a una persona capace di prendere decisioni libere e consapevoli che non si trova nelle quattro condizioni indicate dalla Corte Costituzionale nel 2019 ( patologie irreversibili, sofferenza intollerabile, mantenimento in vita con trattamenti di sostegno vitale) per le quali essa ha reputato parzialmente incostituzionale l’articolo 580 del Codice Penale. E’ evidente che una materia così delicata richiede l’intervento del parlamento e che il referendum promosso dall’Associazione Luca Coscioni altro non è che una iniziativa propagandistica”.

“Il sindaco – conclude Rossini – avrà ancora la libertà di ascoltare queste obiezioni che tanti cittadini modenesi sollevano ora che ha preso una posizione così netta a favore del referendum?”

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