Esperienza di ordinaria disabilità di una mamma

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In viaggio per una città turistica del nord Italia. con bambina di pochi mesi.

 

 Legambiente Turismo ha deciso di gettare uno sguardo alle difficoltà che ogni giorno le persone che per le ragioni più diverse si trovano in una condizione di disabilità permanente (o anche temporanea) nell’uso delle città, delle strutture ricettive e turistiche e di molti servizi.

 Il sito web dell’associazione <www.legambienteturismo.it> pubblica oggi in poche righe la prima puntata di una ordinaria esperienza di “disabilità temporanea”  di chi deve muoversi con un bebè di pochi mesi in carrozzina.

Sono molti gli albergatori che specie nella Costa Adriatica, dove le spiagge sono degradanti e le acque adatte, si ingegnano per offrire accoglienza dedicata, facilitazioni e servizi per clienti speciali come le mamme con bambini. Ma le difficoltà nascono quando si debbono affrontare località, strutture e servizi (e gradini che diventano ostacoli). Se questo vale per il turista va anche peggio quando viaggiatori e cittadini affrontano le incombenze abituali di ogni giorno andando  per uffici pubblici, autobus, treni.

La città presa in esame nel sito Legambiente Turismo è di quelle che appaiono spesso come esempio di vivibilità, presenza di verde, uso di bici, opere d’arte, eventi di successo. Si tratta di una città del nord  presente più volte in graduatorie e classifiche pubblicate da grandi giornali nazionali, che ambisce al ruolo di meta turistica di rilievo. Purtroppo anche qui – diversamente da quanto avviene in quasi tutti i paesi europei del centro e nord Europa come in quasi tutte le città italiane e soprattutto per i trasporti la maternità  può diventare un handicap che complica la vita di ogni giorno e può sconsigliare che è in questa condizione di soggiornarvi.  

 

Editoriale 13 settembre

 

In 200 parole: Maternità come disabilità transitoria

Pomeriggio di Luglio in una città d’arte del Nord Italia.

Fa caldissimo e con la mia bimba di pochi mesi devo assolutamente fare commissioni in centro città. Andare a piedi è impensabile, fa troppo caldo; in macchina è ancora peggio, quindi decido di prendere un autobus.

Prendo una linea che userebbe anche qualsiasi turista perchè va dalla stazione ferroviaria al centro storico. Il gradino è troppo alto per salire con il passeggino, chiedo all’autista di usare la rampa per disabili. Mi guarda storto poi mi comunica che suddetta rampa è rotta. Mi aiuta a caricare bimba e passeggino sul mezzo e non mi fa pagare il biglietto extra. Lo stesso per scendere. Al ritorno ci riprovo con la rampa, ma la risposta è la medesima, così come il disagio. Penso ai disabili che ogni giorno devono affrontare questa situazione e allora decido di considerare la maternità una “disabilità transitoria” e di provare ad affrontare in autonomia viaggi e vita quotidiana per vedere cosa veramente viene offerto come facilitazione a chi è disabile, anche in una città turistica come la mia…..(continua)

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